Casa Del Vento - telefonica, 12-03-2001 Intervista

21/03/2001 di

A colloquio con Cisco e Luca Lanzi, le due anime del progetto parallelo del cantante dei Modena City Ramblers. Abbiamo discusso con loro, soprattutto col secondo, del disco e di tutta una serie di aspetti relativi ad esso...



Rockit: Quando e in che modo nasce il progetto, o meglio il 'percorso parallelo'?

CISCO: Non sono in grado di indicare una data precisa, siccome con La Casa del Vento noi dei Modena collaboriamo da circa 7/8 anni. Tra l'altro alcuni componenti attuali degli stessi MCR (Giuntini e Moneti) provengono proprio dalla band aretina, e quindi la stima reciproca si è spesso concretizzata anche in collaborazioni vere e proprie.

Per quanto mi riguarda, poi, sentivo il bisogno di un nuovo percorso artistico, e i ragazzi di questa band mi sembravano i più indicati, soprattutto adesso che il gruppo principale in cui milito ha deciso di prendersi una lunga pausa di riflessione...

Rockit: Da chi è venuta la spinta maggiore alla realizzazione di questo disco?

LUCA LANZI: Beh... si può dire che da anni si parlava di collaborare, ma solo adesso sembrava fosse possibile realizzarlo, soprattutto perché c'era la volontà di Cisco di accompagnarci in questo disco.

A livello compositivo i pezzi sono una raccolta della nostra produzione complessiva e sono stati incisi nell'occasione proprio perché ne avevamo la possibilità, soprattutto in vista di un futuro in cui La Casa del Vento riuscirà a camminare con le proprie gambe...

Rockit: Sul booklet scrivete che quest'album nasce per "raccontare storie". Quanto queste storie, oggi, hanno veramente bisogno di essere raccontate secondo te?

LUCA LANZI: Credo ci sia molto da raccontare. Non a caso il disco si chiama "900" ed è un po' la nostra riflessione su ciò che è accaduto nel secolo che ci siamo lasciati alle spalle e su quello che di questo secolo ci siamo portati nel nuovo. Il nostro lavoro vuole quindi essere una sorta di riflessione su ciò che stiamo vivendo in questi anni, toccando problematiche forti come l'ambiente, la politica, la memoria, le guerre di oggi e di ieri, etc. ...

Tant'è vero che un pezzo come "A las barricadas!" rappresenta al meglio uno dei tanti aspetti presenti nel disco, ovvero il ripotare a galla situazioni passate e riattualizzarle col supporto della musica.

Rockit: Sempre sul booklet leggo che testi, musiche ed arrangiamenti sono a cura di tutta la formazione, pur se tu e Cisco sembra abbiate qualche responsabilità in più. Cosa mi dici a proposito?

LUCA LANZI: In realtà io e Cisco abbiamo lavorato molto in fase di pre-produzione, riadattando le cose vecchie quando non ci piacevano e componendo brani nuovi prendendo spunto da composizioni più recenti. Invece, in fase di registrazione, ci è venuto in aiuto Kaba Cavazzuti affinando alcuni aspetti sia a livello musicale che di liriche, a volte non troppo chiare sotto l'aspetto comunicativo.

Rockit: Nel singolo "A las barricadas!", con l'uso del vocoder, sembra abbiate tentato un approccio diverso dal solito, anche negli arrangiamenti. Di chi è stata l'idea?

LUCA LANZI: L'intenzione era quella di dare un suono comunque più 'moderno' al disco, se vuoi persino metropolitano. Naturalmente ci sono flauti, fisarmoniche, chitarre acustiche, ma dentro il cd trovi anche loop di batterie e altre piccole diavolerie di natura elettronica, proprio perché ci è piaciuto affiancare agli strumenti tradizionali delle novità sonore che ci incuriosivano, giusto per rendere il lavoro un po' più vivace...

Rockit: E nel resto delle tracce raccontate principalmente delle storie, magari anche solo per prederne spunto. Vero?

LUCA LANZI: Sì, diciamo che raccontiamo delle storie; se infatti "Notte di S. Severo" parla di un eccidio, "Brucia la città" è una canzone sulla vittoria della destra ad Arezzo nelle ultime elezioni amministrative. Ma non ci sono solo canzoni 'politiche', pur se tracce come "Carne da cannone". espressione usata al tempo della I guerra mondiale per indicare quei ragazzi che venivano spediti in prima linea a combattere in trincea, potrebbero far pensare il contrario. Un pezzo come "Pioggia nera", ad esempio, richiama alcune atmosfere più 'sognanti' e meno 'impegnate', anche se è chiaro che il nostro messaggio vuole essere incentrato su aspetti che ci toccano più da vicino e che inesorabilmente riguardano problemi reali.

Rockit: Avete già in programma di fare delle date dal vivo. I fan dei MCR assieperanno di certo le prime file, ma cosa, secondo te, dovrebbe spingere una persona 'qualunque' a venirvi a vedere, leggendo magari la notizia del vostro live sui quotidiani e/o sulle riviste specializzate?

LUCA LANZI: E' vero, la presenza di Cisco è fondamentale, ma non fatico ad ammettere che noi ci sentiamo pronti e già carichi per dimostrare che ci siamo con le nostre canzoni, E già le prime date ce lo hanno confermato, visto che nella zona da cui proveniamo abbiamo avuto riscontri positivi non indifferenti (le prime file conoscevano già a memoria i pezzi).

Di certo suoneremo brani dal repertorio dei MCR, ma le cose a nostra firma suonano bene e garantisco sulla riuscita dello show perché mi sento sicuto di quello fatto finora...

Rockit: Teoricamente avreste già idee per tornare in studio, magari fra uno/due anni?

LUCA LANZI: Sì, di idee e spunti per un secondo album già ci sono. Adesso bisogna aspettare e vedere come il lavoro verrà recepito dal pubblico, e se l'ambiente in cui ci muoviamo accoglierà positivamente il nostro progetto.

Se quindi è vero che "l'appetito vien mangiando", noi, adesso come adesso, siamo affamati in tutti i sensi, quindi sia a livello compositivo che per quanto riguarda la parte live. A questo punto speriamo solo che col tempo lo siano anche quelli che ci stanno intorno.

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