Ministri - Seconda Parte, 10-12-2010 Intervista

06/12/2010 di

Ligabue, gli Smashing Pumpkins, le biciclette, i televisori, la fede cattolica. Continua la lunga chiacchierata con Federico Dragogna.



Spiegami che differenza c'è tra "Noi fuori" e "Non è tempo per noi" di Ligabue. Ti ho addirittura fatto la cortesia di stampare il testo. Leggi qui.
(Legge e ride, NdA) A parte che dipende da come le scrivi le cose.

Quindi Ligabue scrive male.
A parte che "Buon compleanno Elvis" l'ho ascoltato tantissimo. Qui, insomma, già nella seconda riga usa "soddisfatti o no, qua non rimborsano mai".

La provocazione mi serviva per sottolineare che "Noi fuori" potrebbe essere la classica canzone degli "alternativi" che non trovano il loro posto nel mondo. Io credo che oggi il problema sia il contrario: di alternative ce ne sono fin troppe.
Non penso sia una questione di alternative... è sicuramente il testo più rock del disco. Ovviamente non volevamo fare una canzone sobria ed equilibrata, non avremmo messo l'elenco urlato che trovi alla fine. E' un pezzo sulla gente che abbiamo incontrato negli anni, è un po' quello che ti dicevo prima. E ti assicuro che il pubblico dei Ministri è lontano da quello che comunemente si intende con "gli alternativi", anzi credo che in alcuni ambienti venga anche considerato da sfigati ascoltare i Ministri. In realtà abbiamo scoperto che in uffici molto posh ascoltano i Ministri. Questa trasversalità è sempre stata molto bella. In difesa dal tuo paragone con Ligabue, nulla è esagerato o iperbolico. Il "fuori da che cosa" è assolutamente reale e condiviso da noi. Semplicemente ti trovi in definizione di ruoli, generazioni, ambienti e quant'altro, ad un certo punto ti dici: ma io non c'entro niente con tutto questo. Inizialmente il pezzo era molto più esplicito, la frase conclusiva "noi fuori non sappiamo cosa fare" era posizionata nella prima parte nel testo. Noi Ministri, per rimanere coerenti con quello che pensiamo, ci troviamo a stare fuori da un sacco di realtà.

Intendi non andare in Tv?
No, penso che... Rockit è una delle poche redazioni con cui c'è un minimo di dialogo, e come sai non è mai stato incensatorio, né da una parte né dall'altra. E' sempre stato un rapporto molto sincero e molto chiaro, la recensione di Acty... è una recensione seria, condivisibile ma tutt'altro che positiva. Con altre strutture, non sto a fare i nomi...

Facciamoli i nomi.
Mah, per esempio... Effe (Effe Punto, il quarto elemento nei live, NdR) compra Blow Up, gli piace, ci trova la musica che ascolta normalmente. Ora, io non dico che l'uscita del disco dei Ministri sia per forza un evento, però, Cristo di un Dio, per la musica italiana conterà pur qualcosa. Perchè non pubblicare nemmeno una recensione dove ci caghi sopra? E ti cito Blow Up solo perchè vivo con Effe e mi capita trovare il giornale in casa. Esistono redazioni che se non chiami, se non ti rendi disponibile per determinate cose, loro non ti calcolano. E parlo anche di Tv o altro. Noi abbiamo spesso detto, semplicemente: no. Non ci piaceva una cosa: rispondevamo no. Poi se ci chiama, che ne so, il Conchetta (storico centro sociale di Milano, è stato anche usato dai Ministri per girare il video de "Il Sole", NdR) noi non abbiamo nessun problema a metterci a disposizione. Qualcuno ce l'ha già fatto notare, ci muoviamo un po' alla Nomadi: portiamo avanti un discorso e lo portiamo talmente testardamente che pian piano tutta una serie di strutture incominciano a lasciarti da parte.

Suonerete ancora a 60 anni?
No, non fino a quel punto lì. Poi, comunque, penso che siano più pochissimi a leggere i giornali di musica. Per non parlare che c'è una quantità di giornalisti davvero improvvisati, non credo che la critica musicale in Italia valga ancora qualcosa. Ci sono ancora passaggi di critica, e questo lo riconosco a Rockit, a cui do peso e considerazione, ma sono pochi.

Oltre a Rockit di chi ti fidi?
Rockit spesso sbaglia. Ad esempio: Vasco Brondi, è lui. Colpisce e funziona perchè è lui, ha quel carisma, quel talento che è solo suo. Non bisogna tanto stare a spiegare la frase ben riuscita o imbastire tanti discorsi, ce ne sono mille di gruppi di Ferrara con qualche frase ben riuscita. Sarebbe meglio fermarsi all'evidenza: Vasco è lui, non ne esiste un altro. A volte su Rockit leggo delle recensioni che parlano di capolavori ma poi sarebbe giusto chiedersi: perchè non funzionano? Perché questo gruppo non sta vincendo? Negli ultimi tre anni ci sono stati dei gruppi veramente validi che non sono venuti fuori? E' questa la grande domanda.

