Come sarà "Endless", il nuovo album dei Soviet Soviet Intervista

Andrea dei Soviet Soviet in studio durante le registrazioni di Endless - soviet sovietAndrea dei Soviet Soviet in studio durante le registrazioni di "Endless" - soviet soviet
08/11/2016 di

Due singoli sono già stati svelati, adesso non ci resta che aspettare di ascoltare il resto di "Endless", il nuovo album dei Soviet Soviet, e di andare a vederli dal vivo. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Giometti (basso e voce) per sapere cosa dobbiamo aspettarci dall'ascolto di questo nuovo lavoro.

Partiamo dal primo singolo che ci avete fatto ascoltare, “Endless Beauty”. Pur mantenendo ben intatta la vostra riconoscibilità, il suono mi sembra sia diventato più “sonico”. Che ne dici?
Diciamo che la "pasta" Soviet c'è e si sente, ma abbiamo cercato e sperimentato altri suoni, che credo siano linfa vitale per ogni gruppo che si appresti a incidere un nuovo album. Sicuramente ci sono dei suoni più caldi e "grassi", e siamo stati molto soddisfatti del lavoro finale.



Quando e dove sono nate le canzoni di "Endless"?
Le canzoni sono nate quasi come le precedenti, ovvero tra casa, sala prove e soundcheck. Abbiamo avuto quasi un anno, il 2015, (anche se poi siamo andati oltre le tempistiche che ci eravamo programmati) dove ci siamo fermati per scrivere tutto il materiale nuovo e registrare, e diciamo che non è stata una passeggiata...

Avevate le idee chiare sui brani o ci avete lavorato in studio?
Ecco, per l'appunto. Le registrazioni sono durate tanto, non perché eravamo pigri, ma perché abbiamo voluto prenderci il nostro tempo, per lavorare suoi suoni e sulle canzoni. Si è aggiunto un pezzo nuovo, che nella prima parte di registrazioni non c'era e che ora fa parte dell'album, e abbiamo aggiustato qualche arrangiamento. Quindi alla fine siamo molto contenti del prodotto che è venuto fuori.

C'è un tema principale che attraversa l'album?
Quando è iniziata la scrittura dell'album (2015), era un periodo diciamo "particolare". Avevo perso (non in senso di morte eh! ci mancherebbe) una persona importante per me, e quindi mi venne logico e spontaneo scrivere (parlando di testi, perché lo strumentale lo si scrive tutti e tre insieme) canzoni in riferimento all'esperienza e al periodo vissuto. In poche parole ho sfogato tutto, facendo anche tanta autocritica. Ora lo vedo "fuori tema" ma, come ho detto, si parlava di 2015... L'ultimo pezzo che chiude l'album ("Blend"), è l'unico che si distacca da tutti gli altri. Quello è attualissimo e dedicato a una persona meravigliosa che ho al mio fianco.



Se dovessi descrivere le principali differenze rispetto a “F A T E”, quali sarebbero?
Sicuramente di attenzione ai suoni e all'arrangiamento di alcune tracce, oltre ad avere una maggiore melodia complessiva.

E invece se ti chiedessi una cosa che in “F A T E” non c'era e in questo invece sì?
Credo nella maggiore consapevolezza e nella maturità di noi stessi nell'essere andati a creare un nuovo album che, nonostante le tante difficoltà incontrate, ha un fortissimo carattere e che ci piace tanto.

Ci sono degli ascolti in particolare che ne hanno influenzato la scrittura?
Sicuramente gli A Place to Bury Strangers.

Anche se il titolo è “Endless”, qual è il punto di partenza e quale quello di arrivo del disco?
Il punto di partenza è il presente che ci stiamo vivendo. Il punto di arrivo mi auguro sia il più lontano possibile, magari con in mezzo tante belle soddisfazioni. Abbiamo aspettative alte, speriamo che "Endless" arrivi al maggior numero di persone e di suonarlo dal vivo il più possibile.

Tag: nuovo album

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