Vacca - È che vivo lontano Intervista

Vacca racconta del suo nuovo disco e della Giamaica. E non risparmia qualche frecciata a Fabri FibraVacca racconta del suo nuovo disco e della Giamaica. E non risparmia qualche frecciata a Fabri Fibra
19/03/2013 di

Non si è mai capito che musica voglia fare Vacca. Da oltre 10 anni in giro, con i dreadlocks sempre più lunghi e i tattoo ovunque, con Fabri Fibra in tour per diversi anni (e in questa intervista gli lancia un dissing?), e da un po' di anni bad bwoy residente della terra di Vybz Kartel e Popcaan. Il nuovo disco, “Pazienza”, contiene diverse tracce prodotte dall'altro noto italo-giamaicano Alborosie, e parla agli italiani: anche se prima o poi Vacca lo sentiremo in patois, questo è certo.



Son passati 10 anni da Mr.Cartoon. Una vita fa, sei quasi old school ormai.
È cambiato tutto, a partire da me stesso fino ad arrivare alla scena. Quel che è rimasto intatto è la passione per la musica, la voglia di mettersi in gioco e di rapportarsi con chi la musica la fa per davvero. E questo è tutto merito di Produzioni Oblio, che da 10 anni mi dà l'opportunità di esprimermi e fare della mia passione il mio lavoro.

Perché sei arrivato a dire: "non me ne sono mai andato, è che vivo lontano". Ti rompono le palle sul fatto che vivi in Giamaica?
No, in realtà nessuno mi rompe le palle per questo, con l'avvento di internet e dei social network la distanza è inesistente, se poi tieni conto che senza peccare di presunzione sono probabilmente l'artista italiano più presente sul web da un tot di anni a questa parte, diciamo che quel "non me ne sono mai andato il fatto è che vivo lontano" si riferisce di più al ricambio generazionale, sempre più frequente in questo periodo storico, che sta attraversando il rap nel nostro paese. Se poi pensi al fatto che determinati artisti in Italia tra un disco e l'altro spariscono completamente, io fatti due calcoli ho preferito prendere la decisione di vivere lontano e di tornare solo ed esclusivamente quando serve. Solo per lavoro.

E quand'è che cominci a fare musica lì, in Giamaica, per i giamaicani?
In realtà proprio durante la lavorazione di “Pazienza” a Kingston, rapportandomi con amici e artisti del posto in quest'ultimo periodo ho cominciato a sentire l'esigenza di esprimermi in inglese (o patois che sia), questo perché la curiosità dei presenti in studio mi porta ogni volta a dover tradurre i miei testi, a loro piace il mio flow, il modo in cui salgo sui riddim o beat che siano, ma ad un certo punto questo non basta. E come loro sono curiosi di capire di che parlo, io sento l'esigenza di farmi comprendere.

Tanto ormai col patois dovresti andare super bene, no?
Si, riuscire a comunicare è essenziale, soprattutto in certe zone del mondo dove il pericolo è dietro ogni angolo, io ormai parlo patois, probabilmente grammaticamente non sono ancora perfetto al 100%, ma mi capiscono ovunque, che sia uptown, che nel ghetto. Ma far musica in un'altra lingua non è come parlare un'altra lingua. Per parlare non c'è bisogno della tecnica.

Ma dove vivi esattamente?
L'indirizzo lo sa solo mia madre, posso dire che vivo a K6, Hope Pastures è la zona!

E fai musica da mattina a sera?
No, da mattina a sera faccio il papà.

Bueno. Per scrivere i testi, di questo disco per esempio, come fai a parlare al pubblico italiano vivendo in una realtà opposta alla nostra?
Mi tengo informato su ciò che accade. Ti faccio un esempio: non ascolto hip hop da anni, allo stesso tempo ti posso dire che non mi perdo un'uscita per quanto riguarda la musica nostrana, riguardo al rap americano ormai ho mollato da diverso tempo. Reggae e dancehall hanno preso lo spazio che un tempo avevano i rapper nel mio iPod, di conseguenza ora saranno si e no 4 o 5 gli artisti USA che ogni tanto seguo. Per il resto: jamaican music mi seh, straight!

