She Said Destroy! - Rudi e plissettate Intervista

14/05/2012

Sono due ragazze, ma non vogliono essere etichettate come un gruppo femminile. I loro primi ascolti sono stati Spice Girls e Michael Jackson, poi sono passate dal punk e alla fine sono arrivate a una cover di Gwen Stefani. Tutto torna. Roberta D'Orazio ha fatto qualche domanda alle She Said Destroy!

 

Il nome della band è un omaggio ai Death in June. Cosa vi lega a loro?
Stefania: Erano mesi che cercavamo un nome e facevamo un sacco di liste ma non ci convinceva neanche uno. In quel periodo ero molto legata a quella canzone dei Death in june, l'ho sempre trovata molto profonda, in più il nome si addice bene a noi, richiama un'immagine femminile ma fuori dai soliti stereotipi.

Mi spiegate meglio?
Emy: L'interpretazione ovviamente è molto libera e ognuno può avere suggestioni diversissime, però quando penso al nostro nome mi viene in mente un'immagine femminile un po' alla "Antichrist" di Lars Von Trier, la libertà di non dover essere costrette a essere sensibili o tipicamente femminili... poi nel film questo punto di vista è esagerato, ti fa star male. L'idea è un po' quella, anche se in realtà non ci immedesimiamo personalmente in un immagine "distruttiva".

Mi racconti il vostro primo incontro?
S: Il nostro primo incontro... mi ricordo che Emy mi elencava un sacco di gruppi che non conoscevo e viceversa, ho sentito che c'era sia una diversità che una complementarietà e quindi una sorta di equilibrio. Eravamo molto d'accordo sull'attitudine con cui volevamo portare avanti le cose. Non sapevamo quindi che cosa sarebbe stato il progetto, ma sicuramente sapevamo cosa non sarebbe diventato.

E cosa non sarebbe diventato?
E: Non volevamo iniziare un progetto che venisse etichettato solo come musica femminile, quindi eravamo d'accordo su concentrarci di più sulle canzoni e le atmosfere/suggestioni, piuttosto che sull'immagine.
S: Avendo suonato in passato in altri gruppi composti da sole ragazze, so che essere etichettate e rientrare nei soliti cliché è molto facile, e diventa anche molto limitante.

Spiegami meglio.
S: Il mio primissimo gruppo risale alla prima superiore. Da lì sono cresciuta molto musicalmente, ho sempre suonato in gruppi punk o grunge, quasi sempre a formazione femminile, e ci è capitato spesso di avere difficoltà ad essere prese sul serio: tipiche situazioni in cui ti chiamano a suonare per l'8 marzo.

Tu Emy?
E: Il mio primo gruppo era effettivamente una formazione femminile, ero a Treviso, facevo il liceo, devo dire che ci sono rimasta molto affezionata. Poi quando vivevo a Firenze mi sono introdotta in un progetto post-rock.

Qual è il primo ricordo legato alla musica che riuscite a ripescare nella vostra memoria?
S: A me le prime due cose che vengono in mente sono le cassette delle Spice Girls che usavamo a scuola per fare i balletti, e i Blink 182, grazie ai quali ho iniziato a suonare il basso (ed è anche il primo gruppo americano che ho visto dal vivo!)

Io volevo essere Mel C!
S: Anche io ero Mel C, solo per vere dure! (ride, NdA)
E: Per quanto mi riguarda, invece, direi le cassette dei miei di Michael Jackson (credo si trattasse dell'album “Bad”), la collana degli Indimenticabili di Panorama (una raccolta di oldies) e le giornate passate a registrare canzoni dalla radio per fare le compilation su cassetta.

Le compilation su cassetta sono una cosa che implica una cura per la musica che si è totalmente persa. Dovevi restare lì ad aspettare, mettere in pausa, riprendere...
E: Certo, è un po' come andare a pesca. Giri il tuner delle frequenze e aspetti la canzone per cui sei in fissa e magari la trovi finalmente dopo tre ore.

