Bellini - S. Martino in Spino (MO) - Barchessone Vecchio, 11-07-2002 Intervista

31/07/2002 di

I Bellini sono il nuovo progetto di Giovanna Cacciola e Agostino Tilotta degli Uzeda, assieme a Damon Che dei Don Caballero. Li incontro a San Martino in Spino dopo il loro concerto che hanno tenuto in un clima a dir poco surreale. La loro immagine è di per sé la più anti-divistica che possiate immaginare con un look al limite dell’indigenza e un’aria da padri di famiglia capitati su un palco per caso. A questo si somma l’improbabile location, un marciapiede in un parco nei pressi di un lido fluviale nella campagna modenese, e sembra davvero di assistere alla nemesi di ogni forma di glamour che la storia del rock ricordi.

Quando parte la musica, però, l’energia è palpabile: l’architettura sonora si fonda soprattutto sull’asse chitarra-batteria, con Damon Che a pestare come un dannato sui tamburi e Agostino a svisare come un jazzista navigato. Le linee vocali di Giovanna mettono un po’ d’ordine in questo marasma generale accentuato ancor di più grazie a un basso sconclusionato e interferenze elettroniche non ben identificate che esplodono sinistramente dall’impianto. Una musica apparentemente astrusa e di difficile ascolto, ma basta riascoltare un paio di pezzi durante i bis per cogliere e memorizzare i percorsi armonici.



Rockit: Raccontami cosa è successo tra la pubblicazione dell’ultimo album degli Uzeda, “Different Section Wires” (Touch & Go, 1998) e i giorni nostri.

Giovanna: Non è successo nulla i particolare se non che suonavamo come Uzeda da più di 12 anni e abbiamo sentito tutti l’esigenza di staccarci e sviluppare progetti un po’ distanti l’uno dall’altro. Davide e Raffaele (basso e batteria) hanno partecipato alla colonna sonora di un cartone animato con Gianna Nannini nonché al suo ultimo disco. Agostino e io abbiamo sviluppato questo progetto con Damon Che dei Don Caballero che nel frattempo avevano concluso la loro storia. C’è stato un primo approccio quando Damon è venuto in Sicilia; lui e Agostino hanno provato assieme, io mi sono aggiunta dopo. Poi Agostino è andato in America e hanno continuato questa esperienza rendendosi conto che funzionava molto bene. Lo scorso anno sono andata anch’io negli Stati Uniti, si è aggiunto Mattew e abbiamo fatto un tour di tredici date. Poi abbiamo registrato il disco che uscirà ad agosto negli Usa e a settembre in Europa.

Rockit: Se non sbaglio il disco esce per la Monitor Records.

Giovanna: In realtà si tratta di un progetto particolare di nome M.a.P., che coinvolge la Monitor di Baltimora (che tra gli altri produce gli Oxes) e l’etichetta personale di Will Oldham, la Palace. Infatti M.a.P. non è altro che la sigla di Monitor and Palace.

Rockit: Ritornando agli Uzeda, il gruppo si è sciolto o si tratta solo di una pausa?

Giovanna: Assolutamente, si tratta di solo una pausa. I Bellini sono solo un progetto parallelo il cui sviluppo non pregiudica la sopravvivenza degli Uzeda.

Rockit: Io scrivo per Rockit.it, una rivista che tratta esclusivamente gruppi rock italiani. I Bellini hanno in formazione due americani, cantano in inglese e incidono per un’etichetta straniera. Fino a che punto possono essere considerati un gruppo italiano?

Giovanna: Almeno al 50%, direi. Comunque io non sono incline a classificazioni di alcun genere: secondo me italiano è colui che viene da una certa terra, ha una certa tradizione e certe radici alle sue spalle. Se anche noi cantiamo in inglese, ci portiamo dentro il nostro retroterra culturale dal quale è impossibile prescindere e che si trasmette sicuramente attraverso quello che facciamo. È una questione di forma e sostanza, due piani totalmente diversi.

Rockit: Voi siete comunque musicisti che sono riusciti a farsi apprezzare molto negli Stati Uniti. Come giudicate la vostra esperienza all’estero?

Giovanna: Le emozioni che provo suonando davanti a un pubblico sono sempre le stesse sia che mi trovi in Europa sia che mi trovi in America. Ci sono posti in cui la gente partecipa maggiormente e altri in cui è più distante, ma questo può accadere ovunque. Ciò che veramente ho notato di diverso negli Stati Uniti è il fatto che non ci siano pregiudizi di alcun genere nei confronti del gruppo che suona. Quando ascoltano un gruppo lo ascoltano con attenzione e se ne fregano di dove venga.

Un'altra caratteristica dell’America è che la musica, in particolare quella rock, è vissuta a tutti i livelli, anche in rapporto all’età, in maniera più naturale. D’altronde il rock fa parte della loro cultura più di quanto possa appartenere a quella di qualsiasi altro popolo in giro per il mondo. Se i nostri genitori sono cresciuti con la musica leggera degli anni cinquanta - Modugno, Dorelli, ecc. - i miei coetanei negli Stati Uniti hanno genitori che sono cresciuti con il rock & roll. Questo fa sì che esista un altro approccio rispetto alla musica e rispetto al vivere con la musica. Inoltre si tratta di una terra dalla storia più giovane e che si rivela più aperta e ricettiva nei confronti delle novità.

A parte questo, anche in America ci sono concerti in cui vengono pochissime persone, così come quando si suona ci sono le stesse difficoltà e gli stessi problemi che ci sono ovunque.

Rockit: Voi comunque vivete sempre a Catania?

Giovanna: Noi viviamo a Catania, ci spostiamo moltissimo, ma la nostra sede e la nostra casa sono là. Non sappiamo ancora cosa faremo in futuro ma per il momento è così.

Rockit: Damon Che non ha bisogno di presentazioni, essendo stato il batterista dei Don Caballero. Parlami piuttosto di Mattew Taylor…
Giovanna: Si tratta di un ragazzo che ha suonato in molti gruppi di Chicago, anche se in nessuno che abbia avuto una risonanza particolare. È un grande amico di Damon e ci è stato presentato da lui.

Rockit: Due parole su questo tour e sui vostri progetti per il prossimo futuro.

Giovanna: Per noi questo è un tour di presentazione, più che di promozione di un disco. È un modo per presentare la band che per la prima volta suona in Italia. Abbiamo già fatto due date in Calabria, una a Cuneo, domani suoneremo a Roma. Quando uscirà il disco avremo prima un lungo tour negli Stati Uniti e poi torneremo in Europa per promuovere seriamente il disco.

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