Cristina Donà - Reggio Emilia, 06-05-1997 Intervista

06/05/1997

LE INTERVISTE DI ANA E CHICO - FANZINE AKTIVIRUS

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E’ partita dal Maffia di Reggio Emilia la prima tournèe ufficiale di Cristina Donà, che porta in giro per l’Italia questo astro nascente del rock di casa nostra.

Ovviamente non potevano mancare all’ appuntamento gli intrepidi Ana e Chico, coadiuvati per l’occasione dal disegnatore ufficiale di Aktivirus, Franco Gavioli.

Iniziamo quindi questa intervista a quattro al termine del concerto, non prima di consigliare, a tutti quelli che ne avranno l’occasione, di andarla a vedere perchè ne vale veramente la pena: la ragazza ha grinta, voce e talento ed esprime personalità anche nei pezzi più lenti; non è difficile prevedere per lei un roseo futuro.

Non a caso su Cristina Donà sono riposte parecchie speranze da parte dei responsabili della sua etichetta, la Mescal.



Aktivirus: Allora Cristina, come ti senti con tutte quelle attenzioni addosso da parte di stampa, pubblico e, soprattutto dei tuoi discografici, che su di te puntano tantissimo?

Donà: Eh, mi sento bene, anche perchè questo è quello che ho sempre voluto fare nella vita. Cioè, io ho sempre cantato nei pubs e un po’ in giro, finchè nel ‘91 ho avuto l’occasione di suonare prima degli Afterhours e mi sono detta che avrei voluto vivere di musica. Adesso le cose sembra che vadano bene, anche se è ovvio che all’inizio di soldi se ne vedono pochi. Poi sono soddisfatta del disco, soprattutto di come è venuto fuori, del feeling che si è creato tra me e la band, che era la cosa a cui tenevo di più. E anche il successo di critica, tutta questa attenzione... Non me l’aspettavo, cioè sapevo che era un buon lavoro e che poteva suscitare un certo interesse, ma non fino a questo punto...

No, si sta bene, non c’è dubbio....

Aktivirus: Quali sono i gruppi e gli artisti a cui ti sei ispirata, oltre a Nirvana, Patti Smith, P.J. Harvey...

Donà :Bè, P.J. Harvey devo dire che non la conoscevo, l’ho conosciuta dopo; cioè io scrivevo i miei pezzi, poi li ho fatti sentire a delle persone durante un concerto e mi han detto: “Ah, sei un po’...Pijeiharviana” ; e io: “Cheee?”... Poi va bè l’ho sentita e devo dire che è bravissima, a me piace... Altri gruppi, non so, i Waterboys mi sono piaciuti parecchio, da strapparmi i capelli, poi Sinead O’ Connor per la voce, anche se poi io per il mio modo di cantare cerco di impostare magari più sui bassi. Imitandola, comunque, ho imparato a cantare. Infine, anche gli U2 mi piacciono molto anche se magari non c’è tantissimo U2 nella mia musica, anche se comunque è un gruppo che mi ha sicuramente influenzata...

Il mio grande amore è stato Springsteen, per questo... per questo ho il mito della band! Poi ce ne sono sicuramente tanti altri... Michelle schocked. Recentemente ho scoperto Ami Di Franco ed è eccezionale, l’ultimo disco è “Dilate” ed è... strepitoso: lei fa del rock, però in repertorio ha anche pezzi lenti... Un po’ come me, che sì, suono canzoni abbastanza “cariche”, ma poi faccio anche pezzi tipo Labirinto...

Aktivirus: A proposito, preferisci fare pezzi acustici o elettrici?

Donà: Mah, dipende... Adesso che ho una band preferisco i pezzi più elettrici, dove c’è grande collaborazione fra tutti, però mi piace anche suonare pezzi acustici..

Aktivirus: Come è il tuo rapporto con la tua etichetta, la Mescal?

Donà: Direi molto buono, è un ambiente familiare, per cui si lavora bene. Alla Mescal sono praticamente in quattro a sobbarcarsi il lavoro, in questo modo però tutto funziona bene: abbiamo un responsabile dell’ ufficio stampa che è disponibile, cosa rara nelle case discografiche... E poi c’è Lucio (Serra, il direttore artistico- n.d.r), sempre disponibile e attento alle nostre esigenze... Sono contenta di essere stata scoperta da loro...

Aktivirus: Bè, ti assicuro che anche loro sono contenti di averti tra i loro artisti: recentemente abbiamo incontrato Lucio Serra a Modena, al termine di un dibattito sui rapporti tra discografici e artisti e ci ha parlato di te in termini entusiastici...

Donà: Sì, sono coccolata, sono tutti molto gentili con me, sono affezionati...

Aktivirus: Tornando ai tuoi gusti musicali, hai parlato solo di artisti stranieri. In Italia, invece, chi ti piace?

