Il silenzio, le canzoni e l’istinto di Sandri nella meravigliosa finale di Musica da Bere

Un dialogo con SANDRI sul suo modo di scrivere e suonare: l’importanza dell’ascolto, l’approccio istintivo ai live, le influenze del cantautorato e il lavoro sul nuovo disco.

A Cesena la musica ha trovato il suo equilibrio perfetto: SANDRI, cantautore e anima della scena post-rock romagnola, ha conquistato la finale di Musica da Bere. La Giuria specializzata, con la partecipazione speciale di Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale) e Nicolò Carnesi, lo ha premiato per la sua capacità di mescolare forza e leggerezza, rabbia e fragilità, creando un immaginario intimo che racconta piccole storie d’amore tra la Romagna e il Midwest.

Un artista che sa essere contemporaneamente cantautore e band, un mix raro che la giuria ha definito “uno dei motivi per cui ha senso ascoltare musica”. Con il Premio, SANDRI riceve 3.000 euro, la possibilità di esibirsi in tre concerti live e di realizzare, insieme a Eatinero, un video unplugged di un suo brano. Noi abbiamo avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchiere con lui, per scoprire il suo mondo sonoro e il percorso che lo ha portato sul palco.


Perchè Musica da Bere quest'anno?


Avevo già sentito parlare di Musica da Bere negli anni scorsi, ma arrivavo sempre in ritardo con l’iscrizione, come mio solito. Questa volta se ne è occupato Dino (chitarrista e tastierista della band) e quindi siamo riusciti finalmente a partecipare.

Il momento più bello e che ti ha colpito di più durante questa rassegna?


Sentire il silenzio e l’ascolto del pubblico durante i brani più intimi è una cosa che, quando succede, mi fa sempre un certo effetto.

Parliamo della finale: hai mai pensato di poter vincere?


Abbiamo preparato il concerto come facciamo sempre, senza alcun tipo di aspettativa. Avevamo solo voglia di farci sentire e di farci conoscere: anche in 15 minuti abbiamo provato a dare il massimo.

Quali sono le influenze musicali che senti più vicine e come entrano nella tua scrittura?


Sicuramente il cantautorato degli anni ’80 mi ha influenzato molto, ma in generale vado un po’ a periodi, dipende dal momento.

 

Dopo la vittoria, quali opportunità pensi possano aprirsi per il progetto?


Non saprei dirlo con precisione. Sicuramente poter suonare in tre festival la prossima estate sarà importante e molto bello. Poi vedremo cosa succederà.

Su cosa state lavorando ora e quali sono i prossimi passi dopo questa esperienza?


Al momento ci stiamo concentrando sul disco nuovo: per ora il focus è tutto lì.

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Con chi collabori abitualmente nella scrittura e nella produzione dei brani?


Sinceramente non mi è stato comunicato quale sia stato il brano vincente. In generale lavoro principalmente da solo nella fase iniziale di scrittura di musica e testi, poi insieme alla band — Andrea, Jacopo, Dino e Simone — ci occupiamo degli arrangiamenti e delle registrazioni. Andrea è anche il produttore e ha registrato e mixato i dischi.

C’è qualcosa che diresti a chi sta pensando di iscriversi a Musica da Bere nelle prossime edizioni?


Non mi sento davvero di dare consigli. Spero però che sempre più persone si iscrivano a Musica da Bere e che sempre più persone vadano ad ascoltare il concerto finale.

Ripensando alla tua esperienza nel contest, cambieresti qualcosa del percorso fatto?


No, sono contento di come è andata e delle scelte che abbiamo fatto.

 

 

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L'articolo Il silenzio, le canzoni e l’istinto di Sandri nella meravigliosa finale di Musica da Bere di Redazione è apparso su Rockit.it il 2025-11-21 08:46:00

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