Durante il mese di giugno, Tormento ha pubblicato quattro singoli e ora è uscito il suo nuovo album, Antidoto, con sette tracce che ci portano dentro tutte le sfumature dell’hip hop, dell’R&B e della musica black, generi che lui stesso ha contribuito a importare in Italia fin dagli anni ‘90 sia con i Sottotono, sia come solista. Ci siamo trovati da Moysa per parlare del disco, delle relazioni di oggi e di salute fisica e mentale, con l’aiuto delle piante.
Il suono, i testi e il mood di questo album mi hanno fatto tornare indietro di trent’anni, storie di relazioni, tanto amore, ma anche tanta leggerezza, suona freschissimo.
In questi tempi qua un po' tutti quanti cercano quel momento in cui non pensare e quindi ho cercato di fare questo mix di leggerezza, che se poi vai a leggere tra le righe fa spazio anche ad altro: consigli - che do sempre a me stesso quando scrivo - su come affrontare rapporti, stress in un mondo in cui siamo investiti da moltissimi input di tutti i giorni e quindi riuscire a gestire così tante cose contemporaneamente è complicato. Io credo bisogni imparare un pochino a prendersi cura sia della salute mentale e della parte emotiva, ma anche del fisico. Ci sono varie dimensioni che vanno scandagliate e quindi era un po' quella la mia voglia, e poi sono sempre stato un rapper d'amore.
Visto che le racconti in musica da anni queste relazioni concrete, vissute e sofferte in prima persona, come sono cambiate in questi anni le relazioni tra le persone?
Oggi siamo molto egoriferiti e, secondo me, da un lato è anche giusto. Forse c'è più bisogno per ognuno di crescere personalmente per vivere le relazioni in maniera diversa, visto che sono cambiate da quelle dei nostri genitori o nonni: loro magari stavano assieme anche se non si sopportavano più, oggi diciamo c'è più la libertà di slegarsi dalle relazioni in cui non ci ritroviamo, anche se sono magari matrimoni o situazioni impegnative con figli e tutto. Sicuramente ognuno deve prendersi cura prima di tutto di se stesso, ma anche perché solo in quel momento puoi riuscire a vivere una relazione a pieno, se hai sempre bisogno dell'altro vuol dire che forse ti manca qualcosa e poi la relazione sarà sempre un dare avere, piuttosto che solo un dare. Perché ognuno pieno e rotondo nella sua consapevolezza riesce sicuramente a dare di più e più liberamente. Purtroppo il disco parla anche di relazioni finite: il mio matrimonio è naufragato, anche per quello nell'album ci sono anche momenti un po' di semi-disperazione, di racconto di una relazione importante che è andata.

C’è meno rabbia comunque, l’hai trasformata o sei più saggio e calmo?
Ho imparato che i momenti in cui le cose non vanno come vuoi, sono poi i veri momenti di crescita. Grazie alla cultura hip hop ho sempre trasformato in musica o in qualcosa di positivo la mia rabbia e devo dire quella è una bella chiave di lettura, che purtroppo è stata un po' distrutta. La cultura hip hop era una strada soprattutto per i ragazzi che vivono in difficoltà, era proprio una salvezza; la rabbia se c'è va proprio trasformata, anche in sport, ci sono poi vari modi di sfogarla, però è sempre una bella benzina.
Questo album invece si chiama Antidoto, a che cosa?
Alla vita di tutti i giorni; chi mi segue un po' lo sa che avendo avuto tanti up and down nella carriera, come tutti gli artisti o in generale come tutti quanti, ho sempre evidenziato il fatto che sono quei momenti di down che poi mi hanno dato il boost per ripartire e cambiare il punto di vista sulle cose. Nell’hip hop c'è sempre stata questa idea dell’"io rimango delle mie idee", invece cambiarle è veramente un aiuto personale per riuscire ad affrontare meglio le cose. E poi, se ci pensi, gli artisti più estrosi e più pazzi sono quelli che ti danno dei punti di vista più ricercati o ti fanno vedere le cose da varie angolazioni.
Un po' sulla genesi pratica di questo disco: alcune canzoni erano già fuori, anche con begli ascolti, come hai deciso di mettere insieme le tracce del tuo disco ?
L’album è nato nell' ultimo anno e mezzo, in cui ho scritto 130 canzoni, tantissime, quindi è stata una super selezione, anche se in realtà c'è già una seconda parte in elaborazione. E’ stato un vero lavoro del team di Thaurus, ho scritto anche tanti pezzi facendo l'autore per altri artisti, ci troviamo spesso in studio a scrivere; quindi i brani sono nati da producer o da autori super giovani, bravissimi, alcuni anche un po' acerbi, e quindi il bello è stato anche crescere assieme. Poi c'è stata un po’ la supervisione di Shablo con cui abbiamo scelto assieme i pezzi, ha aggiunto un po’ di head production, sentiva che ce n'era il bisogno, quindi ci sono anche musicisti più adulti, come Luca Faraone, Dario Panza, che è un super batterista, che hanno messo anche il loro tocco un po' più adulto.

