Subsonica - Torino - telefonica, 24-01-2002 Intervista

27/01/2002 di Roberta Accettulli

Finalmente, dopo settimane di posticipi per impegni vari di entrambi (tra traslochi, vacanze natalizie, prove, conferenze stampa e chi più ne ha più ne metta), riusciamo a fissare una data per un'intervista coi Subsonica.

Nel frattempo, è uscito il loro terzo album, Amorematico, che gira spesso e volentieri nel mio lettore, entrato in classifica direttamente al primo posto. Di questo e di altro parlo nella mia chiacchierata telefonica con Samuel, che a dire il vero dovrebbe essere alle prove...



Rockit: Wow... Sto parlando con i numeri uno della classifica!!!

SAMUEL: Hai visto? (ridiamo - ndi)

Rockit: Emozzzzione! E' la prima volta che parlo coi numeri uno...

SAMUEL: Bhè, anche per noi è la prima volta che siamo numeri uno in classifica...

Rockit: Come ci si sente?

SAMUEL: Mha... Abbastanza normale...

Rockit: Niente vertigini?

SAMUEL: No, no, anche perchè appena è uscito il disco abbiamo iniziato subito a provare per il live, quindi ci siamo completamente scollegati dall'idea del disco e abbiamo iniziato però a pensare al concerto. Quindi alle vendite non ci stavamo pensando, ma quando eravamo in sala prove l'altro giorno abbiamo iniziato a ricevere tutti quanti messaggi di complimenti, e allora ci siamo resi conto che era successo qualcosa. Ovviamente è una cosa che ci fa molto piacere, però non ci abbiamo pensato più di tanto... Abbiamo più che altro festeggiato... Cerchiamo sempre un pretesto per festeggiare...

Rockit: Ogni occasione è buona!

SAMUEL: Ecco, appunto! (ridiamo - ndi)

Rockit: "Amorematico" è il vostro terzo album. Per tutte le band il terzo album è la prova del fuoco. Per voi forse addirittura ci sia aspettava qualcosa in più, perchè "Microchip emozionale" ha raggiunto davvero degli ottimi traguardi. Voi come vi sentivate a dover affrontare questa terza prova?

SAMUEL: Premetto che per noi tutti e tre gli album sono stati una sorta di prova... Il primo riapriva una strada unica a persone che avevano percorso strade diverse, col secondo, dopo tantissimi concerti, abbiamo voluto tirare fuori un disco che fosse un poco più il gruppo. In questi terzo disco secondo me c'è stato proprio una sorta di viaggio all'interno di noi stessi, una sorta di introspezione, proprio dettata da tutta questa aspettativa, da questa attesa. Questo perchè quando ci siamo fermati l'anno scorso per iniziare la scrittura di "Amorematico" non ci siamo resi conto che comunque erano cinque anni che correvamo senza mai fermarci, da un appuntamento all'altro. Il primo disco, poi il tour, poi l'altro disco, poi il tour, Sanremo di mezzo, tantissimi concerti. E quindi un pochino ci siamo trovati svuotati. Questo, messo insieme al fatto che ci si chiedeva di fare un disco che avesse la stessa forza di "Microchip Emozionale", ci ha un pò sballottato, e quindi abbiamo provato subito una sorta di blocco, che abbiamo superato proprio intraprendendo questo viaggio all'interno del nostro rapporto, dell'amicizia che ci ha legato e che ci ha portato a fare un gruppo, e poi soprattutto alla vita che stavamo conducendo in quel momento qui a Torino. Quelli sono stati i punti fondamentali per poi riuscire a lavorare effettivamente bene.

Rockit: Torino è sempre stata un fortissimo punto di riferimento per voi, vero? La vivete particolarmente, anche al di fuori del progetto Subsonica siete sempre in giro con vari progetti... Avete un rapporto strettissimo con la città.

SAMUEL: Sì, noi pensiamo che per chi fa musica, chi scrive, chi comunque rappresenta qualcosa con delle canzoni, il modo migliore per essere credibile è quello di rappresentare la realtà che si ha intorno, che si vive. In questo siamo fortunati, perchè Torino ci offre molte ispirazioni. Soprattutto nell'anno passato a Torino è successa una cosa molto particolare: c'è stata questa sorta di unione fra la musica "suonata" dai gruppi, dai musicisti, e la musica house, la dance, la musica dei club. Scusami che hanno suonato...

