Bluvertigo - Torino - Tora! Tora! Festival, 19-07-2001 Intervista

21/07/2001 di Roberta Accettulli

Scambio due chiacchiere con Marco Castoldi, aka Morgan nei camerini/aule del Tora! Tora! Festival di Torino, mentre di fianco a noi Andy si trucca davanti allo specchio. Morgan è un fiume in piena, le sue risposte sono quasi dei monologhi! :-))

Dal Tora! Tora! Festival:

Il cast

Le interviste:
Manuel Agnelli
Subsonica
Mao
Marlene Kuntz
Estra
Verdena
Modena City Ramblers
Cristina Donà
Bluvertigo

I concerti:
Rimini
Padova
Torino
Roma

Le scalette:
Rimini
Padova
Torino
Roma

Dopo il Tora! Tora:
I commenti di Manuel Agnelli



Rockit: Tora! Tora! Festival a Torino, ci sono anche i Bluvertigo questa sera.

MORGAN: Immancabili!

Rockit: In questo primo festival itinerante del rock italiano ci siete anche voi. Cosa pensi di questa idea del Tora! Tora!?

MORGAN: E' tanto tempo che Manuel Agnelli parla di questa cosa, mi ha interpellato da subito chiedendomi delle opinioni, ed inizialmente doveva essere una cosa organizzata a più voci, con più persone. Ed invece poi devo dire che è stato l'unico, proprio perchè l'idea era sua e desiderava fortemente questo, ma in quella zona in cui si intersecano musica, mercato e politica è stato lasciato un pò solo, o almeno molti si sono lasciati coinvolgere però non sono stati propositivi. Per cui anche noi abbiamo aderito senza sbatterci per l'organizzazione di questa cosa, che invece è stata tutta fatta da lui con l'aiuto della Mescal. Il tasto è abbastanza dolente...

Se vogliamo approfondire l'argomento i Bluvertigo sono in una posizione molto equivoca, nel senso che difficilmente prendono posizioni per quanto riguarda l'appartenenza ad un determinato contesto, e io personalmente ho parlato in questi termini: di non volere appartenere. Sicuramente di non volere appartenere alla musica 'globalizzata', chiamiamola così, o comunque al mercato dominante ed ai mass-media appiantenti, a questo appiattimento mediologico. Per cui abbiamo sempre guardato con diffidenza a cose che poi abbiamo anche fatto, tipo Sanremo ecc., però sempre cercando di posizionarci sempre in maniera critica nei confronti di quella cosa. C'è da dire che non critichiamo il sitema per poi far parte di una specie di controsistema. Non vogliamo proprio far parte, perchè difendiamo in qualche modo la nostra diversità, la nostra ricerca che va difesa, e che va considerata anche un'isola nell'oceano. Quindi la distanza che ho preso dalla musica italiana, da sempre, soprattutto nei tempi in cui sarebbe stato un pò più facile per noi cavalcare quell'onda - parlo degli esordi - quella del nuovo grunge, della musica dei centri sociali, che quindi trovava degli spazi ovviamente alternativi a quelli istituzionali ma comunque con un suo potere alternativo. Chiamiamolo potere di sinistra. Abbiamo sempre voluto fare - perchè lo siamo - gli anarchici della situazione. Però questi discorsi teorici e filosofici onestamente spesso non si fanno, ed in questo caso smetto i panni dell'anarchico perchè capisco che invece c'è un bisogno vero, che è quello di liberare la musica italiana da questi schemi provincialissimi che sono il pensare di riproporre dei modelli stranieri, quelli dominati come Mariah Carey o come qualsiasi altra cosa, come Jennifer Lopez o come Ricky Martin. Non fare una brutta copia di quelle cose che già sono sgradevoli, ma dare una forza vera a una visione musicale autonoma e, perchè no, competitiva con quella che c'è. Io non parlerei di musica alternativa, parlerei di musica genuina, musica fatta da persone che ormai vivono in un luogo, l'Italia, che può offrire le stesse possibilità che possono offrire l'Inghilterra, l'America, la Germania, e devono avere indipendenza, cantare in italiano e riuscire a pesare in qualche modo, perchè altrimenti sia noi, sia gli Afterhours, sia i Massimo Volume, sia gli Almamegretta, insomma tutte le realtà chiamiamole "indipendenti" del rock italiano non riescono ad aver voce.

Ed allora l'idea di Manuel è stata di metterci un attimo d'accordo una volta per tutte e cercare di dare un peso a questa cosa, di far capire che non esiste soltanto il Festivalbar, non esiste soltanto Sanremo, non esiste solo il music control delle classifiche radiofoniche, esiste chi fa una musica, ognuno a suo modo, al di fuori degli schemi. Sta proponendo con originalità e con molto impegno la musica che fa, e vorrebbe che questo fosse un lavoro remunerativo, vorrebbe che la musica che fa potesse essere più diffusa, più ben accetta e non allontanata, perchè poi alla fine si giudica pericoloso o comunque sgradevole o incomprensibile per i più, perchè i mass-media credono di avere un'idea di quello che la gente vuole. In questo caso invece Manuel ha dato la sua dimostrazione che c'è tantissima gente che se ne fotte delle radio ufficiali e della musica omologata.

