Ascolta il nuovo 7'' dei Sonic Jesus e leggi l'intervista Intervista

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11/11/2015 di

Dopo aver causato un’onda d’urto con il loro album d’esordio "Neither Virtue Nor Anger", i Sonic Jesus tornano con un 7 pollici in edizione limitata con la londinese Fuzz Club Records, con una nuovissima traccia e un remix di Sonic Boom (alias Pete Kember, fondatore e leader di Spacemen 3 e Spectrum). Ve lo facciamo ascoltare in anteprima e abbiamo scambiato due parole con loro, per farci spiegare come si arriva a collaborare con un mostro sacro come Kember.

La vostra carriera è relativamente breve ma in soli tre anni siete riusciti a suonare spesso fuori dall’Italia, ad aprire concerti per gente come Damo Suzuki e farvi pubblicare da un nome di spicco come la Norvegese Fuzz Club Records. Ho l’impressione che vi conoscano meglio all’estero che qui da noi, o sbaglio? 
La nostra idea iniziale è stata quella di far varcare la musica dei Sonic Jesus oltre i confini italiani e così è stato, questo anche perché l'Italia ha bisogno di tempo per riuscire a distinguere il bianco dal nero e noi tempo non ne avevamo.
In generale i concerti in Europa così come in Italia non ci hanno mai deluso. L'approccio del pubblico è oggettivamente diverso, il pubblico Italiano "studia" una nuova band mentre all'estero ascoltano cosa ha da dire la band. Gli addetti ai lavori invece sono uguali ovunque, c'è gente in gamba e ci sono quelli che improvvisano un mestiere.

Dopo un ep e qualche canzone uscita su compilation quest’anno avete pubblicato “Neither Virtue Nor Anger”, il vostro vero e proprio disco d’esordio. Si tratta di un primo punto di svolta?
"Neither Virtue Nor Anger" è il nostro primo album e abbiamo lavorato su di esso per circa due anni. Volevamo raggiungere il massimo, andare oltre e sentirci liberi. Non è un punto di svolta ma è un diverso punto di partenza. Siamo sempre in continua evoluzione e cerchiamo di sorprende noi stessi per primi, è una cosa che si può notare già nell'ascolto del nostro disco d'esordio e di cui ne saremo sempre coscienti e fieri.



Il disco contiene una collaborazione d’eccezione con Pete Kember, fondatore degli storici Spacemen 3 e tra i più noti musicisti inglesi sperimentali contemporanei. Cosa significa per voi collaborare con un nome di questo calibro e come siete entrati in contatto con lui?
Fuzz Club Records ci ha proposto di realizzare un remix di un nostro brano da un artista, noi abbiamo pensato a Pete e lui ha scelto Locomotive. La prima volta che lo abbiamo incontrato è stato circa due anni fa a Liverpool per lo Psych Fest che si svolge nel mese di settembre, gli regalammo il nostro primo ep e dopo qualche anno lui ci ha regalato questa gemma. Cosa posso dire… per noi che abbiamo da sempre apprezzato la sua arte è un onore, un grande onore.

Il nuovo sette pollici presenta un inedito, “Never in My Mind”, nel quale un suono prepotentemente industrial si fa largo sulla personalità già delineata nel vostro album di debutto, dove l’ombra di Ian Curtis calava attorno a un fertile incontro tra neopsichedelia, garage e no wave. Il remix di Pete Kember della vostra “Locomotive” accarezza l’anima della canzone originale e la arricchisce con un delicato tocco psichedelico che plasma un'atmosfera densa e coinvolgente. Oltre a chiedervi se siete soddisfatti del risultato finale, volevo sapere che sensazione si prova quando un altro artista mette mano a un pezzo creato da voi.
Peter ha preso una classica canzone d'amore e l'ha trasformata in un viaggio d'amore cosmico, ha fatto sì che "Locomotive" diventasse sua. Quando un artista prende una tua canzone c'è solo la curiosità di sentire cosa a lui trasmette la stessa, siamo entusiasti di questa collaborazione e soprattutto soddisfatti del risultato finale.

Tag: streaming

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