("Buongiorno" - "Mi scusi, faccio una cosa e poi vengo...")
Era il signore delle scale... (ridiamo - ndi) Stavo dicendo che c'è stata questa sorta di unione fra questi due mondi parecchio diversi proprio per il loro modo di intendere la musica. E ci siamo un pò scambiati informazioni... Il nostro tastierista, Boosta, ha iniziato a fare il dj, io ho iniziato a lavorare come dj in live act, con dj set, Max addirittura ha iniziato ad organizzare degli eventi di musica dance che raggruppasse tutti questi live act che sono nati in questo periodo. Quindi è successo che ci siamo resi conto che il nostro modo di fare musica stava cambiando, mantenendo sempre una forma canzone, quindi il testo, la melodia, il suond della musica tutti messi insieme, utilizzava però un altro modo di stesura, a livello proprio di struttura musicale. Un esempio potrebbe essere "Nuvole rapide", il nostro primo singolo, che non ha più la classica forma strofa-ritornello-ritornello, ma è una sorta di ritornellino che gira con dei piccoli inframmezzi musicali. Quindi ti può far capire come è cambiato il nostro modo di scrivere la musica in seguito a questa sorta di scambio di informazioni che c'è stato. E in questo ambiente, in questo humus è nato il nostro terzo disco.

Rockit: Terzo disco che, proprio alla base di quello che mi hai appena spiegato, è proprio una sorta di calderone nel quale avete saputo mescolare benissimo tutti gli elementi. Si sentono, lo avete dichiarato voi stessi, gli accenni alla musica si Moricone, quelli ad un certo tipo di musica elettronica degli anni '70-'80, che allora era un pò bistrattata... Proprio parlando di quell'epoca c'è anche questa bella collaborazione con i Krisma per quello che sarà il vostro nuovo singolo, "Nuova ossessione". Quando li ho visti alla presentazione del disco ero emozionatissima, perchè da piccola erano miei idoli! Ma come vi siete imbattuti in Maurizio e Cristina?

SAMUEL: Tecnicamente è successo perchè il nostro tour manager del tour di "Microchip emozionale" era il loro bassista. Invece a livello proprio musicale è stata una cosa che, proprio per una situazione anagrafica, Max si ricordava meglio di me e di Boosta, e gli era venuta l'idea di collaborare. Tra l'altro ci aveva fatto ascoltare il loro primo disco e ci spiegava che all'epoca loro erano molto avanti, si sono comportati all'interno del panorama italiano come un gruppo quasi non italiano, avevano una marcia in più. Noi ci siamo ascoltati i dischi e ci siamo resi conto effettivamente di questa cosa qui, ed a quel punto lì avevamo questo pezzo che aveva una sorta di tinta un pò ironica, pensavamo che fosse fatto apposta per una collaborazione con loro, glielo abbiamo proposto e loro sono stati molto contenti. Devo dire che da parte loro è stata una collaborazione molto esplosiva, sono dei personaggi che, sull'orlo dei sessant'anni, mantengono una vitalità da invidia...

Rockit: E poi altre collaborazioni coi dj Roger Rama e Rachid, anche loro presenti nel disco...

SAMUEL: Roger è uno dei massimi esponenti della musica house qua a Torino, tra l'altro è il socio di dj Pisti, il ragazzo che lavora con me in Motel Connection. A un certo punto ci siamo trovati alla fine dell'altra tournée a frequentare gli stessi posti, a frequentare le serate di Roger e Pisti, si è creata proprio questa sorta di famigliola notturna. Così quando poi abbiamo pensato di farci aiutare da una persona proprio per riuscire meglio a spiegare quello che ti dicevo prima delle strutture musicali, perchè volevamo proprio evolvere il nostro modo di scrivere musica, Roger era indicato perchè comunque lui aveva già prodotto della musica house, tra l'altro era riuscito ad entrare in compilation molto importanti a livello mondiale, quindi è uno che per quanto riguarda la musica house ci sa veramente fare. Per lui era la prima volta che aveva a che fare con dei musicisti, e quindi non doveva andare a campionare le frasette dei dischi oppure dai duemila vinili che ha a casa, ma aveva dei musicisti che gli suonavano sul momento quello che desiderava, e c'è stata una sorta di scambio anche qui di informazioni, di collaborazione.

