Locarno79.
Avete capito bene, è la 79esima edizione del Locarno Film Festival, uno dei festival di cinema più importanti e prestigiosi che ci siano. Dal 5 al 15 agosto trasformerà la città svizzera, e la sua suggestiva Piazza Grande, nella meta perfetta per gli amanti del cinema di tutto il mondo. Perché ancora prima della rassegna, dal 30 luglio e fino a ferragosto, le notti della città lacustre saranno animate da grandi live.
Il tutto avverrà in un luogo iconico, che ha ospitato grandi eventi in questi anni. Sarà infatti la Rotonda by la Mobiliare ad animare le serate di Locarno79 con un programma ricco di musica dal vivo, cucina e attività per tutti. Ideata dal Locarno Film Festival in collaborazione con la Mobiliare e progettata da atelier oï, l'evento sarà gratuito come sempre con concerti, DJ set, installazioni artistiche e proposte gastronomiche.
L'ultimo nome confermato è quello di Enrico Ruggeri. Assieme a lui una delle protagoniste assolute dell'ultima stagione, Ditonellapiaga, e poi Merk & Kremont, duo di DJ e producer di grande successo, e ancora The Stickmen Project, Roy Paci & Aretuska, Matthew Lee, e AnimaLucio, che omaggeranno l’artista in una serata dedicata alla musica italiana e che sarà aperta dai Perturbazione.
Tanto lo spazio dedicato alla musica svizzera nel programma. Oltre ai nomi già affermati, come i 77 Bombay Street, Veronica Fusaro, che ha da poco rappresentato la Svizzera all’Eurovision Song Contest, Sebalter e la United Soloist Orchestra, che presenterà lo spettacolo Coldplay in Symphony, il palco principale ospiterà anche tanti talenti provenienti da tutto il Paese,come gli artisti riser. Soleroy e Maryne, Gabriel Benedek, Ida Jane, Kashmere, Jeyleen e tanti altri.
Nicolò Martire, Brand Activations Manager di Locarno Film Festival e responsabile dell’evento, ripercorre la storia della rassegna e ci racconta cosa accadrà quest'anno.

Com'è organizzare eventi in... una rotonda?
È una sfida importante, più simpatica da raccontare che da affrontare, ma sicuramente stimolante. La Rotonda è uno spazio di oltre 8'000 metri quadrati che, in attesa dei lavori di riqualifica previsti dal prossimo anno, è oggi sostanzialmente uno spazio vuoto, per lo più grigio e poco utilizzato. Ogni estate viene quindi completamente ripensato e allestito da zero, per trasformarlo in un luogo funzionale, accogliente e vivo. Questo vale tanto per le infrastrutture quanto per gli elementi di arredo (basti pensare alle oltre mille piante installate, che vengono poi riutilizzate al termine della manifestazione). Le sfide sono anche logistiche: l’accesso carrabile è limitato e molte strutture, dai food truck ai container, devono essere posizionate con un’autogru dalla strada soprastante. Anche la forma circolare e le pareti in cemento richiedono un’attenzione particolare dal punto di vista acustico, ma fortunatamente gli anni di esperienza ci hanno permesso di affinare sempre di più la gestione di questi aspetti. Penso si possa capire come il progetto, tanto nel suo contenuto quanto nel suo contenitore, sia tanto importante quanto ambizioso. Ed è anche grazie a questa ambizione che ci impegniamo ogni anno per renderlo accessibile gratuitamente.
Come nasce questo spazio, e come è diventato un epicentro musicale e culturale cittadino?
La rotonda nasce nel 2001 come opera urbanistica. Solo successivamente si è affermata come luogo destinato a eventi e manifestazioni, radicandosi prima nel territorio e diventando, negli anni, una meta sempre più apprezzata anche da un pubblico proveniente da fuori regione. Il Locarno Film Festival ne ha assunto la gestione, durante il periodo della manifestazione, nel 2016, quindi quest’anno festeggiamo un importante anniversario. Da allora il progetto si è evoluto progressivamente secondo una visione sempre più definita, raggiungendo un punto di svolta importante con il concetto sviluppato nel 2022, che si è affinato fino a quello che presenteremo dal 30 luglio. Oggi la Rotonda è concepita come uno spazio d'incontro aperto e accessibile, capace di coniugare intrattenimento, cultura e socialità, e di generare valore per un pubblico molto variegato.
Come funziona il vostro rapporto con il Locarno Film Festival?
La verità è che non esiste una risposta definitiva, perché è un processo di apprendimento che si coltiva anno dopo anno. La Rotonda è a tutti gli effetti un progetto del Festival, il cui cuore è e rimarrà sempre il cinema, mentre tutto il resto è al suo servizio: edizione dopo edizione, lavoriamo per rendere il progetto sempre più efficace e, nonostante sia un equilibrio delicato, specialmente da quando ha assunto anche una sua rilevanza indipendente, direi che ci stiamo riuscendo. Dal punto di vista della programmazione godiamo di grande libertà, pur cercando costantemente sinergie e punti di contatto sia con Piazza Grande, un cinema all'aperto che ospita migliaia di persone ogni sera, sia, più in generale, con linee guida interne. Il legame più forte è probabilmente quello fondato sulla condivisione di valori, in particolare quello della scoperta: per questo, accanto ai nomi più affermati, proponiamo molti artisti emergenti nei quali crediamo e che speriamo possano trovare qui un’ulteriore spinta verso l’alto. Le dinamiche sono inevitabilmente diverse, ma il legame rimane profondo proprio perché nasce da una stessa idea di cultura e di società.