Donà: Bè, La Crus e Afterhours e non lo dico per questioni di “scuderia” o perchè abbiamo lavorato insieme... Poi mi piacciono i Blue Vertigo, che sono bravissimi; il leader è un musicista completissimo: l’ho sentito suonare il piano da Dio, la batteria da Dio, il basso, la chitarra...Purtroppo però sono incompresi e un po’ bistrattati dalla critica. Probabilmente è dovuto al fatto che i testi sono parecchio impegnati, con citazioni filosofiche eccetera e a molti non piace che certe cose vengano fuori da ragazzi poco più che ventenni... Mi piacciono i C.S.I. Anche gli Ustmamò... poi tornando indietro la mitica coppia Mogol-Batisti... i Diaframma... I Litfiba no, cioè mi piacevano i vecchi; comunque un loro merito ce l’hanno, hanno aperto la strada ad un certo tipo di musica, al rock italiano e questo nessuno può toglierglielo.

Poi, chi c’è? Ah, gli Ottavo Padiglione, che fanno cose un po’ diverse, ma anche loro sono bravi... E poi Carmen Consoli che tra le donne è quella che mi piace di più. Comunque quelli che ascolto di più adesso sono i Blue Vertigo.

Entra Maurizio Raspante e subito Cristina lo chiama.
“Vi voglio presentare Maurizio, lui ha arrangiato con Manuel (Agnelli, degli Afterhours, che nel disco ha suonato un po’ di tutto, dalla chitarra elettrica e acustica, all’organo, al piano, occupandosi anche dei campionamenti in Stelle Buone -n.d.r) ed ha anche suonato il basso e le percussioni...

Suona il cellulare, così mentre Cristina risponde scambiamo quattro chiacchiere anche con quest’altro artefice di Tregua, che, manco a dirlo, è entusiasta del lavoro prodotto e si dice felice di poter lavorare con la Donà.

Lei nel frattempo torna da noi, e ci riferisce: “Era Joe, dei La Crus (Ermanno Mauro Giovanardi-n.d.r.), voleva sapere com’era andato questo mio debutto dal vivo...”

Aktivirus: Da come hai accolto la telefonata sembra che siate amici, del resto coi La Crus hai avuto modo di collaborare anche nel loro ultimo album...

Donà:Sì, ho fatto anche una quindicina di date suonando prima di loro l’anno scorso, quindi è nata un’ amicizia; poi abbiamo fatto un paio di canzoni, due ninne nanne, una che abbiamo fatto in tour poi Per mano che è quella che c’è sul loro disco.

Poi Joe ha suonato l’armonica in Raso e Chiome bionde.

Aktivirus: C’è collaborazione tra i vari artisti della Mescal, o si ferma tutto al rapporto tra te e i La Crus?

Donà: Ma più che altro io Joe lo conosco da tanto: nel ‘90 io studiavo all’ Accademia di Brera e durante le occupazioni, siccome ho sempre amato la musica, ho organizzato un concerto con I Carnival of Fools che è un gruppo storico di Milano dove suonava anche Joe, prima di fondare i La Crus.

Quindi io li ho conosciuti più o meno in quel periodo e io pur continuando a fare le mie cose, nei pub eccetera, continuavo a frequentarli. Adesso che ho l’opportunità di suonare con loro è una cosa bellissima......

Manuel degli Afterhours, in questo periodo in cui abbiamo collaborato è quasi la mia ombra, nel senso che siamo sempre insieme, ci sentiamo spesso... Adesso registriamo tutti al Jungle sound, io, i La Crus, i Casino Royale (Ferdinando Masi ha suonato anche la batteria in qualcuno dei pezzi del mio disco..) e gli Afterhours che presto usciranno con il loro disco, così ci si sente, ci si scambiano pareri... e’ bellissimo, cioè io queste cose me le sognavo...

Aktivirus: Cambiamo discorso con una domanda che ci interessa parecchio, anche se già sappiamo che non sei la persona più indicata per rispondere: cosa pensi del prezzo dei cd?

Donà: Non sono d’accordo: i prezzi sono troppo alti, ciò è dovuto a vari fattori, come l’ IVA del 19%, cioè quella più alta, senza la quale costerebbero sei-sette mila lire in meno. Poi spesso le case che distribuiscono i cd fanno lievitare i prezzi. Comunque sono dell’idea che si può senz’altro fare qualcosa per abbatterli.

Aktivirus: Infine, chiudiamo rinnovando i complimenti per l’ottimo concerto. A proposito, anche le covers sono state belle, ma ci piacerebbe sentire da te anche un pezzo di Patti Smith, che sicuramente ti sarebbe adattissimo!

Donà: Mah, vedremo, forse però a qualcuno sembrerebbe un po’ scontato...

In effetti, sentire quella che è già stata definita la Patti Smith italiana eseguire un pezzo della Patti Smith americana, scatenerebbe le critiche dei soliti musicofili falliti pronti a gettare merda addosso a tutto. Speriamo che Cristina voglia correre questo rischio e se ne esca al più presto con una Rock’n’Roll Nigger oltremodo incazzata.

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