Red Lines / intervista

Foto Profilo: Red Lines

Per ogni risposta una foto: oggi vi presentiamo i Red Lines, dal vivo al MI AMI Festival venerdì 25 maggio
21/05/2018 17:15

Torna la nostra rubrica Foto Profilo, con cui continuiamo a perseguire la nostra missione primaria: presentarvi nuovissime e validissime band italiane. La regola è solo una: per ogni risposta, una foto. Oggi vi presentiamo i Red Lines, da vivo sul palco MI FAI venerdì 25 maggio al MI AMI Festival. Conosciamoli meglio.

 

Presentatevi! Chi sono i Red Lines? Com’è partito il vostro percorso?
Ci siamo conosciuti al Liceo nel 2014, all'inizio eravamo in quattro e abbiamo cominciato facendo cover, per poi iniziare a scrivere brani nostri.
Successivamente abbiamo deciso di rimanere solo in due e contaminare quelle sonorità con quelli che sono i nostri ascolti: il rock più colorato, riverberato e psichedelico di Simone con l'inclinazione Pop elettronica di Marianna.
Dallo scontro di questi due mondi sono nati i Red Lines, accompagnati da Andreas Busi e Riccardo Cola nei live (nel caso di Riccardo anche in studio).

Il titolo del vostro album, "Paisley", è un riferimento ben preciso a un certo genere musicale. Come mai ci siete così legati?
Ci piacciono molto i suoni acidi della fine degli anni '60 ed il Paisley è il classico motivo/pattern che li rappresenta. Inoltre il rimando va ovviamente anche al “Paisley Underground” il quale ci ha ispirato soprattutto per quanto riguarda i suoni di Synth. Ci siamo entrambi appassionati alla psichedelia, chi più verso quella elettronica e chi più verso quella pop, abbiamo dunque deciso di prendere spunto da un determinato tipo di sound ed evolverlo a modo nostro.

Da tempo non vivete più nella stessa città, Brescia: dove e come sono nate le vostre canzoni?
L'anno scorso, terminato il periodo scolastico ed universitario, siamo saliti a Londra per una full immersion di due settimane con l'intento di scrivere cose nuove e di registrare delle demo negli studi dell'università in cui Marianna ha completato il suo corso di studi, mettendo insieme le piccole idee che avevamo abbozzato durante la nostra distanza e partendo da altre nuove sorte in quei giorni. Quando siamo tornati a Brescia abbiamo dato le rifiniture ai pezzi e ad agosto abbiamo registrato.
Durante gli ultimi tre giorni Marco Jeannin ci ha raggiunti ed abbiamo girato il video di "Colder" tra la periferia e il centro di Londra.


Avete un particolare brano del disco a cui vi sentite maggiormente legati o, perlomeno, affezionati?
M:
Se dovessi scegliere un solo brano, probabilmente sceglierei "Together". Questo è uno dei brani che che sono nati a Londra e sono stati completati e ridefiniti a Brescia, espone un’esperienza mia e personale e raramente mi capita di parlare di situazioni che riguardano al 100% me. Il testo ha una storyline, al mio occhio molto definita, non tratta una circostanza generica ma dà una visione personale e intima di pochi “momenti salienti” che ho deciso di evidenziare per descrivere un break-up – make-up di una relazione. "Together" per me è un classico esempio di “recollection in tranquillity”, così la definirebbe Wordsworth, a differenza delle storie che invento per altri testi.

S: Scelgo "Rubber Spaceship". Il giro di chitarra l'ho scritto circa 2 anni fa e per un lungo periodo il pezzo è stato fermo in stand-by per la sua complessità nell'esecuzione live. Abbiamo deciso di rispolverarlo perché a nostro parere ha dato il definitivo tocco psichedelico all'album. Sono particolarmente affezionato a questo brano dato che il testo è l'unico che è nato da una mia idea e tratta di una storia abbastanza delicata, ricca di significati nascosti.
La cosa che ha dato il mood giusto al pezzo è il giro di batteria suonato da Riccardo che ha reso il tutto piu “spaziale”.


(Questa foto è stata scattata a londra appena avevamo finito le demo, dopo aver mangiato la peggiore pasta con le polpette della storia)

Così giovani ma, allo stesso tempo, sembrate così navigati: come vivete i concerti? Avete avuto momenti memorabili oppure altri da dimenticare?
Siamo due tipi di persone completamente diverse.
Le cose che abbiamo in comune sono davvero poche e questo ovviamente a volte può portare a delle incomprensioni artistiche, ma probabilmente è meglio così, se la pensassimo uguale su tutto ci annoieremmo a morte. Sicuramente senza Andreas e Riccardo tutto questo non sarebbe possibile, sono degli ottimi musicisti e delle fantastiche persone. I momenti difficili arrivano quando siamo in macchina e dobbiamo decidere cosa ascoltare: The Weeknd VS. King Gizzard.
Ad ogni modo ci divertiamo molto, dato che è l'unico momento in cui riusciamo a vederci fuori dal periodo scolastico/universitario.


Ci sono altri artisti del MI AMI che vi piacciono e che andrete a sentire?
Certo che sì, tra questi Paletti,  Typo  Clan,  Han, Coma Cose, Frah Quintale (BRESCIA GVVVNG).
Poi ci piacciono molto anche Francesco de Leo, Willie Peyote, Cosmo, i Vanarin e ovviamente i Bee Bee Sea e molti altri.
Non vediamo l'ora di salire sul Palco del MI AMI!!

Tag: mi ami - rubrica - foto profilo

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