Non c'è da essere ciecamente euforici, ma dei nomi ci sono. Noi ogni anno ne presentiamo 10 di cui siamo convinti. Se poi 4 fanno breccia è già un successo. Il problema che adesso il pubblico guarda in prima battuta il personaggio, si fa affascinare da chi ha un carisma forte. E ci mancherebbe, è sacrosanto. Anche io, da caporedattore, vorrei che ce ne fossero di più di persone alla Capovilla. Ma c'è il rischio che diventi un'ossessione e il risultato lo vedi nel forum: si finisce a criticare il personaggio e non la sua musica. Il carisma, sapersi vendere, voler comunicare davvero, sono cose molto importanti, ma non devono essere le uniche a stabilire il successo di una band. Ci vuole la forza morale, la costanza, non tutti ce la fanno, ci vuole anche del culo, i soldi...
Si, bisogna trovarsi anche nella possibilità di non aver bisogno di lavorare per un po' di tempo e dedicarsi completamente a quello che si sta promuovendo.

Esatto. Mi spiace interrompere il discorso ma dobbiamo parlare anche di musica. Per "Tempi Bui" mi avevi detto che alcuni modelli di riferimento per la produzione potevano essere i Queen o gli Oasis. O meglio, quelli erano dei riferimenti con cui sei cresciuto e che hai poi portato in studio. Per "Fuori"?
Mah, modelli... non li abbiamo mai avuti. Non ci sono mai stati dei dischi ascoltati apposta per ottenere determinati risultati in studio. Sicuramente in "Fuori" rimangono delle parti ministriche di un certo tipo, come ci sono delle cose nuove. Non vorremmo tutto un disco fatto come "La petroliera", ci romperemmo le palle.

Wad mi dice sempre che "La petroliera" è un pezzo da cantante neomelodico.
(Ride, NdA) Guarda, se devo trovare un riferimento ti direi "Mellon Collie", o "Adore". C'è quel tipo di oscurità, ci sono i pezzi ciccioni, le ballate...

...le batterie elettroniche.
Si, per quanto io non sia un fa degli Smashing Pumpkins direi che potrebbe essere un buon punto di riferimento.

"Fuori" è un disco di passaggio?
Si, spero che ogni nostro disco lo sia. Spero che a 31 anni, quando farò il prossimo, non sarò come sono adesso. Un banalissimo cammino come può essere quello dei Radiohead... oggi sono un gruppo di culto, ma agli inizi hanno scritto un pezzo come "High and dry", che è il pezzo più pop della storia, che se lo scrivevamo noi ci tiravano gli aranci sotto casa (ride, NdA).

Sui testi c'è stata una svolta importante. Sono meno diretti e avete quasi abbandonato le grandi frasi ad effetto, che poi sono quelle cantate a squarciagola nei concerti. I fan vi seguiranno lo stesso?
Mah, a parte che la data zero della scorsa settimana è stata impressionante, cantavano i pezzi nuovi a memoria. Hanno fatto tutto l'elenco finale di "Noi Fuori" da soli. Rimanendo sui testi: "Abituarsi alla fine", che nel suo piccolo ha avuto un briciolo di successo, è complicata, sfido chiunque a capire di cosa parla. Spesso non ho una scrittura così chiara, che spiega bene dov'è la parte ironica, chi è il narratore, i piani sono sempre piuttosto complicati. In "Tempi Bui" i piani erano ugualmente intricati ma usavo parole più concrete, che poi era l'obbiettivo di quel disco. Un pezzo come "La voglio anch'io una base a Vicenza" non era evidentemente dedicato alla base militare, era più una critica ad un certo way of life americano, il "sempre più veloce", il "sempre più grosso", i Suv che poi si sono imposti ovunque. In realtà molta gente l'ha interpretato in modo politico, e lo è: parla di condotta politica ma non è una protesta contro la base. Ci hanno anche chiamato quelli di No dal Molin per suonare ad una loro manifestazione, noi purtroppo quel giorno non potevamo e loro si sono subito scaldati dicendo che usavamo dei temi loro ma poi ci tiravamo indietro quando era il momento di appoggiarli. E io: calmi un attimo, ho detto che la voglio la base a Vicenza, letteralmente il messaggio è persin diverso (ride, NdA). C'è sempre un fraintendimento. Ecco, in "Fuori" volevamo evitarlo. Abbiamo levato tutti i divertissement, sopratutto quando parliamo di politica. Quando i Ministri parlano di politica, vogliono dirti: devi rapportarti con sincerità alla la tua condotta privata. Lascia stare tutti quelli che ti urlano cosa dire. Tu come ti rapporti? Tu cosa fai? "Vorrei vederti soffrire" è un chiaro attacco agli ospedali spia e alla legge contro i clandestini ma è anche un ragionamento sul dialogo reale che io posso avere con le persone che mi circondano.