Rockit: Ma perchè in realtà sono i mass-media che "creano" quello che la gente vuole...

MORGAN: La gente normalmente si fa strumentalizzare facilmente, e siamo arrivati ad un punto in cui si propongono tante cose che non hanno valore, non hanno spessore e neanche motivo di esistere, però soltanto perchè magari si fanno grossi investimenti riescono a vendere e a d avere un peso, e questo è spiacevole.

Rockit: Parlaimo adesso dei Bluvertigo. Cosa c'è in programma nel vostro futuro immediato?

MORGAN: Bhè, non lo so esattamente. A parte che siamo in tournée, per cui per il futuro vicino ci sarà una serie di concerti. Nel frattempo ovviamente stiamo parlando, pensando più o meno a cosa si potrebbe fare ed ognuno di noi sta lavorando in maniera autonoma facendo delle ricerche, che vuol dire scoprire delle sonorità, lavorare magari a dei progetti alternativi. Tutte ricerche che poi dopo si portano all'interno dei Bluvertigo e si creerà la pasta, il tessuto per il nuovo lavoro che, onestamente, non c'è ancora. Abbiamo fatto due brani nuovi, per la raccolta, uno quello di Sanremo e l'altro Come quando e devo dire che siamo anche soddisfatti, perchè in questi anni di professione musica abbiamo elaborato personalmente il modo di produrla la musica, quasi come degli artigiani, e ci siamo sempre rifiutati di farci fare le cose, sia in termini musicali che anche in termini di immagine. Per esempio siamo stati molto molto attivi nella produzione dei nostri videoclip, delle copertine, dei servizi fotografici, di tutto quello che riguarda la comunicazione attorno ai Bluvertigo. E questo ci ha dato una certa abilità nella produzione. I due brani ad esempio sono stati fatti abbastanza in fretta, due brani nuovi con metodi innovativi e divertenti, taglia e cuci, quindi riusciamo ad unire un approccio pop ad un approccio sperimentale, che poi era anche l'intenzione originale, cioè quella che c'è sempre stata da subito: riuscire a creare un prodotto commestibile, ma che fosse composto da elementi devianti, che non è facile, quasi un'utopia.

Rockit: Ho visto che dal vivo ti sei dato alla chitarra...

MORGAN: ...per esempio nella scorsa tournèe, nella parte elettrica Andy suonava l'acustica... Diciamo che in questo momento avevo voglia di suonare la chitarra ed abbiamo fatto in modo che si potesse fare, soprattutto la 12 corde che ha una sonorità molto ricca.

Rockit: Voi siete legatissimi all'arte. E' un rapporto proprio strettissimo quello tra musica ed arte?

MORGAN: Il nostro modo di fare la musica, di fare il pop, include necessariamente il contatto con l'arte visiva l'arte figurativa ed anche il cinema, quindi non si limita al suonare. Per un fatto credo generazionale, perchè siamo cresciuti in un'epoca in cui molte cose, molte canzoni, molte musiche che ci hanno permeato, che ci hanno influenzato quando eravamo adolescenti noi le assorbivamo attraverso i videoclip, e quindi ci sembra molto naturale che si possa fare un video ed una... Non riesco più a parlare, mi deconcentro facilmente!

Il motivo della deconcentrazione è il fatto che Boosta dei Subsonica è piombato in camerino. "Non sentitevi osservati!". Dopo i saluti, Morgan riprende il filo
MORGAN: Un artista a cui siamo legatissimi è Robert Gligorov, che è stato veramente essenziale per il nostro esordio, è stato il talent scout, come dire, ha riproposto un pò il modello di Andy Warhol con i Velvet Underground, con volontà di un'artista che voleva sconfinare nell'ambito musicale. La volontà di Gligorov all'epoca era quella di trovare un gruppo che in qualche modo potesse essere gradito a lui, in cui potesse identificarsi, e credo che gli sia piaciuto molto il fatto che il nostro approccio era molto da urlatori. Ed infatti la prima copertina era proprio un urlo, simile anche al primo disco dei King Krimson, cioè un urlo - che è poi la bocca di Andy (non lo sapevo e mi volto a guardare Andy che spalanca la bocca a conferma delle parole di Mogan - ndi) - che è un'opera fatta da Gligorov con un imbuto messo in bocca che riflette quella parte di bocca che sta a metà tra la gengiva e l'interno labbro, riflessa in maniera concentrica (ridiamo - ndi), e praticamente è una spirale che rappresenta la vertigine, il vertigo, il vortice. Ed è stato secondo me formativo lavorare a contatto con Gligorov per quanto riguarda tutti gli aspetti legati all'immagine.

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