Calibro 35 - Telefonica, 06-03-2010 Intervista

15/03/2010 di Jack Nessuno

A chi assegnare l'intervista ai Calibro 35? A Turi: che dall'ultimo "Lealtà e rispetto" ha deciso di farsi chiamare Calabro 9, che si nutre di beat e batterie marce dai primi anni novanta e si considera "antico" perché la musica l'ascolta quasi solo in vinile. Lui e Tommaso Colliva hanno chiacchierato a lungo, vi riportiamo una sintesi della telefonata. Infine abbiamo chiesto a Franco Micalizzi, uno dei maggiori compositori italiani di colonne sonore degli anni settanta, di darci il suo parere spassionato sui Calibro. In breve: oggi si parla di Funk.



Negli anni 70, quando il poliziesco Italiano viveva la sua migliore stagione, mi capitava di comporre, una dopo l'altra, le colonne sonore di questo genere cinematografico. Difficilmente avrei immaginato che, più di 30 anni dopo, un gruppo di giovani e bravi musicisti avrebbe impostato proprio su questo mio stile la loro produzione musicale come hanno fatto efficacemente i Calibro 35.
(Franco Micalizzi)


Tommaso: Eccoci...
Turi: Piacere. Sei indaffarato? Se hai problemi tranquillo, possiamo anche rimandare...
Tommaso: No, come al solito… E' sempre un delirio...
Turi: Capisco, state provando? Siete in sala prove al momento?
Tommaso: No, io ho uno studio qui a Milano ma in realtà di prove ne facciamo molto poche, quasi nessuna. Sai, essendo tutti sparsi in giro per l'Italia… ci saremo visti in sala prove quattro volte in tre anni.
Turi: Figo, vuol dire che c'è feeling tra di voi, è una buona cosa.
Tommaso: E' splendida, e un po' ci giochiamo pure… altrimenti verrebbero tutte robe molto scritte e non ci sarebbe mai improvvisazione. Non provando ti forzi ad improvvisare… (ride, NdA)
Turi: Infatti è figo... ne conosco di gruppi che fanno un genere come il vostro, soprattutto in America, ci sono band della Bay Area di San Francisco che fanno cose simili alle vostre, soundtrack poliziesche, però si fermano agli standard...
Tommaso: Ti ringrazio… sai, poi sembra che ce la meniamo ma... aldilà di rifare il pezzo in maniera più o meno fedele all'originale, il fatto è che nessuno suona più in quel modo lì: cioè, non ce n'è di batteristi, di bassisti, di gruppi che suonano così… perché è un modo che si è perso, perché lo facevano fondamentalmente in studio per fare le colonne sonore, e lo sai meglio di me: più le produzioni erano improvvisate e più i musicisti si divertivano a mettere dentro roba non richiesta...
Turi: Guarda, io ho avuto l'onore di lavorare con Franco Micalizzi e mi raccontava delle storie allucinanti, cioè cose assurde... Mi raccontava che nel periodo del boom delle colonne sonore c'era una richiesta pazzesca, davano a lui i lavori che non poteva fare Morricone, oppure si scambiavano i lavori tra di loro. Registravano in situazioni assurde, di fretta… insomma, c'era quel tipo di marciume che... adoro.

Tommaso: Un musicista di Morricone mi raccontava che una volta erano in studio per fare un paio di turni. Partono con una roba tipo western, poi dopo gli dicono: va bene ora facciamo il secondo pezzo, ed era una roba tipo space age. Il terzo, invece, era un poliziesco… allora loro hanno chiesto: Che cazzo di film è? Siete sicuri che sia un film solo?
Turi: (ride, NdA)
Tommaso: …e loro gli hanno raccontato tutta una storia assurda di una navicella spaziale che viaggiava attraverso il tempo… e invece, alla fine, erano cinque film ma tentavano di spacciarli per uno solo, così all'orchestra pagavano un turno solo invece che cinque. (ride, NdA)
Turi: Sai che il primo che mi parlò di voi fu appunto Franco? Io sono un profano, non so leggere una partitura musicale. Ne ascolto parecchia, di musica, ne "compongo" parecchia, ma sai l'hip hop è tutta un'altra cosa, l'approccio è diverso... Dal punto di vista sonoro, cazzo, siete ottimi: bassi belli slabbrati, scuri, e poi le improvvisazioni di organo hammond...
Tommaso: Molti ci paragonano a quello che hai fatto tu con Gli Originali (il progetto di Turi con Franco Micalizzi, NdR). La materia che abbiamo affrontato è praticamente la stessa, ma ognuno l'ha fatto a modo suo. Tu con Micalizzi... lui c'era negli anni 70, è l'originale. Per noi Calibro, invece, è un recupero e insieme fare nostra quel tipo di orginalità.