Fammi dei nomi.
Per quanto riguarda la scena prettamente reggae ti posso casualmente fare il nome di King Alborosie con il quale ho avuto il piacere di collaborare nel nuovo album, poi Chronixx che è un ragazzo di 20 anni molto talentuoso che sta facendo disastri in tutto il mondo con la sua musica, Kabaka Pyramid, oppure Protoje e via dicendo. Per quanto riguarda la dancehall, pur essendo ancora in galera, Vybz Kartel rimane personalmente l'artista più grosso del globo, nell'attesa di vederlo di nuovo libero in Giamaica in questo momento le radio pompano Tommy Lee Sparta. Gaza fa da padrona, always!

Cosa ha fatto Alborosie per il nuovo album?
Albo ha prodotto 6 strumentali, ha curato la parte più reggae dancehall e sperimentale dell'album.

Mi sembra di capire però che c'è molto reggae, più che mai.
Si, diciamo che, fosse per me, i cambiamenti sarebbero molto più radicali, ma allo stesso tempo so bene che bisogna abituare l'ascoltatore pian piano a quel che magari sarà la tua musica un giorno, di conseguenza in “Pazienza” ci puoi trovare reggae original, dancehall, hip hop hardcore, e pezzi non catalogabili in nessun genere musicale. Un lavoro nuovo insomma.

Il tuo problema, e magari anche la tua migliore caratteristica, è sempre stata la lontananza dalle cose. Dal rap classic, dal reggae, da un po' di anni persino dall'Italia. Pazienza è riferito a questo tuo status: "lontano"?
La parola “pazienza” per me ha due significati: il primo ovviamente è quello di dover aspettare, di conseguenza il discorso potrebbe allargarsi al fatto di doversi guardare dentro, doversi dare delle regole nella vita, una di queste per l'appunto è controllarsi fino al punto di riuscire a vedere le cose come in realtà stanno. Avere pazienza. L'altro invece può suonare più come una esclamazione di resa, che però nel caso mio è più vicino a "fa nulla o fotte un cazzo". Che le cose vadano bene o male ho fatto sempre quel che ho ritenuto giusto, sia nella vita sia, di conseguenza e di riflesso, nella mia musica. Ho fatto dell'originalità una religione, ho detto sempre cose senza mezzi termini e di conseguenza o ti piaccio o non ti piaccio. Io lo faccio in primis per me stesso, quindi se mi capite, bene, se no: pazienza!

Diventi sempre più conscious: è la ganja? È Jah?
Più che conscious mi sento un padre, con determinate responsabilità.

Quindi atteggiamenti e discorsi più seri?
Son cose che nella vita ti cambiano, che sia chiaro: in bene. Ti fanno crescere, ti aprono gli occhi e ti fanno vedere tutto in modo diverso o forse solamente come in realtà le cose stanno. Quando sei giovane tendi sempre ad evitare i problemi, se non proprio a rimandarli, di conseguenza crescendo credo solo di essermi responsabilizzato. So bene che tanti di noi vengono presi come esempi dalle generazioni più giovani, quindi piuttosto che pensare solo a me stesso, per quanto riguarda la mia musica, ora preferisco pensare un po' di più agli altri, a quelli più giovani. Con questo la musica rimane intrattenimento, quindi la parte divertente non deve certo venire a mancare per dare spazio alla paranoia e alla musica più impegnata, allo stesso tempo non credo che lasciare qualche messaggio, anche nei pezzi più leggeri, possa disturbare. Anzi!

E Jah?
Io non cito così spesso Jah, ma parlo spesso di Dio, ma il mio in realtà non credo di conoscerlo così bene, attualmente non saprei nemmeno quale nomi attribuirgli, lo chiamo Dio per semplificarmi le cose. Parlo spesso del mio rapporto con lui.

