Uzeda - Roma, 09-02-1999 Intervista

26/02/1999 di Pierfrancesco Graziani

Giovanna Cacciola e Agostino Tilotta, rispettivamente cantante e chitarrista dei catanesi Uzeda, sono persone che hanno fatto della musica una vera e propria ragione di vita. Gestiscono infatti la cooperativa "Prospettive indigene", piccola realtà siciliana che si occupa di promuovere musica difficile e di qualità, in un territorio che, musicalmente parlando, non si può certo considerare tra i più felici. Prima di tutto però, Agostino e Giovanna sono ottimi artisti, in un gruppo che si muove a livelli altissimi, ma che non ha (e forse non avrà mai, purtroppo) un grosso riscontro di pubblico, almeno in Italia. L'intervista con Giovanna avviene via telefono, e si inserisce in un ciclo di interviste a musicisti italiani, in onda il martedi sera su Radio Espansione di Roma.



Rockit: Gli Uzeda sono stati il primo gruppo europeo ad essere prodotto da una etichetta importante e prestigiosa, la Touch & Go. Come siete giunti a questo traguardo?

Uzeda: Ci siamo arrivati lentamente... già ci conoscevano da qualche anno, era stato un po' difficile riuscire a collaborare con loro, perché se non c'è la possibilità di fare un tour in America diventa veramente complicato per la Touch & Go seguire band che non vivono in America... diventa estremamente dispendioso e poco realistico. Anche perché non hanno grandissime forze economiche... e quindi hanno bisogno della presenza della band sul territorio. Quando poi abbiamo registrato con Steve le canzoni che poi sono andate sull'album "4", a loro sono piaciute ed è nata l'occasione di fare un giro negli Stati Uniti ed e' stato possibile concretizzare questo sogno.

Rockit: Ecco, ma come siete giunti ad avere il contatto con Steve Albini e con la Touch & Go?

Uzeda: Con Steve tanti anni fa, quando abbiamo registrato "Waters". L'abbiamo semplicemente chiamato e gli abbiamo chiesto se gli andava di registrare una band in Sicilia, che lo stimava moltissimo e che pensava di fare un grande esperienza a registrare con lui... e anche lui ha detto che per poteva essere una bella esperienza... è venuto e ci siamo conosciuti.

Rockit: Anche il vostro ultimo disco, "Different section wires" è stato prodotto da Steve Albini. Come è stato lavorare con un personaggio di tale calibro e quanto ha influito o modificato il vostro suono?

Uzeda: Steve e' una persona molto semplice e molto schietta, che non influenza per niente. E' un grande tecnico del suono. Registrare con lui e' splendido proprio per questo motivo, perché lascia assoluta libertà. Ormai ci conosciamo da tanti anni, ed è anche un'occasione per rivedersi e divertirsi e per fare un po' di festa insieme. Assolutamente non tocca nulla di quello che è il suono della band.

Rockit: Il vostro primo lavoro con la Touch & Go, l'ep "4" uscito nel 1995, contiene quattro tracce e dura undici minuti. "Different section wires" invece, dura ventotto minuti. Come mai in quattro anni di attività solo trentanove minuti di musica?

Uzeda: ah ah (risate, ndr)... beh... siamo riusciti a fare questo. Non c'è un motivo, così è andata la nostra vita e questo è il succo di questi tre anni. Non avevamo altro da dire e non ci andava di allungare il brodo. Questo era quello che avevamo pronto e che ci sentivamo di registrare, abbiamo tolto molti fronzoli... era quello che ci sentivamo di registrare.

Rockit: Negli ultimi anni avete suonato all'estero con gente importante, come Fugazi o Jon Spencer blues explosion. Nel 1994 avete addirittura registrato una session per John Peel. Come sono state queste esperienze, cosa resta e quanto riscontro di pubblico avete ottenuto?

Uzeda: Ne abbiamo registrate due con John Peel. Quello che resta è l'esperienza umana della gente che abbiamo incontrato, dei posti che abbiamo visto che probabilmente non avremmo mai visto altrimenti. Spesso siamo stati in piccoli centri e in luoghi sperduti e quello che resta è una ricchezza nel cuore, grandissima. Il riscontro di gente dipende dai posti dove vai, dal luogo dove stai suonando, dalla promozione che c'è stata. Abbiamo suonato con un pubblico strabiliante e in posti dove non c'era quasi nessuno. Quello che ti resta comunque è la relazione con ognuna di queste persone...

Rockit: Ti ho fatto questa domanda perchè volevo collegarmi ad un altro discorso, alla differenza cioè che può esserci tra il suonare in Italia piuttosto che all'estero, essendo poi la vostra musica sicuramente destinata ad un pubblico piuttosto ristretto...

Uzeda: Guarda, la differenza sta solo in una questione geografica. L'Italia è piccola e non è che te la puoi girare in continuazione sempre, sempre, sempre. Tenendo anche conto che noi non facciamo musica esattamente orecchiabile, lasciamo che ci sia un lasso di tempo tra un periodo in cui suoniamo e un altro in cui rimaniamo qui o andiamo in altre parti. In rapporto, ma solo in rapporto, alla dimensione geografica abbiamo suonato negli Stati Uniti nell'ultimo periodo ben più che in Italia. Ma perche' gli Stati Uniti sono grandissimi! e per toccare tanti posti devi girare tanto...

Rockit: Come sono ora i vostri rapporti con la Touch & Go? state già lavorando a pezzi nuovi? ancora con Steve Albini?

Uzeda: Al momento siamo a riposo... perché è stato un anno molto faticoso per noi e abbiamo anche delle cose nella nostra vita privata per le quali lavorare. Non stiamo facendo grandi progetti per il futuro, ma ricominceremo presto a fare nuove canzoni e a scrivere nuove cose. Se registreremo nei prossimi tempi, 99 su 100 sara' con Steve.

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