Ricordati di Rimini / intervista

Ricordati di Rimini: gli anni '50 non sono mai stati così freschi

Si sono conosciuti grazie a Mecna e il loro ultimo singolo è la conferma del loro innato gusto vintage raccontato con parole moderne. Ce lo hanno suonato in redazione
06/12/2019 17:36

Sono Alessandro Cianci e Andrea Barbara (in arte Iamseife) e insieme hanno deciso di essere i Ricordati di Rimini. 

Qualche giorno fa sono passati in redazione per suonarci il loro terzo singolo uscito fino ad ora, dal titolo Vieni a prendermi. “Te la ricordi quella sera? Che ci sembrava amore ma ci eravamo bevuti anche la nebbia sulla tangenziale” è il set di una storia contemporanea, scandita dagli impegni continui, infedele, insicura e spesso superficiale. Tra sonorità che ricordano tempi lontani e il racconto della nostra generazione i RR ti cullano nel loro piccolo mondo retro-pop.

 

Com'è successo che le vostre strade si sono incrociate? Come è nato Ricordati di Rimini (nonostante i vostri progetti paralleli)?

S: Le nostre strade si sono incrociate nel 2013 tramite Mecna, abbiam collaborato da subito per gusti affini. Ricordati di Rimini è nato in maniera del tutto naturale, io avevo delle bozze che erano completamente diverse da quello che ho sempre fatto e abbiamo cominciato a lavorarci a distanza visto che Alessandro stava a Londra.

A: Sì, come dice Andrea eravamo da tempo coscienti di questo nostro territorio comune. Capita spesso, anche con Mecna e Lvnar, di scambiarci i rispettivi i provini anche solo per un’opinione. Diciamo che è arrivato un momento non ben precisato in cui noi due ci siamo resi conto di andare nella stessa direzione, da lì la decisione molto naturale di compensarci e unire le forze.

Il vostro sound sembra provenire dal passato, mi vengono in mente i vecchi film in pellicola, Roma in Vespa negli anni '50 ma allo stesso tempo i testi sono freschissimi, diventa tutto coerente. Come mai questa scelta musicale così retrò? Cosa vi ispira?

A: Entrambi, anche per diversi aspetti, siamo appassionati di tutto quel periodo tra i ’50 e i ’70. Quello che ci colpisce di quei tempi è il modo in cui una canzone, allo stesso modo di un film o un pezzo di design, riusciva spesso ad essere semplice, coerente e immediata pur mantenendo una grande complessità strutturale e di pensiero. Basta ascoltare i vari Battisti, Mina, Ornella Vanoni, Gino Paoli per capire che dietro delle canzoni apparentemente semplici si sviluppano degli arrangiamenti e delle orchestrazioni di altissimo livello. Se nel 2019 cantiamo ancora certi classici è perché siamo innamorati tanto dell’immediatezza quanto inconsciamente della loro complessità. A noi piacerebbe anche solo in minima parte reintrodurre questo concetto nella nostra musica e le chiare citazioni retro sono dovute a questo, oltre che alla nostra genuina passione.

S: Il bello è proprio questo, avere un sound vintage ma allo stesso tempo fresco, guarda me sembro un giovane vecchio!

Quando arriva il disco? C'è qualcosa che ci potete spoilerare?

S: presto, no spoiler!

A: Ci saranno molte note, diversi accordi, delle voci angeliche e sarà su tutte le piattaforme digitali…e non sarà proprio un disco…

Tre artisti che state ascoltando spesso negli ultimi tempi.

Joji perché spacca, Tirzah perché siamo dei romanticoni e Ariel Pink perché è talmente fuori che non si può non amarlo.

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L'articolo Ricordati di Rimini: gli anni '50 non sono mai stati così freschi di Chiara Lauretani è apparso su Rockit.it il 06/12/2019 17:36

Tag: singolo

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