Il vostro pubblico e quello del festival quanto sono sovrapponibili?
Lo sono in buona parte, ma non completamente. Una delle principali sfide della Rotonda è proprio quella di accogliere pubblici molto diversi tra loro: da un lato la popolazione locale, composta da giovani, famiglie, e appassionati di musica; dall’altro le centinaia di migliaia di persone che arrivano a Locarno in occasione del Festival. Il nostro obiettivo non è sostituire l’esperienza del Festival, bensì completarla e arricchirla. Partiamo dal presupposto che il nostro pubblico sia caratterizzato da una certa curiosità e dal desiderio di vivere esperienze culturali e di intrattenimento, anche se queste esigenze si esprimono in modi differenti. Molti spettatori di Piazza Grande passano dalla Rotonda prima o dopo una proiezione per un aperitivo, una cena o un concerto; altri preferiscono dedicarsi ad attività diverse proposte dal Festival. C’è poi, invece, chi sceglie di trascorrere l’intera serata alla Rotonda. La sfida, in fondo, consiste nel creare connessioni tra questi pubblici, favorendo un dialogo continuo tra le diverse esperienze. Ci piace pensare che chi scopre la Rotonda possa avvicinarsi al Festival e, allo stesso modo, che chi arriva per il Festival possa trovare nella Rotonda un luogo da vivere e frequentare.
Che posto è Locarno per organizzare musica?
La sensibilità rispetto alle emissioni sonore è ovunque un tema sempre più ricorrente negli ultimi anni, ma abbiamo la fortuna di contare su una città che si impegna profondamente e costantemente per garantire alla popolazione un’offerta ricca durante tutta la stagione estiva: prima e dopo di noi, ci sono altri eventi che offrono musica e concerti, sia organizzati dalla città che da terzi, come Moon+Stars.
E il Ticino, più in generale?
Detto da chi è nato e cresciuto in Ticino, noto qui una certa tendenza a lamentare una carenza di offerta musicale. È vero che, fuori stagione, i locali che propongono musica dal vivo sono sempre meno e che chi continua a farlo dimostra grande coraggio. Allo stesso tempo, però, penso che la vitalità di una scena sia anche il riflesso della partecipazione del pubblico. Se da una parte i cambiamenti generazionali e le tendenze degli ultimi anni stanno modificando le abitudini di frequentazione di questi spazi, dall'altra riconosco al pubblico ticinese una grande sensibilità verso la musica dal vivo e una spiccata inclinazione a lasciarsi sorprendere da nuove scoperte; a testimonianza di una scena musicale del Cantone che resta, a conti fatti, molto vivace.
Cosa funziona bene?
A livello di eventi medio-grandi, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, l’offerta musicale nel Cantone è impressionante sia per quantità sia per qualità. Questo è possibile grazie al lavoro di amministrazioni pubbliche, associazioni culturali e organizzatori privati, grandi e piccoli che siano. Penso che questa vivacità rappresenti una componente importante dell’identità culturale ticinese. È vero che l’aumento dei costi ha portato a una maggiore e lecita presenza di eventi a pagamento, ma continua a esistere anche un’offerta gratuita significativa, che è fondamentale per garantire l’accessibilità alla cultura e alla musica e che deve coesistere (non competere) con quella con biglietteria. Se si considera la dimensione del Ticino, sia in termini di superficie sia di popolazione, tutto questo non può essere dato per scontato; i paragoni che vengono spesso fatti con realtà molto diverse risultano, a mio avviso, poco pertinenti e soprattutto poco generosi.