Turi: Non ho mai avuto rapporti con tutti 'sti compositori, conosco solo Franco. E' una persona squisita, oltre ad essere "open mind", come dicono gli americani. Ad esempio: ha scoperto che alcuni rapper americani hanno campionato la sua musica e mica si è arrabbiato, ne ha goduto, è rimasto contento. Perchè è rielaborare un musica nostra, vecchia, e farla ritornare nuova. Che poi paradossalmente lui, oggi, non cerca più il suono di quegli anni.
Tommaso: Esatto, si, lui non lo cerca più quel suono… E' pazzesco.
Turi: Il suo modo di composizione è rimasto invariato ma sta cercando dei suoni nuovi, vuole che le sue cose cambino nel tempo. Anche se, con tutto il rispetto, preferisco ascoltare "Violence" del Franco Micalizzi dell'epoca rispetto all'ultimo disco, "Golden '70", con tutti i suoi classici risuonati.

Tommaso: Senza dubbio... ma è possibile che io abbia un tuo mixtape con funk e colonne sonore?
Turi: Si, un mix, era un misto, sarà stato il '99 o il 2000…"Vatteli A Cercare".
Tommaso: "Vatteli A Cercare", si, ecco come si chiamava... (ride, NdA)
Turi: "Volume 1" e "Volume 2"… tra l'altro sto lavorando anche ad un terzo volume, sono anni che ci lavoro… devi sapere, Tommaso, che sono abbastanza feticista in queste cose, adesso sto ascoltando solo gruppi polacchi, infatti viaggio spesso in cerca di questi dischi...
Tommaso: Beh si, c'è la Polish Jazz, una collana che ha delle robe bellissime.
Turi: Bravissimo, e infatti ci sono pure due-tre pezzi della Polish Jazz… oppure gruppi cecoslovacchi, robe ungheresi stranissime... magari poi ti passo qualche nome.
Tommaso: Molto volentieri…
Turi: Tutti gruppi che volevano copiare le colonne sonore americane ma...
Tommaso: …ma non ce la facevano. (ride, NdA)
Turi: Esatto, ma è lo stesso per noi italiani. E in quel tentativo di "copiare", se vuoi anche sbagliando, ci aggiungevano cose impressionanti: i bassi ad esempio, robe assurde, saturazioni bellissime.
Tommaso: Si riusciva ad unire quella roba lì, "copiata dagli americani", con delle robe che gli americani col cazzo che sarebbero riuscite a farle.
Turi: Esatto…
Tommaso: Pensa a "Milano Calibro 9", non esiste una cosa più europea di "Milano Calibro 9".

Turi: Ah ecco, forse una piccola critica che vi posso fare è sul suono…
Tommaso: Vai vai...
Turi: Non è neanche critica… La batteria deve essere molto più marcia, è piuttosto pulita, o meglio: poco scura. Per me, esperto di break beat, è davvero importante.
Tommaso: Si, è un filo più pulita e più dettagliata, anche perché quella è roba molto difficile da andare a ricercare, ma proprio attitudinalmente intendo…
Turi: Ok, perché per il resto… chi è che suona il flauto?
Tommaso: Enrico (Gabrielli, NdR), il tastierista, suona anche il flauto.
Turi: E' bravissimo… è pulito: non è il classico improvvisatore megalomane, fa frasi pulite, è bravissimo, veramente bravo… e però c'è 'sto fatto della batteria...
Tommaso: Si, ti capisco bene. Ma a te, il Clavinet quanto piace da 1 a 10, 12? Mi pare che lo campioni parecchio.
Turi: Di brutto, di brutto… mi piace un sacco...