All'intervista di Radio 2 siete arrivati in bici e così in un colpo solo siete passati come i giovani rocker che amano l'ambiente. Bella mossa, no?
Io ho venduto la mia macchina da tempo, Michi si è comprato una macchina un anno e mezzo fa e ora la vuole vendere anche lui. Siamo tutti dei gran biciclettari, insieme facemmo anche il cammino di Santiago in bici. E' il modo migliore per muoversi a Milano.

E' da suicida andare in bici a Milano.
Devi essere uno S.W.A.T., devi avere una preparazione incredibile, roba da agenti segreti. A me diverte molto, sali, scendi, eviti i tram. Se mia madre sapesse che uso la bici a Milano me la sequestrerebbe (ride, NdA).

La prossima bolla economica sarà verde come dice Oliver Stone in Wall Street 2?
Non lo so. L'unica cosa che mi fa girare il cazzo in una maniera incredibile, ed è una cosa completamente italiana... E' che si fanno sempre solo due discorsi: l'ambiente e la forma fisica. Ci preoccupiamo delle polveri sottili e siamo ossessionati dalle palestre. La bici accontenta entrambe le cose. E' LA risposta, ma è una risposta che non fa guadagnare a nessuno e quindi non serve. Una bicicletta ti dura tutta la vita, praticamente non ti costa. L'Italia ha una sudditanza con la Fiat, ed è taciuta in maniera schifosa. Una cosa che odio sono con tutta l'anima sono le pubblicità delle auto ce rispettano l'ambiente, l'auto che sta attenta all'ambiente se ne sta in garage.

Sono finiti i soldi, poi cosa finirà? Faremo mai a meno della Tv? Per motivi che non ti sto a spiegare ho dovuto visitare parecchie case ultimamente. Tutti monolocali piuttosto messi male, non ne ho trovato uno senza televisore. Mi ha colpito molto una famiglia sudamericana: cinque persone e un super maxischermo al plasma in 50 metri quadrati.
La televisione non ce la toglieremo mai. La salute della televisione in Italia è inversamente proporzionale alla salute del paese. Tanto il paese starà peggio tanto la tv starà meglio. E detto ciò, anche se non ne so tracciare bene i contorni, credo ci sia un legame tra il cattolicesimo e la Tv. Il tuo esempio non è a caso, la Tv ha sempre proliferato nei posti latini, tradizionalmente cattolici. Non so spiegarti il perchè, appena lo scopro ti chiamo.

Noi latini abbiamo bisogno delle parabole...
Bella questa (ride, e mi rendo conto che pur volendo parlare seriamente avevo fatto una battuta, NdA).

Rileggi la prima parte

Commenti (43)

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  • Sdiggo 11/12/2010 ore 10:26 @sdiggo

    gratuità vs prosopopea

    suonate di più e parlate di meno, bimbi :)

  • martina capogrossi 14/12/2010 ore 01:29 @martina6

    si parla sempre male, male, male e male.e ci si dimentica della musica. a me la musica dei Ministri piace.è folle non riconoscere che si tratta di una formazione italiana tra le più valide.sarebbe bello se si esprimessero di più gli ascoltatori di musica e meno i suonatori.altrimenti diventa forum per "addetti ai lavori".
    io non suono e non mi interssa suonare ma amo la musica.

  • satana satana 27/12/2010 ore 20:52 @youwinimstupid

    Sempre 1 + di te, specchio riflesso ti butta nel cesso.

  • ildissonante dissonante 28/12/2010 ore 15:18 @ildissonante

    "Un banalissimo cammino come può essere quello dei Radiohead... oggi sono un gruppo di culto, ma agli inizi hanno scritto un pezzo come "High and dry", che è il pezzo più pop della storia, che se lo scrivevamo noi ci tiravano gli aranci sotto casa"

    già... i Radiohead hanno percorso un "cammino banalissimo "che li ha portati da High and Dry a In Rainbows...

    auguro ai Ministri di riuscire a percorrere un "cammino banalissimo" che li porti a scrivere almeno una sottospecie di "High and Dry"...
    sarebbe già un gran traguardo!

  • franz goria 05/01/2011 ore 04:06 @franzgoria

    cristodiddioall'infinito!!!!!

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