Bernardo Lanzetti - Roma - 03/05/99, 03-05-1999 Intervista

04/05/1999 di

Personaggio eclettico, fuori dagli stereotipi dell’artista italiano, Bernardo Lanzetti ha vissuto per molto tempo negli USA, studiando e laureandosi in Texas.

Negli anni Settanta, tornato in Italia, forma gli Acqua fragile, band di rock progressivo, e realizza nel 1973 l’album omonimo; l’anno successivo segue "Mass media stars". Lanzetti, cantante e chitarrista del gruppo, scrive tutti i testi in inglese e la maggior parte delle musiche e degli arrangiamenti della band.

Nel 1975 entra a far parte della PFM, Premiata Forneria Marconi, con cui realizza "Chocolate kings", "Jet lag" e ne diviene il front-man in occasione delle tournée in Giappone, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti.

Lasciata la Premiata Forneria Marconi nel 1979, decide di andare a lavorare a Londra, presso lo studio di Vangelis, realizzando produzioni con musicisti inglesi come Clive Bunker dei "Jethro Tull", John Perry dei "Caravan", Steve Simpson, Frank Ricotti e Ian Carr.

Dopo alcuni anni trascorsi oltre Manica, comincia a sperimentare, a studiare l’elettronica per poterla applicare alla musica e lavorando sul suo talento vocale e grazie alle performance live, Lanzetti comincia a testare ed elaborare sofisticate macchine come il FAIRLIGHT VOICE-TRACKER (un sintetizzatore che utilizza la voce per pilotare altri suoni) ed inventa uno strumento unico che chiama GLOVOX - un guanto che, piazzato sulla sua gola, riceve le vibrazioni che vengono processate come un composito strumento monofonico!

Le su esperienze confluiscono nell'ultimo album “I sing the voice impossible” pubblicato dalla M.P.Records, che crede molto in un progetto assolutamente originale e che raffigura al meglio un artista poliedrico, creativo, innovativo come Bernardo Lanzetti.



ROCKIT: anzitutto complimenti per il suo ultimo album che risulta quantomai coraggioso e controtendenza in un periodo in cui il rumore e la distorsione governano gran parte del mercato. Come e' maturato questo lavoro?

LANZETTI: Grazie per i giudizi positivi. Il lavoro raccoglie i frutti delle mie sperimentazioni, nel campo elettronico-vocale, degli ultimi 16 anni!

Da un incontro con l'amico produttore-arrangiatore Dario Mazzoli è nata l'idea di creare un documento su queste mie ricerche.

Liberi di creare territori e scenari musicali, per l'occasione, ho potuto impiegare idee e composizioni che avevano lo stesso carattere inusitato, singolare e coraggioso.

Mi sono meravigliato e divertito con brani che avevo scritto già nell'84 o addirittura nel '75 e che erano stati rigettati da varie case discografiche!

Altre composizioni sono nate all'ultimo momento. "Come again" di John Dowland-fine '500, è l'unica canzone non originale.

Abbiamo registrato nell'arco di tre anni, sfruttando il massimo della tecnologia senza diventarne dipendenti. La copertina sviluppa graficamente idee di Polimetria che caratterizzano gran parte della raccolta.


ROCKIT: l'ascolto dell'album lascia una forte sensazione di una musica molto pensata ed elaborata che magari lascia meno spazio all'istinto del momento.

LANZETTI: "L'istinto del momento" è sempre presente nel lavoro! I miei esperimenti vocali sono sempre stati testati nelle esibizioni dal vivo.

Voglio inoltre ricordare che già con il gruppo "Acqua fragile" ero responsabile di incursioni musicali molto articolate.


ROCKIT: Il suo album e' davvero una miscela pericolosa per chi non ha orecchi allenati, come inquadra la sua musica?

LANZETTI: Cerco "Musica di Significazioni espresse con carattere e sottointese con garbo intrigante".


ROCKIT: la sua voce e' spesso usata come fosse uno strumento e viene fusa insieme all'elettronica rivestendo il ruolo principale, come mai una scelta simile?

LANZETTI: Come artista del canto, "rivestire la voce di responsabilità" diventa un nuovo, originale metodo di lavoro e può portare, nel bene e nel male, ad una sublimazione del messaggio artistico. Non si possono affidare i contenuti e lo stile alla sola immagine ed alla promozione.


ROCKIT: Perche' la lingua inglese?

LANZETTI: Quando parliamo di musica del '900 parliamo al 90% di musica registrata e di lingua inglese o, comunque, di cultura Anglo-Americana.


ROCKIT: Ci spiega la scelta di Come Again?

LANZETTI: "Come again", insieme ad altre composizioni di J.Dowland, era inserita in un mio recital di Canzoni d'amore di alcuni anni fa.

Lo studio di questo brano è approdato al progetto "Voice impossible" in maniera naturale.


ROCKIT: Non sappiamo se le va di rispondere ma e' d'obbligo chiederle come e quanto l'esperienza con la PFM l'abbia influenzata

LANZETTI: No Comment


ROCKIT: Quali artisti le piacciono nel panorama musicale odierno?

LANZETTI: Ascolto musica solo per lavoro cosi che non conosco il "panorama musicale odierno".


ROCKIT: Quali pensa possano essere le prospettive della scena musicale emergente italiana?

LANZETTI: Le prospettive per chi ha talento sono molto poche. In Italia sono nulle.


ROCKIT: Nel suo album lei non disdegna l'elettronica e la tecnologia, cosa ne pensa delle nuove prospettive offerte alla musica da Internet?

LANZETTI: Per il momento credo che Internet, relativamente alla musica, serva più al commercio ed alla diffusione che non alla crescita artistica.


ROCKIT: Pensa di proporre il suo album dal vivo?

LANZETTI: Ho proposto, in passato, e sto ancora proponendo brani e soluzioni del mio album in performances dal vivo.


ROCKIT: Ha gia qualche progetto per l'immediato futuro o lascera' passare del tempo?

LANZETTI: Ho appena terminato di registrare un tributo ai cantautori americani dal titolo "Master Poets". Il continuo di "I sing the voice impossible" potrebbero essere le musiche da scena che realizzerò per un lavoro teatrale inedito in programma per il dicembre 1999!

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