Rockit: A livello testuale "Amorematico" mi sembra più maturo dei precedenti. Tra l'altro siete stati affiancati da uno scrittore che vi ha dato una mano a scrivere, esatto?

SAMUEL: Dal punto di vista dei testi, li scriviamo insieme io e Max. Io ho un'attitudine più istintiva, arrivo magari con dei fogli pieni di frasi che comunque fanno da supporto a delle melodie. Dopo di che, insieme a Max diamo un contorno un pò più preciso a tutto quanto, e ci facciamo aiutare da una persona che è Luca Ragagnin, un poeta, uno scrittore che ha una capacità ed una conoscenza di termini veloce, rapida e soprattutto più ampia della nostra. Con lui ho collaborato in tutti i dischi.

Rockit: Tu sei stato impegnatissimo, oltre che con i Subsonica, anche con Motel Connection e coi vari dj set, ma hai fatto anche l'attore, prima dell'uscita del disco, nel progetto Pornodrome, altro tuo progetto parallelo. Cosa ci racconti di questa tua esperienza dietro la macchina da presa?

SAMUEL: Pornodrome è uno dei primi gruppi che ho avuto. Tra l'altro in questo gruppo c'è anche Daniele, il bassista dei Marlene Kuntz. Il gruppo esisteva prima dei Marlene Kuntz per lui e prima dei Subsonica per me, quindi è una cosa che andava poi a toccare la nostra infanzia, relativamente all'ambito musicale. In un momento di rilassamento come quello che poteva essere la fine del disco dei Subsonica, per quanto mi riguarda, e la fine della tournée dei Marlene, ci siamo trovati a passare alcune serate insieme ed a vaneggiare sull'idea di fare questo film, una cosa a livello amatoriale, è iniziata proprio così. Volevamo infatti comprarci delle videocamere e girarcelo per i fatti nostri, montandocelo a casa col computer. E poi la cosa ci è esplosa fra le mani, perchè andando avanti abbiamo trovato una casa di produzione, abbiamo trovato degli attori, un regista molto bravo che è Beniamino Catena che si è appassionato alla storia e niente... siamo andati avanti e così nell'arco di un mesetto abbiamo fatto questo film completamento improvvisato dalla A alla Z. Ogni giorno si scrivevano le pagine del copione, ed è comunque stata un'esperienza molto bella, anche perchè a fine film c'è questo fantomatico gruppo, i Pornodrome, che suona, e quindi è stato un ritrovarsi anche musicalmente con persone con cui non suonavo da tempo, ed è stato molto entusiasmante.

Rockit: Infatti è stata molto bella la serata all'Hiroshima...

SAMUEL: Ah, ma c'eri? Ecco perchè sai questa cosa!!!

Rockit: Parliamo di concerti appunto... Ora sto rubando il tempo alle vostre prove, il tour esordirà il 2 febbraio al Velvet di Rimini. Avete voglia di tornare sul palco?

SAMUEL: Tanta, tantissima... Il palco è la nostra seconda casa, viviamo intensamente anche il fatto di stare in studio, però sul palco c'è, diciamo, la chiusura del cerchio. Per quanto mi riguarda, ma penso anche per gli altri, quando scrivi musica generalmente c'è alla base una voglia di comunicare qualcosa, di tirar fuori i propri istinti, i propri sentimenti, ed il palco ti dà la possibilità di farlo in maniera molto forte, se riesci a sfruttare questa cosa ti rivolti come un guanto, e ogni volta, per quanto mi riguarda, oltre ad essere terapeutico dal punto di vista psicologico, mi dà anche equilibrio. Quindi il fatto di stare tanto lontano dai palchi ti crea uno scompenso, uno squilibrio diciamo, che verrà colmato a breve. Fra due settimane partiremo in tour e ti assicuro che avremo modo di equilibrarci per bene, nella prima parte del tour ci sono già quaranta date... Ci facciamo sempre scappare la mano quando si parla di concerti, ne facciamo proprio tanti...

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