Tommaso: Quanto ci hai messo a fare quest'ultimo disco? ("Lealtà e rispetto", NdR)
Turi: Era una roba più sperimentale, dovresti ascoltare anche i miei dischi più vecchi…
Tommaso: Ma io li conosco i tuoi dischi...
Turi: Ah, perfetto... ci ho messo parecchio perché ho avuto problemi personali, ho dovuto interrompere alcune volte i lavori. Ma era più uno strippo mio: volevo applicare la musicalità del linguaggio calabrese con l'americano, le due lingue si sposano benissimo. Tra l'altro ho parenti e zii a New York, a Brooklyn, Long Island, e, paradossalmente, parlano proprio così: mischiano l'americano al dialetto perché l'italiano lo hanno dimenticato.
Tommaso: Beh, molto figa come cosa, come quando James Senese fa le interviste e parla mezzo napoletano e mezzo inglese, oppure anche alcune cose di "Da Corleone a Brooklyn" di Lenzi.
Turi: Esatto, tra l'altro James Senese l'ho pure conosciuto perché ci girai insieme il film dei Manetti Bros: "Zora la vampira".
Tommaso: Ma dai… io non l'ho mai conosciuto, ho un mio caro amico che ha suonato la chitarra con lui.
Turi: Guarda, è un personaggio allucinante: un nero che parla napoletano, fighissimo… Poi è una persona di cuore, capito? Siamo stati quindici giorni insieme a Napoli, lui mi raccontava aneddoti di tutti i tipi, a chi si ispirava: Davis, Weather Reporth e compagnia bella… Ti vorrei consigliare un suo pezzo ma non mi viene il titolo...
Tommaso: Potrebbe essere su "Mattanza"?
Turi: Mo' devo guardare, ho quattromila dischi e non ce l'ho in ordine alfabetico, quindi...
Tommaso: (ride, NdA)
Turi: Sono un coglione…

Tommaso: In che ordine li tieni? Sparso?
Turi: Ho il mio ordine... Ho zone più a caso e zone più definite: i dischi che non ascolto tanto li spargo per la casa fino a quando mi dimentico dove li ho messi, gli altri hanno un ordine più preciso. Ma ti dicevo: questo disco, di cui non ricordo il titolo, ha una parte stupenda dove descrive il nonno prima di morire... James mi ha detto che si è inspirato alle cose più mistiche dei Weather Report o di James Brown.
Tommaso: Pensa che Pippo Guarnera, che è il tastierista di "Mattanza", è un amico mio e di Massimo (Martellotta, NdR), il chitarrista di Calibro, e lui doveva venire a fare delle robe nei Calibro, però poi non ce l'abbiam mai fatta a organizzarci per bene, perché lui sta vicino Bologna e muovere l'hammond è sempre un problema…
Turi: Eh, ti credo.
Tommaso: E lui è un altro di quelli da milioni di storie e milioni di aneddoti... Turi: Ma infatti... io con Micalizzi ho passato dei giorni interi a chiacchierare, l'ho asciugato, come si dice a Milano.



(Turi e Franco Micalizzi)

Tommaso: Ma invece la roba de Gli Originali com'è andata?
Turi: E' stato un lavoro molto duro, c'era Deda, quello dei Sangue Misto, che doveva scegliere i groove tra alcuni pezzi segnalati da Franco, e noi cantarci sopra. Scelte le parti, Micalizzi si è organizzato coi musicisti… guarda obbiettivamente è stato veramente un delirio, nel senso: noi che facciamo hip hop manco proviamo, saliamo sul palco e ci divertiamo, improvvisiamo. Fare una cosa del genere, così definita dettaglio dopo dettaglio, è stato veramente un grosso dispendio di energie... Però è una soddisfazione, non c'è che dire.
Tommaso: E di Library italiane (dischi di colonne sonore generiche pensate per la TV, i documentari o i film di serie Z, NdR) cosa ti piace di più?
Turi: Di Library... ti dico la verità, non sono particolarmente fissato… poi io sono ancora antico, a me piace comprare comunque il vinile, capito?
Tommaso: Certo…
Turi: E sono anche fissato col fatto di comprarlo originale, e quindi è una bella rottura di coglioni, ci sono vinili che costano un sacco di soldi…
Tommaso: Perché io ho appena scoperto Gianni Mazza, un autore di Library che mi fa impazzire… Gianni Mazza quello di Arbore, quello della Rai, di Fabrizio Frizzi…
Turi: Si, ho capito.
Tommaso: Mi hanno passato un paio di dischi suoi e un pezzo, "Sospesi Nel Traffico", è stato anche inserito nel nostro nuovo disco, ed è pazzesco… lui e Torossi avevano dei beat funk pazzeschi.
Turi: Ma infatti spaccano… guarda a me piacciono pure i classici, tipo i Marc 4, che fanno delle robe bellissime, oppure anche i Gres, comunque c'è roba italiana veramente valida... poi, onestamente, non sono un fissato delle nazionalità, su quell'aspetto sono meno feticista. Sono nato con le robe americane, su quelle sono più esperto. Che poi, per assurdo, in Italia è più facile trovare dischi funk americani che italiani.



