Selton: "Dal vivo con noi si suda e si piange"

Una conversazione con la band italo-brasiliana che il 22 gennaio porta all'Alcatraz (e poi Molfetta e Bolo) il suo "Gringo Vol. 2". Per scoprire dei magici ospiti, capire cosa resta della "strada" nella loro musica e perché non rinuncerebbero mai alla loro "complessità"

I Selton live al Druso di Bergamo
I Selton live al Druso di Bergamo

Sono una delle migliori live band italiane. Un'etichetta che si sono guadagnati sul campo. Anzi, in strada. Perché è da lì che vengono i Selton. Dalle strade del Brasile, di Barcellona, di Milano. Qui hanno creato la propria identità, il proprio suono, il proprio pubblico. Chegiovedì 22 si riunirà per festeggiare con loro il secondo capitolo di un disco importante e prezioso comeGringo. L'appuntamento è all'Alcatraz, prima tappa di una tripletta d'inizio anno che li vedrà impegnati il 24 all'Eremo a Molfetta e il giorno dopo a Bologna al Locomotiv. Qua i biglietti e, in generale, tutto quel che riguarda i Selton. 

Sarà come al solito un live movimentato. Non tutto quello che conta succederà sul palco, come da tradizione. Ci saranno ospiti e amici con cui i Selton hanno condiviso pezzi di strada (la "connazionale" Gaia è stata annunciata nelle scorse ore). E sarà un'ottima occasione per sentire in dimensione live un disco che suona alla grande, come Gringo Vol. 2, lavorato da un mostro come Ricky Damian. 

Cosa c'è da aspettarsi, dunque? Una breve chiacchiera con i Selton per scoprirlo (ma le sorprese se le tengono per loro, giustamente).

Live al Druso
Live al Druso

Avete fatto una lista di buoni propositi per l’anno? Cosa c’è dentro?

“Non ti disunire”, come diceva Sorrentino

Inizio del nuovo anno con un live all’Alcatraz. Che significa per voi e per il progetto?

Sarà la prima volta che presenteremo tutto il disco GRINGO (Vol. 1 e 2) come l’abbiamo pensato sin dall’inizio. In più, questa volta abbiamo avuto la direzione musicale di Ricky Damian, che aveva già prodotto entrambi i dischi insieme a noi. Gringo è stato un disco che ci ha fatto riavvicinare tra di noi e alla musica dopo un periodo di frustrazioni e incertezze. Sarà speciale suonarlo all’Alcatraz.

Come sono andate le date in Brasile? Cosa vi portate a casa?

Portiamo un po’ della nostra casa qui alla nostra vecchia casa di là. È sempre bello vedere il nostro percorso quando incontriamo vecchi amici, le nostre famiglie e anche nuovi fan. A Porto Alegre in particolare – la nostra città natale – non suonavamo da nove anni, quindi è stata davvero un’emozione. São Paulo invece si è riconfermata la città in cui, in Brasile, abbiamo più seguito: tutti cantavano, compresi i pezzi in italiano.

A MI AMI 2024, foto di Roberto Anelli
A MI AMI 2024, foto di Roberto Anelli

Come suona dal vivo il Volume 2? Differenze e analogie con i precedenti live?

È sicuramente un live più energico e più prodotto. Il fatto di arrivare da un tour piuttosto sostanzioso tra Italia e Brasile per promuovere ilVol. 1 ci ha dato una consapevolezza in più rispetto a quello che possiamo fare ora, anche grazie ai nuovi pezzi. L’intento è unire l’anima introspettiva e malinconica, molto marcata nel primo volume, a quella esplosiva che caratterizza il Vol. 2. Il risultato è un live con tanti momenti diversi e molta dinamica. Si suda e si piange.

Sarete “in mezzo alla gente” come sempre?

Siamo nati letteralmente in mezzo alla gente, nel senso che per i primi due anni di band suonavamo per le strade di Barcellona. La vicinanza con il pubblico per noi è sempre stata un tema centrale, quindi da sempre ci viene difficile rimanere solo sul palco e lontani dalle persone. Di sicuro, a un certo punto, ci tuffiamo.

Pezzo con cui aprite e pezzo con cui chiudete?

Sorpresa.

Oggi fare un club tour è un privilegio o qualcosa di simile?

Di base fare il musicista è un privilegio. Se consideriamo il mondo in cui viviamo oggi e tutto quello che ci circonda, avere la possibilità di trasmettere un messaggio attraverso la musica è qualcosa di prezioso, da non dare per scontato. Per noi la chiave è sempre stata metterci in gioco, farci delle domande difficili e cercare di rispondere con la musica.  Un tour club è collegato direttamente con il numero di biglietti venduti e i costi di produzione (squadra, spostamenti, noleggi…) se questo conto non quadra il tour non è sostenibile. In questo senso fare un tour club per noi è decisamente un privilegio, sapere che qualcuno esce di casa durante l’inverno e spende dei soldi per venire a vederti fa sempre un certo senso.

Ancora dal live al Druso di Bergamo
Ancora dal live al Druso di Bergamo

Chi è il vostro pubblico oggi?

Già quando suonavamo per strada notavamo quanto il nostro pubblico fosse eterogeneo. È bellissimo vedere l’unione tra chi ci segue dall’inizio e chi ci ha appena scoperti. Cantiamo in quattro lingue, con stili musicali diversi e notiamo che questo si rispecchia anche sul pubblico.Poi ci sono quelli che arrivano perché sono appassionati del Brasile, quelli che sono brasiliani ma amano l’Italia. Poi sicuramente c’è anche Walzer.

Avete detto: “oggi si tende a mettere un’etichetta su tutto”. Voi musicalmente siete inetichettabili in maniera del tutto naturale, quasi inevitabile per storia. Questo vi penalizza?

Con la bassissima soglia di attenzione che c’è oggi, sicuramente non essere facilmente etichettabili può penalizzarti, se credi che essere capito velocemente sia la cosa più importante. Nel nostro caso lavoriamo su molti strati: abbiamo fatto diversi dischi e una lunga ricerca musicale, in corso ormai da tanti anni. È normale che tutto questo abbia bisogno di più tempo per essere digerito. Quindi forse sì, da una parte ci penalizza; dall’altra però non so se potremmo mai rinunciare alla nostra complessità perché fa parte della nostra essenza, di quello che siamo.

I duetti uomo/donna sono una vostra costante, così come del rapporto Brasile/Italia nella musica "leggera". C’è un motivo?

In generale possiamo dire che ci piace mischiare. Cantare in portoghese e in italiano rispecchia un po’ la nostra quotidianità, in cui passiamo da una lingua all’altra costantemente. Per quanto riguarda i duetti, siamo cresciuti con la tradizione della samba, dove alcune canzoni memorabili erano caratterizzate dalla vocalità maschile e femminile insieme, una tradizione in realtà molto condivisa con l’Italia sin dagli anni ’60, se ci pensi. Sul Vol. 2 questa cosa è venuta fuori in modo molto naturale, sia con Gaia, sia con Emma Nolde, Giulia Mei e Rachele Bastreghi (nel suo caso insieme a Bianconi). 

A tal proposito, ospiti femminili del live a Milano?

Ci saranno Gaia, sorella brasiliana con cui abbiamo registrato Tudo Bem; Giulia Mei, nuova amica che ha prestato la sua penna per El Sexo; e poi ci sarà anche Dente, nostro fratello maggiore e piccolo sbronzo.

Con Gaia!
Con Gaia!

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L'articolo Selton: "Dal vivo con noi si suda e si piange" di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 2026-01-19 17:40:00

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