Li hai un paio di singoli per le radio italiane in "Pazienza"?
Guarda Michele, in realtà io la radio italiana non so cosa sia, o meglio non credo di conoscerla. Quando ero piccolo ricordo che le radio passavano da Masini a Celentano, dalla Pausini a Anna Oxa. I topic inerenti a quel genere di musica erano sempre gli stessi: amore, delusioni d'amore, speranze d'amore e cazzate sempre inerenti all'amore. Io negli anni ho fatto robe più leggere e alcune un po' più impegnate, poi ho fatto il singolo “Sporco” che ha riscosso un discreto successo, e forse mi ero illuso anche che fosse un singolo da radio e invece no.

E quindi anche lì: pazienza.
Ma sì, “Pazienza” è pieno zeppo di singoli ma forse la radio italiana non è pronta per la mia musica.

Anche perché poi i ragazzini non l'ascoltano nemmeno la radio.
Ringraziando Jah!

Ecco appunto.
(ride, NdR)

Hai visto Fedez cosa combina? Direttamente primo in classifica. Ti piace lui?
Certo, e sono anche contento per lui. Musicalmente le cose mi possono piacere o meno, però ritengo di saper dare un giudizio e la roba di Fedez è fatta bene e soprattutto con la testa, a differenza di tanti "grossi artisti" che ormai difficilmente fanno rime sensate, per non parlare poi del fatto che difficilmente vanno a tempo.

A livello stilistico, sembri un po' un precursore di quel modo di non-fare rap: un po' cantato, parlato, ma non classico, spezzato. No?
Io ho sempre fatto il mio, e a tanti giovanissimi che vanno adesso ho dato anche tanti consigli, anzi sai che ti dico: non solo ai giovanissimi, e tutti lo sanno.

Hai l'aria di uno che vuole lanciare un dissing.
Ma Michele: io non sono un'ipocrita. A me la guerra musicale è sempre piaciuta, ho la testa calda dal giorno zero. Di conseguenza non ho mai avuto paura di dire le cose come stanno, se in più aggiungi che sono allergico alle chiappe delle persone e che odio tutto questo finto perbenismo che caratterizza la scena da tempo.

Tanto poi te ne torni in Giamaica...
Di certo non scappo.

Claro, quando dici che “la metà della metà ti ha già rotto i coglioni” a chi ti riferisci?
Non parlo dei nuovi in quella frase, in quel frammento di pezzo parlo più dei sopravvissuti.

Tipo?
Ora siamo in tantissimi e rispetto a prima se vuoi stare a galla devi dar conto a mille squali. Apprezzo chi fa musica per davvero, con cervello, con professionalità e con rispetto nei confronti dell'ascoltatore.

E per chi fa schifo: pazienza! Funziona così questo disco, no?
Se sei primo per 10 anni e poi esci con cagate improponibili, dove per spiegare i tuoi lavori devi rincoglionire la gente con interviste eccetera, in quanto il tuo lavoro in realtà non dice nulla, allora meglio se smetti, perché rubare i soldi alla gente, specie in questo momento, non è bello. Italia wake up!

In "Canto primo" dici: "qualcuno si chiede perchè l'italiano balla male / l'italiano balla male le canzoni che fanno cagare". In questa intervista poi sembri proprio uno del Movimento 5 Stelle che parla, male, di Fabri Fibra. Non è così vero?
Mai fatto politica, e se a qualcuno viene in mente quel nome pur non avendolo fatto probabilmente è perché i conti tornano, la colpa non è mia. Se qualcuno ti dice "hai presente quel rapper sardo coi dreadlocks lunghissimi" a te chi viene in mente?

Commenti (2)

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  • Luca Capelli 20/03/2013 ore 11:35 @CAPE.LUCA1

    ALE SEI IL MIGLIORE !! CD PRESO E ASCOLTATO E POSSO DIRE CHE è IL TUO MIGLIOR LAVORO DOPO SPORCO .... SUPPORT THE REAL ! BIG UP KING !

  • Fabrizio Rioda 22/03/2013 ore 09:46 @saggiofaggio

    "l'indirizzo lo sa solo mia madre..."
    ECCHISSENEFREGA?

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