Ginevra Di Marco - Radio Libera Bisignano (Cosenza), 01-02-2000 Intervista

12/04/2000 di Eliseno Sposato

Fra gli appuntamenti con la musica dal vivo nella nostra regione, che si susseguono con cadenza regolare, va segnalata la data del tour "Trama Tenue" di Ginevra di Marco che il prossimo 24 febbraio (2000) farà tap-pa a Cosenza. L'Arci Calabria in collaborazione con il Comune di Cosenza, presenterà lo spettacolo della voce femminile del Consorzio Suonatori Indipendenti di recente approdata al suo primo album solista. Ab-biamo incontrato la cantante toscana attraverso i microfoni di Radio Libera Bisignano, sempre attenta ai nuovi fermenti della musica italiana.



Perché un brano così importante come "Canto d'accoglienza" è stato inserito in apertu-ra di Trama Tenue?
Questa canzone ha una storia un po' buffa. Quando io e Francesco (Magnelli n.d.i.) abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, siamo partiti pensando di accogliere l'ascoltatore così come si accogli un amico nella propria casa, e quest'idea esisteva ancor prima della canzone. Siamo partiti proprio dal titolo che in-fonde calore verso chi si accosta al disco, in fondo è una canzone semplice che non ha quasi testo, se non solo due frasi, ma che si caratterizza con i cori che infondo quel calore di cui ti parlavo.

Anche il suono ha il suo ruolo, avvolgendo l'ascoltatore.
Molto, infatti esprime ancor meglio il concetto di accoglienza. Ma non solo dato che rende anche l'idea di quella che è la musica di Trama Tenue . Tutto il disco è suonato da un gruppo e sono pochi i trattamenti delle "macchine", se non per lo stretto necessario. Infatti i musicisti coinvolti sono stati scelti pro-prio in base a criteri di amicizia, persone che si sentissero coinvolte pienamente nel progetto che stiamo portando avanti. C'è veramente anema e core in questo disco.

Come ogni buon disco rock che si rispetti, Trama Tenue è diviso fra brani energici (3, Lilith) e ballate di grande atmosfera (la title Track, Neretva, Le Grandi Scoperte). In queste ultime ci sono le collaborazioni di Cristiano Godano dei marlene kuntz e Max Gazzè. Come sono entrati questi due musicisti che, se vogliamo, appartengono a mondi distinti, nello spirito del tuo album?
Per esempio su Le grandi Scoperte (dove collaborano entrambi n.d.i.) l'intervento di Cristiano era stato pensato proprio in sua funzione. Infatti la canzone era stata scritta proprio perché la cantasse lui. Non tanto il testo quanto la melodia, l'ho pensata proprio per lui. Non ostante poi Godano non partecipi volentieri a progetti esterni ai Marlene, quando glie l'abbiamo proposta, lui si è sentito molto onorato della nostra idea e quasi non si sentiva all'altezza del compito che gli volevo affidare: In studio aveva paura di non rendere secondo le nostre aspettative. Mentre Max Gazzè è diventato nostro amico da quando lo abbiamo coinvolto nel tributo a Robert Wyatt (The Different You: Robert Wyatt e noi - CPI/Polygram). Un musicista molto bravo, eclettico e di grande spessore. Sono convinta che negli anni a venire darà molto alla musica italiana. A Lui abbiamo dato un Dat con alcuni brani e nei ritagli di tempo ha inciso i cori di Neretva, suonato il bas-so su Tempo D'attesa e scritto un pezzo di teso de Le Grandi Scoperte. E noi abbiamo ricambiato partecipando al suo disco di prossima pubblicazione.

Proprio in quest'ultimo brano lui canta alla maniera di Battiato, quasi come se stesse facendo un'imitazione.
E' vero, anche se è un po' tutta la melodia del brano che ricorda il modo di scrivere di Battiato, una con-siderazione che ho fatto da sola quando l'ho composta. Anche se può sembrare poco originale a me piaceva così com'era e mi dispiaceva lasciarla fuori dal disco.

Pur risultando omogeneo, il suono del disco mostra due diverse anime: una più vici-na al suono degli ultimi CSI e l'altro che tende a prenderne le distanze in maniera radicale. E' stato difficile scostarvi dal suono del Consorzio?
E' dai primi anni novanta che io e Francesco volevamo realizzare un disco di questo genere, ed aspettavamo il momento giusto per metterlo a punto. E' chiaro che non avrebbe avuto neanche tanto senso rifare qualcosa che somigliasse ai CSI, anche se è indubbio che una parte di questo progetto è presente vi-sto che Magnelli scrive le musiche del Consorzio e questo si sente anche in Trama Tenue. Però è indubbio che il disco ha una sua personalità ed è questa la cosa di cui vado più orgogliosa. Io voglio che sia un qual-cosa di completamente separato ma altrettanto vitale come il lavoro con i CSI. Due progetti distinti che non si prevaricano. Fare un disco solista non significa che io voglia distaccarmi dai CSI, semmai mi avvicino ulte-riormente. La stessa cosa vale per Giorgio Canali e Giovanni Ferretti che hanno lavorato anche loro a dei dischi solisti senza per questo volersi allontanare dal progetto Consorzio suonatori Indipendenti.

Una pausa che serviva a voi tutti?
Esatto. Come ho già detto prima, questi progetti servono a rincontrarsi in una maniera migliore.

Ma secondo te perché sono circolate le voci dello scioglimento dei CSI? Perché dopo un disco come Tabula Rasa Elettrificata ed il successo ottenuto grazie anche alla grande tournée che ne è seguita, tutti si aspettavano che i CSI battessero il ferro finche è caldo, realizzando un altro disco magari simile. Invece a noi è sembrato giusto riposare e dedicarci ai progetti collaterali. Così è, mentre certa stampa ha cavalcato la tigre della crisi esistente tra Ferretti e Zamboni, approfittandone per scrivere un sacco di balle sui CSI, che invece godono di buona salute come dimostrato il 5 gennaio scorso nel concerto di Firenze tenuto insieme a Goran Bregovic davanti ad ottomila persone. Un concerto che ci ha dato tanta energia e che ci ha legato ancora di più.

Appuntamento allora al prossimo 24 febbraio per saggiare le canzoni di Trama Tenue nella versione dal vi-vo. Il concerto si terrà presso l'auditorium del Liceo Classico Telesio ed è previsto un irrisorio costo del bi-glietto d'ingresso a diecimila lire.

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