Cosa c'è da sapere sul Triangle, il fantastico modulatore che arriva dalla Puglia Intervista

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09/01/2015 di

Lo avevamo inserito nella guida di Rockit ai regali di Natale, ma il Triangle (arrivato anche nelle mani di Real Estate e Blonde Redhead) ci incuriosisce così tanto che abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con uno dei creatori di questo magnifico triangolino, Mario Livraghi.

 

Che cos'è il Triangle, e come funziona?
Il TRIANGLE è una partizione di piano limitato da una linea spezzata chiusa avente tre lati e tre vertici ahahah scherzo, è un effetto fighissimo (si può dire figo in televisione?) per strumenti musicali, un fuzz completamente artigianale, “boutique” come si usa oggi. Un gioiellino artigianale, per intenderci.
Tecnicamente è un modulatore di suoni che si incolla con delle ventose su qualsiasi superficie e si attiva con uno switch manuale. I componenti sono tra i migliori sul mercato e vanta una coppia matchata di leggendari transistor AC128 al germanio (quelli che si usavano per le radio per capirci) che lo caratterizzano con un suono caldo, grosso e cattivo allo stesso tempo. Più che pedale a noi piace definirlo un “manuale” perché appunto ci devi giocare con le manine mentre lo suoni. Non è la solita cosa noiosa che sta a terra e calpesti anzi… se non stai attento ti calpesta lui!

Su quali strumenti musicali può essere applicato?
Non solo su chitarra e basso, che è la cosa immediatamente intuitiva, ma anche su qualsiasi altro strumento con un “in” ed un ”out”. Questo consente ad ogni artista, compositore, producer di dar sfogo alla creatività, creando abbinamenti che neanche noi abbiamo considerato quando l'abbiamo prodotto. Infatti sul nostro sito ci sono un paio di demo sulla MFB Tanzbar (drum machine) e su un Roland Juno 60 (sintetizzatore).
Rispetto al primo prototipo abbiamo aggiunto altra roba, come un low-pass filter a tre vie per renderlo più versatile. In pratica si gonfia di bassi fino a soffocarti. Questo lo rende utilizzabile anche su strumenti che hanno bisogno di una risposta in frequenza corposa, coma appunto bassi e drum machines. Qui c’è il manuale completo se qualcuno volesse darci un’occhiata! 



Nella descrizione c'è scritto che Triangle "fucks up things". Ma qual è esattamente l'effetto e il suono che viene fuori utilizzandolo?
Vuoi sapere esattamente che suono esce fuori utilizzandolo!?! Immaginati in un club di Nashville, con una fantastica birra in mano, hai alla tua sinistra Peter Parker e alla tua destra una figona che spostandosi fa intravedere Grady Martin (ma non era morto!?) e ad un certo punto rimani affascinato da quel suono anomalo che proviene dal palco. Sul palco c'è solo un ragazzetto appena uscito dal garage, e invece quel suono ti attira, vuoi capirlo, vuoi seguirlo.. lo segui.. E dici  cazzuto". Be' il triangle è diplomaticamente una scorreggia con la laurea. Forte e colta allo stesso tempo.
È difficile da spiegare.. è una sorta di fuzz, un overdrive ma anche un sintetizzatore vintage, è infatti in grado di generare autonomamente segnali audio improbabili, insomma è da scoprire suonando!
Non credo sia un oggetto adatto ai puristi del suono. È più per gente che vuole sperimentare, fare casino e noise, bambini shoegaze ma anche elettronici. Bisogna sentirlo per capire! Tie’ beccatevi questo video:

Può essere facilmente utilizzato anche da una persona alle prime armi o è un accessorio più indicato per i musicisti più esperti?
Diciamo che il triangle è abbastanza versatile. Può essere usato da chiunque, anche da chi in realtà non sa suonare ma riesce a far stare bene due suoni insieme. Poi ovviamente chi ha già un orecchio più esperto, una buona tecnica sullo strumento, riesce ad essere padrone del Triangle, e a tirar fuori il meglio, anche perché "giocandoci" escono fuori suoni strepitosi.