Ci sono tanti artisti nel tuo disco, Gaia, Ernia, Rkomi, Sayf, Noyz, e altri giovanissimi, Junior K, Eiemgei, Promessa, Leslie Sackey e WADO. Alcuni rappano proprio alla vecchia maniera, sono bravissimi, com’è lavorare con loro?
Eiemgei è il produttore di Promessa, lo conosco già da un bel po' di anni. Lui è bravissimo, si vede proprio negli occhi, nel modo, quando uno ha una spinta in più riconosci e Promessa ha qualcosa in più rispetto agli altri. Quando collaborano con me è come se entrassero un po' nel mio mondo, e infatti Promessa era un po' stranito dal pezzo, mi ha detto che l’ha scritto proprio pensando al mio mondo. I ragazzi più giovani hanno questo modo di parlare dell'amore che agli adulti può sembrare distaccato, però in realtà, dietro tutto quel dolore che raccontano c'è un sacco di amore, nascosto, anche non riconosciuto. Poi noi rapper, non si sa perché, ma arriviamo a tutti i delinquenti, che ci amano, ci adorano, e quindi scopri anche il loro lato più sensibile.
Ma questa è un’altra storia. Self-control con Noyz inizia così: "Vedo tutti depressi, sogni repressi, sotto stress effetto del pressing, troppi complessi, schemi irrisolti in un loop di problemi in cui affondi".
Per chi ha avuto un grande successo in giovane età, essendoci passato anche io, è una cosa normalissima sentire di non farcela perché quando ci sono grossi investimenti su di te, anche se non te lo dicono chiaramente, li senti e li accusi, vedi l'interesse anche del pubblico che cresce tanto e devi riguadagnare tutto ad ogni progetto con un'enorme pressione. Quindi dico che va fatto un po' un lavoro su se stesso, perché se non c'è un dialogo con te stesso le cose si accumulano e diventano ingestibili. Io sono sempre stato amante della meditazione, proprio perché ti insegna tutti questi vari linguaggi. Siamo delle antenne che pescano idee da fuori, quindi molto spesso delle idee che abbiamo, le facciamo nostre, mentre in realtà dobbiamo solo lasciarla passare. In realtà con tutta la filosofia che è stata scritta e come sono state affrontate queste tematiche dovremmo già essere su un altro piano di evoluzione, invece, soprattutto in Italia, siamo veramente indietro rispetto alla situazione mondiale che è più un mix di culture. Che poi, in un pezzo come quello con Noyz ci sia dentro tutto questo è veramente incredibile perché è ignorantissimo.
Uno dei brani che mi piace di più è Sofia, con Sayf, un brano molto lungo.
Quando l’ho sentito cantare il ritornello ho pensato che fosse bellissimo, è questo struggle di oggi, delle relazioni, se ripensi a La mia coccinella, che era tutto super dolce, altri tempi, ma per assurdo alcuni brani di Sotto Effetto Stono, suonavano fortissimi, erano contenuti fortissimi per l'epoca. Oggi è diventato ancora tutto più estremo, quel brano lì è un pezzo d'amore, ma all'interno ci sono dubbi sulle relazioni, c’è sofferenza; e poi anche musicalmente, c’è un'oscillazione tra questo mood dolce e il freestyle.

Una volta c’era la traccia fantasma, questo pezzo sembra nascondere un brano, è anche una sfida all'ascoltatore che non supera il primo ritornello.
Stiamo cercando di dire alle persone: fermati un attimo. Quella cosa di guardarsi dentro, che dicevamo la riesci a fare solo se ti fermi, e quindi devi anche un po’ dilatare il tempo. Ma perché è anche quella l’arte, è il momento in cui un ballerino, un quadro, una canzone, ti trasporta fuori dal tempo, dallo spazio, perché in quel momento l'attenzione rivolta a quello che stai guardando ti sta spingendo a guardarti dentro. La vera ricchezza e la vera salvezza sono proprio quei momenti in cui dovremmo riuscire un attimo a fermarci per mettere a posto le cose dentro di noi, perché oggi è tutta una continua lotta contro il tempo e contro lo spazio. L'universo in cui siamo è così perfetto, matematicamente e anche magicamente, che dovrebbe essere anche una lezione nei nostri confronti.
Programmi per l’estate dopo aver visto come va il disco?
Programmi fittissimi a proposito di fermarsi! Aspetto l’uscita del disco con la leggerezza che non ho mai avuto prima; il disco arriva a chi ne ha bisogno e a quelli arriva, anche bello potente, a chi non arriva pazienza. Sarà un’estate fantastica, farò delle date dello Street Jazz Tour con Shablo, nei festival jazz, con Shocca abbiamo delle date e delle situazioni più hip hop e tanti live miei che sono il mio universo. Un sacco di situazioni diversissime tra loro, ma che hanno una radice comune: l'espressione di me stesso dove trovare un po' la salvezza. Quindi bisogna continuare a esprimersi nel modo in cui più ti piace, dal tiro con l'arco, all'arrampicata, al golf; la mia salvezza oltre la musica è per esempio l'amore che ho per le piante.
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L'articolo Tormento avrà cura di sé di Carlotta Fiandaca è apparso su Rockit.it il 2026-07-06 10:17:00

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