Spice Girls a parte, cosa avete ascoltato in passato? Cosa ascoltate adesso?
E: Ho sempre transitato in territori musicali sia melodici-pop che estremamente noise e rumorosi. La musica brasiliana (samba cançao, bossanova), le oldies, il blues, il jazz e il roots reggae... li ho sempre ascoltati molto, ma sempre e solo con arrangiamenti anni '50 o '60 o precedenti. Detto questo, durante l'adolescenza ho ascoltato molto Smashing Pumpkins, Placebo, Sparklehorse, Make Up, Fugazi, Le Tigre. In questo periodo mi trovo ad ascoltare un po' di tutto... l'ultimo degli AIR, Parenthetical Girls, Devendra Banhart, Beach Fossils.
S: La mia influenza più grande è sicuramente il punk, dal punk '77 all'electropunk, gruppi sia italiani che stranieri. In passato ero molto più chiusa musicalmente, oltre a quello ascoltavo poco altro. Al momento ascolto un po' di tutto ma in modo selettivo. Ultimamente ascolto: La Dispute, M.I.A., Sleigh Bells, Zbigniew Preisner, Attrito, Santigold, Widowspeak e molti altri.

Con una formazione a due pensi subito al DIY, il fare da soli...
S: Nel nostro caso è un più una questione di organizzazione: il disco lo abbiamo registrato in studio e le magliette le abbiamo fatte stampare. Ci sono altri campi dove ci teniamo maggiormente ad avere la nostra autonomia, in particolare per i concerti (contatti, trasferte, ecc ecc) e per la parte grafica (video, foto, grafiche del merchandising).

A breve partiranno le prime date all'estero, mi dite qualcosa di più?
E: La prima sarà a Lubiana e inaugurerà un periodo di trasferte in Austria e Germania.

Nella scena italiana, c'è qualche altro duo che ritenete interessante?
S: Ho notato sicuramente qualche band/duo interessante, ma preferisco farmi un'idea concreta dopo averle viste dal vivo: purtroppo molto spesso anche se l'idea è buona, il suono live risulta molto povero e quindi anche il progetto viene spesso a perdere. Secondo me la vera bravura di un duo sta nel riuscire a riempire il suono e a non farti sentire la mancanza degli altri strumenti.
E: Due progetti che, seppur diversi, mi hanno impressionato molto sono Girl With The Gun e Almandino Quite DeLuxe. Sintetizzano particolarmente cosa mi piace in questo momento

Musica a parte, quali sono i vostri interessi e cosa fate nella vita?
S: Al momento ho un lavoro che non mi piace particolarmente, ma che mi permette di fare nel tempo libero ciò che mi piace. Ho anche l'interesse della fotografia ma tra concerti e lavoro ho dovuto un po' accantonarlo.
E: Precarietà, precarietà, precarietà... Sto sperimentando il suicidio di avere una partita iva, è un periodo in cui mi è difficile trovare una stabilità economica e una collocazione duratura. In quanto a interessi, spendo un sacco di tempo a guardare film, leggere e vorrei tornare ad avere un piccolo orto da coltivare...

Un orto?
E: Tutta l'estate/primavera scorsa ho fatto la baby sitter dell'orto dei miei coinquilini ed è stata un'esperienza bellissima. È come fare yoga! (ride, NdA)

Gli Xiu Xiu tempo fa hanno coverizzato un pezzo di Rihanna, stravolgendolo a livelli epocali. Voi avete fatto la stessa cosa con Gwen Stefani. Come è nata?
S: Ho sempre trovato un po' noiose le cover fedeli al pezzo originale, anche perché spesso non risultano esattamente all'altezza... Cercavamo una cover che nessuno avesse fatto in precedenza e in cui potessimo sbizzarrirci e ripartire da zero, anche un po' per sdrammatizzare il pezzo che già di per sé è molto ironico. E' stato strano perché ci è bastata una prova per farla subito nostra, non mi ero neanche imparata a memoria il testo che già l'avevamo messa su.
E: Tanto onore agli Xiu Xiu, in realtà non abbiamo fatto nulla di così originale.. e poi ciclicamente un sacco di gruppi più o meno rumorosi si sono cimentati con cover pop, Yo La Tengo e Sonic Youth, per dirne due..

Una definizione breve ma intensa che dareste della vostra musica.
E: Possiamo consultarci un attimo? Ok, ci siamo. "Un telegramma pop un po' rude e plissettato" può andare più che bene.

 

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Commenti (1)

  • Pain 17/05/2012 ore 23:09 @pain

    Bel tiro.. mi gustano! u.u

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