Frankie Hi-Nrg Mc - telefono, 05-11-2003 Intervista

11/11/2003 di

...ci sono voluti sei anni, ma finalmente Frankie Hi Nrg è tornato con un nuovo disco... lo raggiungo telefonicamente durante un suo spostamento autostradale... tra gallerie, svincoli, sorpassi e telefonini che si spengono, ecco cosa ne è venuto fuori...



Acty: "Francè... dimme che me senti..."
Frankie: "Io ti sento da paura!"
Acty: "Mortacci allora so' proprio un genio... ho interfacciato il telefonino con la telecamera digitale... e c'ho pure le cuffie... e il microfono. Manco a Radiorai te le fanno così le interviste!"
Frankie: "Viva Acty! Sono molto contento di averti stimolato a far cotanto accrocco, ma è un collegamento con cavetti professionali o posso fantasticare di nastri isolanti e stagno appena fuso?"
Acty: "Nastro isolante, cavi rimediati e contatti improvvisati che manco Geppetto li faceva così. Sto gia registrando..."
Frankie: "...allora ti informo che in questo momento davanti alla nostra automobile c'e' un camion con scritto "quello che mi auguri, il Signore te lo raddoppia", credo sia una frase da scrivere sui biglietti da visita. Praticamente se gli dici mortacci tua automaticamente ti vengono le lapidi a due piazze!"

Rockit: Ma ti posso fare le domande cattive?

Frankie: Certo, tanto ti mando a fanculo.

Rockit: Finalmente sei tornato, hai creato aspettative e ora ecco un nuovo disco. "Ero un autarchico" è un lavoro che raccoglie il "the best of" di sei anni di silenzio passati a comporre, oppure è il frutto di una decisione recente di tornare a scrivere?

Frankie: Un po l'uno e un po' l'altro. Diciamo che più che un "the best of" è un "the only of" perchè io cerco di scrivere le cose con la logica del maiale, "non si butta niente". Compongo sempre finalizzando le parole e non tanto per scriverle. Alcuni pezzi risalgono ad anni precedenti, come "Generazione di mostri" che è del 2000, ma la maggior parte del lavoro di scrittura si estende nell'ultimo anno e mezzo.

Rockit: Due dischi. Successo. Soldi ne hai fatti, perchè non smetti? Perchè fare un terzo disco? Perchè farne fra chissà quanti anni eventualmente un quarto?

Frankie: Non ho smesso perchè... ho voluto fare un terzo disco. Ho fatto un terzo disco perchè avevo cose da dire. Ne farò un quarto e altri ancora se ci sarà la voglia. Comunque fin quando non esiste l'obbligo d'acquisto direi che mi sento piuttosto sereno a fare quel che mi pare. "Ero un autarchico" è nato solo perchè ne avevo tanta voglia, esattamente come gli altri due, con una diversa emotività in corpo ma con lo stesso desiderio di fare una cosa bella.

Rockit: Gia dal titolo, questo si rivela un disco molto politico. Sono i tempi che lo richiedono o è un'evoluzione inevitabile dell'artista Frankie ?

Frankie: Non è tanto per un'esigenza dei tempi, direi che mi è venuto spontaneo, perchè è una tematica in cui mi sentivo un po' scoperto e ho deciso di approfondirla, così è venuto un disco meno "sociale" rispetto agli altri, probabilmente anche meno introspettivo, ma sicuramente più portato all'analisi politica. Non ho preso la mira, mi sono accorto spontaneamente di avere attenzione verso quell'argomento e sono andato giu dritto.

Rockit: Un disco molto suonato, vagamente funky, molto "prodotto" e pensato: non si rischia, così facendo, di perdere in ruvidità e "botta" ?

Frankie: Secondo me questo disco oltre ad avere "botta" la tiene anche, perchè in alcuni momenti pista come un fabbro. Forse è meno crudo del precedente, che era molto più triste e cupo, con una musica talvolta fredda pur con la sua tenace emotività. In fondo anche "Ero un autarchico" sa trovare risvolti scuri nella sua nudità, ma si percepisce chiaramente la voglia di adagiarsi al caldo di un'isola tropicale (senza Pappalardo).

Rockit: Perchè tutti questi estratti di discorsi ?

Frankie: Alcuni ce li avevo in testa, altri son venuti durante la produzione. Avevo in mente di musicare un cortometraggio di Antonio Rezza e alla fine ne ho messi due. In testa avevo la fissa di utilizzare dei dischi di cui faccio la collezione, sono dischi in cui si parla, con persone che illustrano corsi di lingue straniere, metodologie di apprendimento, corsi di dattilografia, discorsi promozionali, politici e cose simili. In studio ascoltando questi dischi sono usciti i montaggi che poi abbiamo trasformato in tracce del disco come "Le Perdute Ali dell'Olecrano" e "Voci di piazza". E' un vezzo che ho sempre avuto dal primo album, mi piace quando nei dischi si intrecciano questi giochi per cui sorgenti antiche vengono riprocessate per assumere forme moderne.