È piccolo, è disponibile in una grande quantità di varianti colorate, si attacca ovunque tu vada ed è sorprendentemente versatile. Suppongo sia fondamentale anche la parte concernente il design. L'avete disegnato voi? Perché avete optato per un triangolo?
Se fosse stato il solito mattoncino per Assisi rettangolare avrebbe attirato così tanta attenzione!? Be', penso di no. Poi sai com’è, il triangolo è la forma perfetta! Lo usano anche gli Illuminati quindi deve essere potente per forza. Poi c’hanno fatto un sacco di teoremi matematici… Comunque sì, il design l’abbiamo disegnato interamente noi, anche il logo! E poi siamo andati in giro a cercare una ditta che potesse realizzare il nostro progetto. Abbiamo fatto un po' di chilometri ma alla fine siamo rimasti in Puglia. Quando si dice sinergia... Il box è tutto in plexiglass super leggero (deve essere leggero sulla chitarra per la scogliosi!) tagliato a laser. Anche questo credo sia un aspetto molto innovativo! Sul banner interattivo del sito curato dal nostro amico Daniele Moreno si possono vedere le diverse combinazioni di colori box-knobs. Ci piaceva l’idea che ognuno potesse personalizzarlo, 36 combinazioni non son poche!

Come è nata l'idea originale? C’è stato qualcosa in particolare che vi ha ispirato e vi ha convinto a cimentarvi con la costruzione di uno strumento del genere?
Partiamo dal fatto che sia io che Antonio, il mio socio, siamo dei musicisti e allo stesso tempo siamo degli Amanti di aerei telecomandati, e da piccoli oltre che costruirci macchinine con dei tappi da sughero, cerbottane automatiche e molotov alla MacGyver, maneggiavamo cacciavite e saldatori praticamente ogni giorno, solo per la voglia di costruire qualcosa. Il primo prototipo di effetto fu un pedalino per chitarra, un fuzz praticamente, disegnammo noi il circuito, non mettemmo manopole e la scatola era di cartone. Non lo usavamo (anche perché con una pedata si sarebbe distrutto) ma l’effetto era quello che volevamo: ci eravamo riusciti! Da lì in poi abbiamo costruito altri effettini a pedale (per terra) per qualche amico; i soliti effetti distorsioni, booster, delay, ma anche in quel caso decidemmo di curare il design; erano dipinti interamente a mano ma erano tristemente rettangolari.
Quindi volevamo di più! Volevano qualcosa che noi musicisti sognavamo d’avere. Qualcosa di particolare, qualcosa che quando la vedi e la senti non te la dimentichi facilmente.



Sul sito di Triangle campeggiano dei loghi istituzionali piuttosto importanti; quello della Regione Puglia (Assessorato Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale), e quello del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In che modo le istituzioni vi sono state d'aiuto?
I loghi ci sono perché abbiamo partecipato e vinto il bando regionale “Principi Attivi” indetto dalla regione Puglia. È stato proprio questo l’aiuto delle istituzioni: darci lo start, la possibilità di investire sulle nostre idee, aver avuto fiducia nel nostro progetto. La Regione Puglia è sempre molto attenta all’artigianato e in fondo è artigianato pure questo, mica si è solo artigiani costruendo cesti di vimini. L’artigiano tecnologico è la nuova frontiera! Grazie alla fiducia riposta in noi e alle nostre idee adesso siamo sul mercato. Ma ora dobbiamo vedercela da soli! Anzi se qualcuno vuole investire nella Tenten e buttarci in faccia qualche milione di euro vi promettiamo che attaccheremo triangoli anche sulla Luna!

Quali sono i primi feedback che state ricevendo, e come pensate di muovervi nel futuro?
I primi feedback sono positivissimi ma allo stesso tempo tristi. Stiamo vendendo il Triangle in tutto il mondo, Australia, Belgio, UK, USA, Russia, Canada... Abbiamo rivenditori a Londra al "Regent Sound" su Denmark Street e in America al "Chicago Music Exchange’" di Chicago. Diversi musicisti americani come Andy Martin di ‘Pro Guitar Shop’ si sono offerti di girare dei video tutorial sul Triangle ricevendo migliaia di visualizzazioni... Matt Mondanile dei Real Estate ne ha uno, Kevin Parker dei Tame Impala, persino i Blonde Redhead! Ma paradossalmente è difficile entrare nel mercato italiano. Non so cosa sia! Inizialmente avevo dato la colpa alla mentalità, si preferisce acquistare il lavoro seriale di qualcun altro invece dell’handmade del tuo paese. Poi pian piano abbiamo cominciato a ricevere le prime richieste. Quindi nulla è perduto, basta crederci. Costruivamo i nostri pedalini da soli, disegnavamo le pcb a mano squagliate con gli acidi e adesso spediamo in tutto il mondo il risultato dei nostri anni in cameretta. Figo. (l’ho detto!)
Il prossimo giocattolino sarà una bombona. Dico solo questo.


