Shen / intervista

Shen e Omi, il senso di due teenager per l'hip hop

Rapper e producer di 18 e 16 anni, i due vengono dalla provincia milanese e sono arrivati ai primi brani passando per il writing, il freestyle e le crew nel quartiere. Ma quando gli dite che suona molto "old school" non la prendono bene...
02/12/2020 11:43

Shen, nome d’arte di Diego Concari, è un rapper classe 2002 cresciuto nella provincia di Milano, a Garbagnate Milanese. Si avvicina alla musica da bambino e successivamente al rap grazie al mondo dei graffiti e delle battle freestyle, un interesse che lo porta all’età di 13 anni a scrivere i suoi primi testi e un anno dopo a registrare le prime canzoni. Insieme ad altri ragazzi con le sue stesse passioni, provenienti dalla provincia di Milano, forma nel 2019 il collettivo FKEB, abbreviazione di Fuck Everybody al cui interno milita anche FK Omi, pseudonimo di Jacopo De Caprio, producer sedicenne di Arese.

I due pubblicano un freestyle intitolato Effe Kappa su Instagram, il video viene notato dall’etichetta Pluggers che decide di puntare su di loro. Il frutto di questa collaborazione si concretizza in Episodio 1 ‘Fuori La Notte’, brano mixato da Crookers, primo di una serie di tre capitoli per presentarsi al panorama musicale italiano.

Diego Concari, classe 2002, in arte ShenDiego Concari, classe 2002, in arte Shen

Ma i caseggiati che appaiono nel video sono quelli del quadrifoglio, il famoso quartiere popolare di Garbagnate?

SHEN: Esatto. Per chi non lo conoscesse il Quadrifoglio è un quartiere popolare di Garbagnate che è famoso in zona per via del degrado. Volevamo fare il video là perché c’è gente dei nostri che ci abita. Poi io sono di Garba, Omi invece è di Arese e spesso ci becchiamo tutti lì o a Mazzo di Rho.

Che poi è lo stesso quartiere che appare nella copertina di Nessuno degli Articolo 31, album pubblicato quando voi, forse, non eravate ancora nati. La dimensione del “local hero” ha avuto peso?

OMI: Credo che la cultura dei local hero stia svanendo fra i ragazzi. Dall’avvento di internet tutto è più libero. La nostra visione, ma credo anche quella di tanti nostri coetanei, fortunatamente, non è limitata alla propria città.

Io mi sono diplomato al liceo che si trova a circa 100 metri di distanza, conosco Garbagnate. Non vi sembra di esagerare quando parlate di pistole?

SHEN: Garbagnate è una classica realtà popolare di periferia, per dirti con Arese vedi già la differenza. Poi quello che siamo, le nostre storie e ciò che vediamo in zona sono cose che preferiamo non spiegare. Di certo nel pezzo non dico che sparo.

OMI: C’è una barra in tutto il pezzo, ma diciamo che descrive una situazione che può succedere in diverse parti d’Italia, in diverse periferie, ecco. Sicuramente noi non flexiamo ferri.

Credo che il genere sia già stato abbastanza svilito da tanti interpreti che recitano la parte. Nel vostro caso, invece, questa “formazione classica” sembra garantire veridicità anche alla vostra musica.

SHEN: Sì esatto, noi veniamo dai graffiti e dal freestyle, ma la musica che facciamo si distacca decisamente dalla vecchia scuola, stiamo facendo roba più fresca. Quello delle “arti” dell’hip hop è un aspetto che molta gente vive come “old”. Shen, in effetti, era la mia tag, ma per noi è una cosa normalissima, non è qualcosa di vecchio che vogliamo rivivere, semplicemente ci vediamo e andiamo a pittare. Noi raccontiamo quello che viviamo: i graffiti sono una delle cose che facciamo, ma nella musica sono soltanto un bagaglio in più di quello che voglio cantare. Anche nel freestyle, non facciamo le battle, per noi è più una cosa fra amici, ci beviamo una birra, cacciamo due barre. Non facciamo gare, ma le rime sulle mamme vanno ancora fortissimo.

OMI: Il gergo che usiamo arriva anche da quei mondi e si riflette nella nostra musica. Non ha però a che fare con l’old school, dove tutto aveva delle regole non scritte. Noi semplicemente raccontiamo la nostra quotidianità in periferia.

Però è curioso vi definiate una crew e non usiate in termine tanto in voga oggi, tipo gang.

Omi: Semplicemente perché ci ritroviamo più nel termine crew, e in quello che sta a significare. Volevamo dare un nome a tutto ciò che facevamo insieme al nostro gruppo di amici, il freestyle, fare musica, stare in giro, pittare, e abbiamo scelto questo. Il nome è nato su Instagram, volevo scegliere come nome del mio profilo personale Fuck Omi, ma non era possibile, allora ho optato per FK.Omi. E da lì, di conseguenza, il nome della crew.

Omi, al secolo Jacopo De Caprio, 16 anni, producer di punta della FKEBOmi, al secolo Jacopo De Caprio, 16 anni, producer di punta della FKEB

Siete ancora molto giovani, come siete arrivati a un’etichetta come Pluggers?

Shen: È nato tutto dalla pubblicazione di due freestyle intitolati EFFE KAPPA sul mio Instagram, il secondo capitolo era prodotto da Omi. Non so come ci siano arrivati ma, a quanto pare, li abbiamo incuriositi. Per noi è stato un onore, già li conoscevamo per via di Massimo Pericolo.

Per ora abbiamo solo un singolo a disposizione, quindi, dopo tutte queste domande, a cosa state lavorando?

Shen: Per adesso stiamo finendo il progetto "episodi", ma abbiamo anche roba nuova, su Instagram, ad esempio, è appena uscito un nuovo freestyle, s’intitola Nike/Vans.

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L'articolo Shen e Omi, il senso di due teenager per l'hip hop di Marco Beltramelli è apparso su Rockit.it il 02/12/2020 11:43

Tag: singolo

Pagine: Shen

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