Rockit: Forse manca il singolo definitivo, come furono ai massimi livelli per i rispettivi dischi "Faida" e "Quelli che benpensano", due brani quasi generazionali e ancor oggi attuali. Personalmente credo anche che "Chiedi Chiedi" non sia affato il brano migliore dell'album.

Frankie: Sono assolutamente d'accordo con te. "Chiedi Chiedi" non è il più bel singolo dell'album e non è un brano epocale che può seguire il destino dei precedenti, anche per una questione di argomento trattato che non è certo universale. Penso però che un brano come "Rap Lamento" abbia una serie di elementi che potrebbero seguire la scia di "Faida" e "Quelli che benpensano", ma è stato l'ultimo brano che abbiamo chiuso in studio e per tempi tecnici non siamo riusciti ad utilizzarlo come singolo. Comunque non è detto che il singolo debba essere necessariamente il brano più bello dell'album, basti pensare che per la Morte dei miracoli il primo singolo è stato "Fili" che è uno dei pezzi più mediocri che io abbia fatto, ma ha aperto la strada al successo di "Quelli che benpensano".

Rockit: Nell'hiphop il senso di comunità è molto importante. Hai sempre detto di non esserti mai sentito parte della comunità italiana. Ora questo disco, con un titolo così, e con dj skeezo ai piatti, è un re-inserimento? Un "io sono sempre stato qui". A livello underground (visto che over è inesistente) esiste una vera scena hiphop italiana ? nel senso gente che fa i dischi, gente che ascolta, gente che li compra. Gente che fa la sua cosa nella casa, ma la fa bene e meriterebbe più attenzione ?

Frankie: Dj Skeezo non entra nel disco ma solo nel live, perchè è il suonatore di vinili che portiamo in tournè. Per me non si tratta di underground o overground, l'hip hop è hip hop, può essere emerso o sommerso ma un iceberg rimane un iceberg. Mi capita di parlare con tanti artisti e condividere esperienze (non i rapper che sono normalmente la parte marcia dell'hip hop, come ho scritto nell'introduzione al libro Il Rap Spiegato ai Bianchi, cercando di comunicare il mio sentimento nei confronti del rap, questo bubbone che sta ammorbando tutto il resto in relazione alla bellezza delle altri arti). Parlando con produttori di gran nome e artisti internazionali o da strada, alla fine sei quello che dimostri di essere, al di la del tuo nome e ottieni attenzione e rispetto solo se realmente vali, senza dover dichiarare a quale scena appartieni. Questo è il punto di partenza, senza le sovrastrutture mentali esistenti in altri generi musicali. Un po come succede nella musica contemporanea, con artisti mostruosi che si pongono con un candore estremo verso tutto ciò che è interessante, a prescindere da cosa sia. In questo posso rifarmi anche alla mia personale esperienza con Alterego o nelle performance con Frederic Rzewski.

Rockit: con tutte queste esperienze con artisti diversi, non ti è mai venuta voglia di fare tu il produttore?

Frankie: No, assolutamente! Gia fatico a farlo per me e l'unica alla quale lo farei è Paola Cortellesi che mi ha espresso questo desiderio, ma in generale preferisco vivere.

Rockit: Sempre per rimanere alla "produzione", penso a quei poveri discografici che hanno sotto contratto uno dei pochi artisti italiani ancora in grado di vendere migliaia di copie e che da sei anni sta in silenzio. Non ti sono mai venuti a bussare alla porta per chiederti con insistenza un nuovo disco?

Frankie: Sono venuti in varie occasioni a bussare alla mia porta, ma non sono mai stati troppo rumorosi e si sono fidati del fatto che io avevo bisogno di tempo. Se volevano un "disco" in tre mesi glielo facevo, ma se volevano un disco di Frankie allora dovevano aspettare e alla fine gliel'ho dato... e gli ho dato veramente un disco di Frankie.

Rockit: So che è uscito un video di Chiedi Chiedi e ha qualcosa a che fare con quello delle Vibrazioni. Come è stato realizzato il video? Sei entrato direttamente nella produzione?

Frankie: Si, è il terzo episodio della saga e io sono il regista. L'idea parte dal fatto che, tanto nel video delle vibrazioni, quanto nel video di Shpalman, Angelica (Giulia) si veste ed esce di casa lasciando la porta aperta e non si premura di chiudere casa. Ho pensato che qualcuno se ne doveva pur approfittare e quindi ci ho pensato io. Il video inizia esattamente come gli altri due, solo che stavolta ci sono io poggiato al portone e vengo seguito in questo giro al contrario, in cui frugo nell'appartamento e mi procuro degli abiti che, opportunamente indossati, mi trasformano nel protagonista di "Un Chien Andalou" cortometraggio surrealista del 1928, girato da Luis Bunuel e sceneggiato con Salvador Dalì, che vi compare anche come attore. Nel finale c'e' Rocco Tanica vestito da Salvador Dali, Mangoni, Angelica e il batterista delle vibarazioni vestiti come me con gli occhiali, è un omaggio al surrealismo.