Parliamo di questa stagione: qual è il criterio usato per comporre la line up?
Tutto parte da una domanda semplice: “cosa e chi vogliamo regalare al nostro pubblico? Quale programmazione può inserirsi nella prossima edizione del Festival?”. Essendo un evento gratuito di 17 serate, il nostro obiettivo è costruire una programmazione varia che sia rappresentativa della comunità che ci circonda – non solo dal punto di vista musicale – e che giustamente tenga conto delle disponibilità del mercato e di eventuali opportunità che, di anno in anno, cambiano a livello di profili. In questa edizione, che proporrà circa 30 concerti dal vivo, avremo il piacere di ospitare artisti italiani e internazionali come Ditonellapiaga, Enrico Ruggeri, Roy Paci & Aretuska, Merk & Kremont e The Stickmen Project, ma anche artisti svizzeri affermati come i 77 Bombay Street e Veronica Fusaro (reduce dalla partecipazione all’Eurovision), live orchestrali, con la United Soloist Orchestra che presenta uno spettacolo dedicato ai Coldplay, e perfino dei tributi a cui tenevamo particolarmente, come quello degli AnimaLucio, band composta dai musicisti che hanno accompagnato Battisti nelle tappe più importanti della sua carriera. Accanto a loro, daremo ampio spazio alla musica di domani, con talenti quali Soleroy o Gabriel Benedek.
Cosa hanno in comune?
Gli stili proposti sono estremamente diversi tra loro, ma esiste un filo conduttore chiaro e solido che attraversa l’intera programmazione: ogni serata viene infatti pensata come un’esperienza coerente dall’inizio alla fine; non cerchiamo necessariamente una continuità di genere, ma una continuità di atmosfera e di percorso, dagli emergenti agli headliner, passando per i nostri DJ resident, da cui spesso dipende buona parte della riuscita della serata. Nella scelta degli headliner conta ovviamente anche l’aspetto economico, soprattutto in assenza di biglietteria, ma alla fine i criteri di scelta privilegiano gli artisti che incarnano i valori di cui parlavo prima, che rappresentino delle eccellenze in ciò che fanno e, più in generale, che possano portare un valore aggiunto al nostro pubblico, indipendentemente dal genere musicale. Infine, per quanto sia ovviamente emozionante raggiungere artisti rinomati, ci sono due aspetti davvero stimolanti: il primo è il cercare di intercettare prima di altri alcune “scommesse”; il secondo, e forse il più appagante, è il lavoro di scoperta di talenti emergenti, che si sposa perfettamente con le linee storiche del nostro festival cinematografico: portare nuove voci al pubblico serve per far capire quanta bellezza e valore musicale ci sia nei giovani.
Sorpresi dal boom di Ditonellapiaga a Sanremo?
Eravamo contenti (in primis per lei) sì, sorpresi no: è un’artista che ci piace e rispettiamo enormemente. La ritenevamo un diamante del panorama musicale italiano contemporaneo ben prima di Sanremo, ed è il motivo per cui i primi contatti sono avvenuti prima della rassegna. Ne siamo altrettanto convinti oggi e non nascondiamo un sincero moto di orgoglio nell’averla ospite da noi.

Tre live della storia dell'evento che portate nel cuore?
Lucio Corsi (persona e artista straordinario), Gabry Ponte (una potenza in grado di unire generazioni) ed Ermal Meta (che ha dimostrato una grande sensibilità, non solo durante l’esibizione). Però ci sono stati anche La Rappresentante di Lista, Gue, Dargen D’Amico, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, i Coma_Cose, Davide Van De Sfroos… sono davvero tanti ed è difficile esprimere una preferenza: ognuno di loro ha dato colore al nostro evento e ci ha ripagato di ogni sforzo.
Infine un artista che sognate di portare alla Rotonda?
Cesare Cremonini. Sognare non costa nulla.
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L'articolo Una Rotonda sul lago, il nostro disco che suona di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-06-30 10:03:00

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