Tag: tecnologia

Commenti (25)

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  • Ciccipiero 14/01/2015 ore 14:46 @Ciccipiero

    In Puglia quindi c'è addirittura gente che sa dire la parola "haters". Fa niente che a malapena parliamo l'italiano, che non abbiamo le capacità di comportarci onestamente col prossimo e che non sappiamo dare un peso concreto allo strumento parola. A dirla tutta in Puglia c'è anche chi ogni giorno fa a botte per il riconoscimento della propria dignità, e che pagando con il solo e unico proprio sacrificio, realizza cose, proprie, di altri e per gli altri, cose di cui non parlerà nessuno, ma di fatto molto più grandi e ambiziose di un pedalino che non si capisce a cosa serva, che contiene i leggendari transistori al germanio AC 128 (reperibili su RS solo ed esclusivamente inserendo la parola di ricerca MECOJONI), che fa lo stesso suono di una giornata passata buontempare al baretto con George Clooney che arriva all'improvviso con una cosa appiccicata in fronte tramite comode ventose e che, essendo stato accuratamente prototipato in vera scatola di cartone, comincia a calpestarti brutalmente nel bel mezzo del live set della vita, e tu non capisci perchè. E probabilmente non lo capisce nemmeno chi l'ha costruito, essendo troppo impegnato nella classica orazione pugliese da bimbominchia per giungere alla piena comprensione della teoria elementare del modello americano che sta platealmente scopiazzando.
    E' altresì apprezzabile che il costruttore abbia onestamente rivelato che qualsiasi buon segnale ci metti dentro, ne viene fuori qualcosa che sicuramente non sarà apprezzabile tanto dai puristi quanto da McGyver, fiction-stereotipo del Santo Protettore degli smanettoni: quelli che collegano i fili insieme e quando attacchi la spina se non esplode la centralina dell'Enel di quartiere è già un buon punto di partenza.
    Giuro, a questo punto mi è venuta voglia di comprarlo solo per smontarlo e vedere come sono fatte le stagnature.

  • anto11anto11 14/01/2015 ore 20:03 @anto11anto11

    Innanzitutto faccio i complimenti a tutti i leccaculo sterili in questo forum! Vincere un premio per aver riscatolato un pedale è sicuramente troppo, comportarsi onestamente col prossimo significa rispettarlo, io leggendo questa recensione mi sono sentito preso per il culo e ho pensato le stesse palore che ha citato in precedenza Battistis Ciccio Rossi: "Cioè copiano un idea già fatta, prendono i soldi di Principi Attivi e gli fanno un articolo su rockit.it?!?!". In realtà Puglia c'è anche chi ogni giorno fa a botte per il riconoscimento della propria dignità, e che pagando con il solo e unico sacrificio di Zvex, realizza cose, di altri, cose di cui si spera non parlerà nessuno, vincendo soldi della regione tramite i "leggendari AC128", sperando di fregare quanti piu' puristi e mcgyverusti possibili.

  • anto11anto11 14/01/2015 ore 20:14 @anto11anto11

    E' una cosa seria! molto seria! da non prendere sotto gamba!

  • Ciccipiero 14/01/2015 ore 23:02 @Ciccipiero

    Grazie anche a te per aver usato le mie parole come se fossero tue.

  • Nico Caffarella 18/01/2015 ore 15:19 @n.caffarella

    Concordo con anto11, ho costruito svariati fuzz factory, con diverse enclosure, diversi tipi di transistor al germanio, con o senza tutti e 5 i controlli, diversi valori di resistenze selezionabili da switch rotativi, modulatori fatti con vactrol artigianali con diodi e fotoresistenze e altri piccoli bend sul circuito originale, ma non mi sarei mai sognato di avere la faccia di presentarli ad un concorso spacciandoli per miei design, non mi sarei mai sentito a mio agio nel vincere tutti quei soldi per qualcosa che non è tutta farina del mio sacco. Ci vuole onestà intellettuale prima di tutto con se stessi e poi con gli altri. Detto ciò però sono contento che ci siano ragazzi che, come me, hanno la passione per l'elettronica artigianale applicata alla musica, ma cerchiamo di creare qualcosa di davvero totalmente nuovo!!!

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