Rockit: Immagino che ci sarà un tour per promuovere il disco.

Frankie: Ovviamente si. Un tour iniziato ai primi di Novembre che ci porterà qua e la, fino alla fine dell'anno, ma stiamo raccogliendo le date per un tour più corposo nel 2004. Giriamo con una band composta da Francesco Bruni alla chitarra, Lino de Rosa al basso, skizo al giradischi e, udite udite, Ninja, il possente percussore delle batterie Subsonica che ci allieterà con i suoi groove.

Rockit: Hai scelto Ninja per la sua presenza sempre più invadente a Città di Castello?

Frankie: Assolutamente si! Il fatto che Ninja sia diventato un tifernate di elezione ha giocato a suo favore, ma ammetto di aver gioito della sua disponibilità perchè suona come una macchina, senza esserlo. Io ho lavorato parecchio per avere dei musicisti capaci di essere dei campionatori che respirano, con la capacità di poter suonare con gioia una singola nota ripetuta all'infinito per tutto un brano. Il fatto che Ninja sapesse utilizzare la tecnologia più svariata e i ritmi più strambi, trovando anche la voglia di sorridere pur ripetendo un noioso quattro quarti, l'ha reso musicista ideale per il mio progetto e credo che anche lui sia contento di farne parte.

Rockit: ormai si può quasi dire che sei diventato una figura storica in Italia, ma esiste la vecchiaia per un artista? e nell'hiphop in particolare ? a livello di credibilità gli anni sulle spalle potrebbero farti perdere in freschezza pur guadagnando in esperienza?

Frankie: Figura storica? Certo, siamo rimasti Mazzini, Cavour, Garibaldi ed io. Diciamo che l'esperienza in generale non fa male, anche se andando avanti con gli anni ci si rincoglionisce, ma è un rischio che si corre, alcuni la chiamanano maturazione, altri la chiamano marcire. Comunque parlare di freschezza nel mio caso è come definirmi "giovane", che per certi versi ci può stare, ma per molti altri direi di no. Non sento la spada di Damocle di dover emulare il passato e cavalcare un successo acquisito, cerco di scrivere sempre qualcosa che abbia un minimo di innovazione. A modo mio punto sempre a non risultare stantio e a scrivere brani gradevoli che siano sempre anche ballabili, aspetto a cui tengo molto.

In generale non credo che avere degli anni di esperienza possa compromettere la mia scrittura, anzi ho le stesse difficoltà di quando ero giovane, semplicemente cerco di non "riciclare" un mestiere ed essere sempre libero in quel che faccio.

Rockit: Se ti dico: "ti vedo un pò, con i dovuti distinguo, come un KrsOne nostrano", tu cosa mi rispondi?

Frankie: Per KrsOne forse intendevi Karosone? Altrimenti direi che è abbastanza lontano dal vero, anche se sono davvero onorato solo di pensarlo un paragone del genere e me lo prendo con piacere perchè si tratta di un artista a cui in parte cerco di arrivare, provando ad assorbire aspetti diversi della comunicazione, coniugando intrattenimento e messaggio, sempre mantenendo una scrittura lucida, compatta e in grado di arrivare potenzialmente a chiunque.

Rockit: Internet, musica, diritto d'autore, pirateria, bla bla bla. Io ho gia messo online il tuo album su Soulseek e se lo sta scaricando un sacco di gente. Pensi di denunciarmi o c'e' del buono in quel che ho fatto?

Frankie: Lascialo online. Io uso sempre E-mule e anche li ho visto che c'era tutto il mio album. Tra l'altro, sono stato di recente su edonkeyitalia.com e ho visto che alle 19.56 del giorno d'uscita il mio album era gia online tra le novità, in doppio formato MP3 e MPC. A quel punto sono andato nel forum e ho scritto una letterina in cui dico: "Cari ragazzi, io ho fatto questo disco, voi adesso lo scaricate. Vi invito ad un suo consumo etico". Vi faccio l'esempio del mercato delle angurie. Quando uno vuole comprare un cocomero, va dal cocomeraio che ti fa quattro tacche per estrarre una piramide di anguria da assaggiare. Se ti piace, sei implicitamente obbligato a comprarlo, se non ti piace lo lasci sul banco e puoi anche prenderlo per il culo. C'e'da dire che il tassello del cocomero è rappresentativo di questo campione, purtroppo con i dischi questa cosa non si può fare perchè spesso il singolo riceve cure particolari, mentre il resto delle canzoni vengono dolcificate artificialmente per truffare il consumatore. A mio avviso si può scaricare un disco intero (e ripeto: intero) ma se capita di ascoltarselo più volte, ad un certo punto diventa eticamente corretto acquistarlo per remunerare chi si spacca la testa per produrlo. Questo permette a me di guadagnare qualche soldo e accumulare credibilità presso la mia casa discografica, così da fare un nuovo disco e alimentare questo meccanismo. Riguardo la pirateria pura e semplice, io scoraggio chiunque a comperarsi il disco sui foulard stesi agli angoli delle strade, perchè li c'e' lucro clandestino sul mio lavoro, con criminali che guadagnano molto più di me su ogni copia, quando io non arrivo neanche ad un euro a disco.

