Una nuova edizione di M4NG, la rassegna che fa reinventare la musica classica ai giovani artisti del presente, è alle porte. Il prossimo appuntamento del calendario è già cerchiato in rosso sul calendario: il 31 luglio, dalle 20, si svolgerà il grand opening di M4NG 2026 - Music 4 the Next Generation a Torbole sul Garda (TN) uno speciale concerto di Dardust, uno degli artisti che meglio padroneggia la nuova classica un campo d'azione e di ricerca.
Il live è solo il primo passo di un ricco programma non ancora da svelare, per portare avanti il prezioso lavoro che M4NG sta svolgendo negli anni. In attesa di trovarci sotto il palco, abbiamo ancora delle storie da raccontare: quella dei cinque finalisti di Music 4 the Next Generation, che lo scorso novembre si sono esibiti in una bellissima finale al Teatro Zandonai di Rovereto con le loro rielaborazioni di alcune delle composizioni più celebri della musica classica di casa nostra. Simone Matteuzzi è tra questi: cantautore e polistrumentista milanese, con il suo brano "Suite per la fine di un piccolo amore" ha giocato con il brano "Antiche danze e arie per liuto" di Ottorino Respighi rendendolo pop e pieno di guizzi jazz (lo puoi ascoltare qua sotto, assieme agli altri brani finalisti, nella speciale compilation di M4NG!)
È passato qualche mese dal live di Rovereto. Che immagini ti sono rimaste di quella sera?
Conservo un ricordo prezioso di quella serata. L’esperienza di prendere parte a un evento in cui gli esperimenti di giovani artisti dialogano con un’orchestra sullo stesso palco è stata la conferma di una continuità di dialogo tra la musica che è stata, la musica che è e la musica che sarà. Ricordo di aver suonato quella sera con questa consapevolezza nel cuore e con la gioia e la libertà di aver occasione di restituire, a mio modo, alla musica “classica” quello che lei è stata per me nel mio percorso sinora.

Cosa ti ha insegnato quest’esperienza? C’è qualcosa in particolare che porti a casa?
L’insegnamento che porto nel cuore dopo questa esperienza è la certezza più che mai che la musica sia una sola. Mi vengono in mente le parole di un’intervista di Paul McCartney: “Pop music is the classical music of now”. Spesso tendiamo a ragionare la musica a compartimenti stagni e la narrazione culturale odierna propone la musica classica come qualcosa di sacro, intoccabile e da temere. Sono grato di aver preso parte a una manifestazione come M4NG, che invece propone una continuità di lettura e di connessione tra la tradizione classica e il panorama musicale attuale, permettendo anche attraverso l’esperimento e il “gioco” un sano dialogo tra i due mondi.
Secondo te cosa è stato apprezzato del tuo brano? C’è invece qualcosa che rifaresti diverso?
Penso che del mio brano sia stata apprezzata l’inventiva e l’originalità. Nella realizzazione del mio brano ho provato a divertirmi il più possibile e ad usare il materiale di partenza come pretesto per poter parlare di qualcosa di completamente mio. A questo fine non ho utilizzato una sola “tecnica”: nello svolgersi della mia “suite” ho preso in prestito frasi melodiche, progressioni accordali, suggestioni o anche semplicemente intere sezioni tagliuzzate e utilizzate come sample. Penso che il risultato sia stato apprezzato in quanto creativo e onesto, sincero. A posteriori curerei in maniera differente la forma della suite, o per essere più specifici e “accademici”, i passaggi, le transizioni, i ponti tra le diverse danze che la compongono.

Consiglieresti a un collega di prendere parte a un simile contest (con “regole d’ingaggio” abbastanza particolari)? Perché?
Consiglio vivamente a tutti gli artisti di mettersi in gioco in un’esperienza come M4NG. Proprio perché non è il solito contest, è un luogo di ricerca e contaminazione, tanto personale quanto collettiva. Inoltre è un contesto in cui il “narcisismo” che spesso domina un certo modo di fare musica oggi viene messo da parte in favore per l’appunto della ricerca e del confronto con qualcosa che viene dal passato e con cui si deve cercare un legame, una connessione.
Ascolti musica classica abitualmente? Cosa?
Ad essere sincero ero un ascoltatore di musica classica più quotidiano nella mia adolescenza, quando la musica classica faceva parte della mia vita e formazione quotidiana al liceo musicale. Ultimamente sto tornando all’ascolto di un disco molto prezioso e molto in linea con la proposta di M4NG: Switched on Bach di Wendy Carlos. È sempre sconvolgente notare quanto la musica di Bach sia perfettamente eseguibile da qualsivoglia timbro, nel caso di questo disco i sintetizzatori Moog.
Su cosa stai lavorando in questo periodo?
Sono in dirittura di arrivo nella lavorazione del mio secondo disco. Non vedo l’ora di poterlo pubblicare e vederlo vivere.
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L'articolo Simone Matteuzzi e il più classico dei problemi di cuore di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-07-03 12:16:00

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