Tommaso: Si certo, a prosito di feticismo: il giorno prima che mandassimo in stampa "Ritornano quelli di...", ero in Skype con un nostro amico super collezionista, ma di quelli malati di Library e cose simili. Gli ho mandato la grafica del disco e lui subito mi ha chiesto: ma del pezzo di Gianni Mazza che versione avete fatto? Io gli ho risposto che in casa avevo una sola versione. Allora è partito con una storia lunghissima di un bootleg che ha circolato in rete con tutti i titoli sbagliati. Era quello che avevo io. Lui solo guardando quel titolo ha capito che era proprio quel bootleg e che stavamo pubblicando il nome sbagliato. (ride, NdA)
Turi: Infatti, quello è veramente un mondo a parte. Poi, per fortuna, oggi è più facile recuperare le cose in rete...
Tommaso: Adesso ho visto che ci sono un sacco di blog che postano dischi rarissimi, roba che dieci anni fa ti saresti svenato per trovarla, anzi, non la trovavi proprio.
Turi: Esatto, infatti lo spirito è proprio quello… io cerco un minimo di mediare, non posso rimanere al 100% antico. L'hai sentito anche nel mio disco, qualche suono più moderno c'è, l'hip hop negli anni è cambiato. Ma ho sempre un occhio di riguardo a tipo di campionamento. E poi provengo dalla scuola Robba Coatta di Piotta con cui facevamo 'sti mixtape, "Roma a mano armata", "Italia a mano armata", "La banda del trucido", eravamo fissatissimi con le colonne sonore, cercavamo di spingere un certo spirito italiano scegliendo bene cosa campionare, infatti dal '93, '94 ho iniziato a comprare dischi e sono entrato nel trip del collezionismo…
Tommaso: Capisco...
Turi: Comunque la vostra roba mi smuove di brutto, mi diverte… quando m'hai passato il disco l'ho ascoltato due-tre volte di fila, è divertente, è bello...
Tommaso: Grazie, grazie mille davvero… Senti, mi sa che devo scappare.
Turi: Va bene, penso che ventisei minuti di chiacchierata gli basteranno.
Tommaso: Lo penso anch'io…

PS: Ringraziamo Marcello Farno per aver trascritto e corretto tutta la chiacchierata.

Commenti (3)

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  • Dama Rama 22/03/2010 ore 10:46 @damarama

    Se non ascoltassi la trasmissione musicale "Prospettive musicali" di RADIO POPOLARE in onda ogni domenica intorno alle 22 (se non sbaglio)probabilmente mi sarei entusiasmato per questa discreta cover band. Sì cover band. Perchè in questo progetto di originale non c'è proprio nulla.

  • Nicola Bonardi 22/03/2010 ore 23:41 @nicko

    per carità, sono punti di vista e opinioni legittime, ma definire i calibro una "discreta cover band" mi pare proprio una vaccata senza bisogno di ulteriori commenti.

  • Dama Rama 24/03/2010 ore 10:04 @damarama

    ti pare una vaccata? Quel campo sonoro è stato calpestato da centinaia di gruppi (moloti dei quali composti da strumentisti incredibili) per lo più negli USA...per questo nessuno suona più così! Per loro è cultura acquisita (da almeno 30 anni). Per noi popolo di capre, a quanto pare risulta una novità.

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