Rockit: Frankie.tv è il tuo nuovo sito, intendi sfruttarlo attivamente? E che fine ha fatto quel vecchio sito su Geocities?

Frankie: Evitiamo il discorso del mio sito su Geocities per il quale continui a infierire da troppo tempo (ndA: Frankie ha perso la password anni fa). Io spero di utilizzare questo sito attivamente, cercando di essere presente e provando a sfrutarlo come canale alternativo per proporre remix, brani dal vivo, campioni, clip video, testi e tutto quello che mi passa per la testa. Forse il sito sarà un po' pesante perchè ci siamo spinti su flash e diavolerie tecnologiche, ma tanto ormai siamo tutti dotati di banda larga e calcolatori fantascientifici. Non ci sarà un forum perchè non voglio spianare nuove strade comunicative a tutti coloro che sfruttano la rete per scatenare la propria idiozia. Ci sono tanti altri siti ben attrezzati in cui trovare lo spazio per sfogarsi liberamente.

Rockit: Come mai ogni anno vinci un premio al MEI?

Frankie: L'anno scorso non ho vinto niente se non il premio "Pigro dell'anno" all'altro MEI: Meglio Essere Inoperosi. Ma soprattutto... questa domanda è un "come ci si sente a vincere un premio?" o "chi glielo fa fare a darmeli?".

Rockit: Come si diventa registi?

Frankie: Semplicemente sviluppando un hobby e cercando di metterci tutta la passione disponibile. In fondo anche la mia musica nasce e continua come un hobby.

Rockit: Anche la produzione di questo disco è stato un hobby o talvolta è affiorato un "che palle 'sto disco" ?

Frankie: Assolutamente no, anche se all'inizio temevo di incorrere in momenti di noia, dato che la fase iniziale di produzione me la ricordavo come un momento lungo e pesante in cui tante ore vengono consumate per dettagli pallosi, invece abbiamo iniziato a ridere il primo giorno e tutt'ora lo facciamo. E' stata una grande esperienza che ho condiviso con persone splendide tra cui Carolina mia moglie, manager, coproduttrice e partner in crime.

Rockit: Cosa ne pensi di tutti questi ragazzi che si recano al MEI e spediscono demo ovunque sperando di fare un disco per entrare nel paese dei balocchi?

Frankie: Onestamente io la vedo da fuori, perchè non ho mai mandato in giro un demo, non ho fatto gavetta. Il primo pezzo che ho fatto è stato "Fight The Faida" e sai bene come è andata a finire, quindi non so esattamente come funziona. Mi sembra di vedere sempre più persone piene di entusiasmo, ma credo che oggi affidarsi alla propria musica nuda e cruda, sperando che la casa discografica metta tutto il resto, sia un'idea sbagliata. Occorre realizzare un progetto completo di musica, testi, arrangiamenti, immagine, idee per un video, idee per una copertina, trovare persone disponibili a collaborare. Oggi le case discografiche hanno un po perso la loro utilità in questo e funzionano come agenzie di servizi e di capitali. Chiaritevi le idee, siate coscienti di chi siete, stabilite cosa volete fare e...fatelo. (Mi fate fare la rubrica "I consigli di Zio Frankie"?).

Rockit: Un'ultima domanda: eri un autarchico, adesso cosa sei?

Frankie: Ora sono parte di un consorzio di persone che ha fatto dell'autarchia la propria bandiera. Essere un autarchico da solo non ha senso. Essere autarchici cooperando con altre persone, magari con visioni diverse ma obiettivi comuni, è la via migliore. Penso a Nanni Moretti, autore delle più interessanti proposte politiche degli ultimi tempi, che nel 1974 dichiarava chiaramente: "io sono un autarchico" e oggi è in un anello umano, attaccato a persone che magari non conosce, ma animate dallo stesso spirito. Io credo che questa sia la via corretta di operare in modo costruittivo ed intelligente. Questo disco non sarebbe venuto così bello se non avessi avuto le persone giuste con cui cooperare. Noi siamo degli autarchici.

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