Carpacho - via Chat, 04-03-2010 Intervista

07/03/2010 di

I Carpacho sono cresciuti. Si definiscono persone mature, ora. Gli è bastato un ep registrato in casa per ottenere la prima pagina di Repubblica.it e passaggi su radio nazionali. O forse è stato grazie all'idea di mettere all'asta su Ebay il loro contratto discografico. E poi Sanremo 2011, la musica italiana di merda, Londra, Roma e molto altro ancora. Dopo tre anni, Sara Scheggia è tornata ad intervistarli.



Finalmente ci si rivede, cari Carpacho. Bisogna che mi aggiorniate un po'. Come state?
Marco: Bene. Spiegaci, però, perchè ci stai intervistando.

Ah, questo dovreste dirmelo voi.
M: Perchè siamo bravi.

Dunque, vi ho lasciato con Marco e Isidoro che se ne andavano a Londra. Poi?
M: Ormai ci stiamo da un anno e mezzo. Lì abbiamo conosciuto Matteo, un nuovo Carpacho, e ora c'è anche Pasquale, che è sempre stato nel gruppo, ma prima faceva il George Martin del caso (il produttore dei Beatles, NdR). La vera sostituzione c'è stata al basso: Luca ha lasciato il gruppo e al suo posto è arrivato Emanuele. Ci stiamo espandendo, siamo in 6 ora.

E chi è rimasto a Roma?
M: Pasquale, Emanuele e Daniele.

E voi altri, che fate di bello a Londra?
M: Quando ce ne siamo andati, ci eravamo anche sciolti come gruppo. L'idea di ricominciare è nata poco prima dell'estate, e nel giro di molto poco abbiamo registrato alla buona a casa queste tre canzoni. L'intento era dare un segno di vita, ma le cose sono poi andate meglio di quanto ci aspettavamo: questi brani stanno girando tantissimo. E ci siamo ritrovati in un successo quasi imbarazzante, per me è quasi difficile uscire di casa.
Isidoro: A Londra. Figurati a Roma.

O per fuggire dalle troppe ammiratrici. La leggenda che vi vuole dei dongiovanni è ancora viva?
M: No, ora siamo persone mature.

Allora il titolo dell'intervista è: "I Carpacho sono cresciuti".
Matteo: Aspetta un attimo, magari più avanti viene fuori qualcosa di meglio.

Perchè vi eravate sciolti?
M: Non lo so. Non che non te lo voglia dire... Isidoro si sarebbe trasferito a Londra per motivi personali, e c'era un po' di scoramento nel gruppo, non ci stavamo divertendo più. Sembra una gran cazzata detta così. Infatti poi ce ne siamo resi conto e siamo tornati insieme.

Chi si è attivato per la reunion?
M: Matteo.
Matteo: Non conoscevo Marco, mentre con Isidoro mi era capitato di suonare a Roma. Li ho incontrati a Londra e dopo un po' di mesi passati a pensare di scrivere, ci siamo detti: perchè non i Carpacho, in italiano? Abbiamo quindi richiamato la vecchia banda, e via.
M: Le tre canzoni dell'"Oracolo e il fardello" sono fatte dalla stessa formazione che c'era prima dello scioglimento. Gianluca ha deciso poi che avrebbe suonato metal jazz e ora è in tour in Islanda.

Ma dove provate? Di certo non lo farete su Facebook.
I: Su Skype si però.
M: Per corrispondenza! Si scrivono delle basi e ce le mandiamo. Tre persone provano in sala con un pc che contiene le registrazioni degli altri tre. Noi a Londra suoniamo con un pianoforte, un basso e una chitarrra che sono state registrate dai Carpachi romani. E loro viceversa.

Qualche volta dovrete pur vedervi.
I: No, abbiamo deciso che ci vedremo sul palco, direttamente.
M: In questo momento siamo tutti a Roma, a provare mattina e sera per il concerto del 20 marzo al Magnolia, per Maledetta Primavera. Stiamo ridefinendo quello che avevamo fatto per posta. Come i Postal Service, che si mandavano i pezzi via mail. O i Gomez. Tutti gruppi che hanno fatto delle fini atroci...

Ah, allora il titolo è: "Carpacho, band web 2.0".
M: Nooooo. Noi siamo vecchi. Siamo i veterani dell'indie pop italiano.

Il precedente disco era uscito con Sleeping Star. In che rapporti siete con loro ora?
M: E' rimasto il rapporto umano, ma non ci lavoreremo più. Semplicemente, è successo quello che deve succedere quando un gruppo si scioglie: l'etichetta che ha investito su di te si trova bloccata, e non ha senso tornare lì dopo due anni e dire "ora lavoriamo di nuovo insieme, ci siamo riformati". Non l'avremmo mai fatto, non è rispettoso, e comunque loro non avrebbero accettato. E' stata un'eperienza buona, il disco precedente non è andato male. Ma si è conclusa.

Da qui arriviamo alla storia di Ebay...
M: Una delle più grandi... idee geniali del 2009.

Ma non sono arrivati prima i The Calorifer is very hot?
M: Loro hanno messo all'asta un concerto.

NdA: Breve excursus su come l'intervistratice abbia provato, invano, a rivendersi la notizia dell'asta della band ferrarese a Repubblica Bologna e abbia imprecato in malo modo quando ha visto i Carpacho nella home di Repubblica.it.

I: C'hai voluto male, allora.
Pasquale: L'idea è arrivata da Fulham-Roma. Eravamo in un pub io e Marco.
M: Sì, dopo un quarto d'ora ci siamo resi conto che stavamo vedendo una replica della partita, ed era meglio fare un brainstorming su come sarebbe stato il ritorno dei Carpacho, aiutato dalla Guinness. E' uscita fuori questa idea, abbiamo tastato il terreno e un po' di gente interessata c'era.

Ecco, allora l'avete segnalata voi!
M: Nooo, se ne sono accorti loro! Suvvia, sarascheggia... Ci ritieni così stupidi, per aver pensato di vendere un disco su Ebay, oppure così intelligenti per finire sulla prima pagina di Repubblica?

Beh, ma non è da tutti pensare di segnalarlo con questo obiettivo.
P: Beh, le conoscenze dirette per la verità non c'erano. Uno che a Londra collabora con la Gazzetta dello Sport, e che ovviamente non era interessato alla cosa, ci ha detto che l'idea era geniale e si è attivato per vedere se interessava a qualche suo collega.

È che noi giornalisti siamo sempre a caccia della bella storia.
P: Era un'offerta sull'Ebay inglese, addirittura. Non se n'è accorto nessuno, così come nessuno ha mai offerto.
M: Ecco spiegato il motivo di questo "barbatrucco": dare visibilità al gruppo e richiamare l'attenzione di alcune etichette.

Ma cercavate davvero una major, com'era scritto nell'annuncio?
P: Il fine era registrare il disco possibilmente non in un garage. Avere qualcuno disposto ad investire su di te la cifra minima per farti fare un certo prodotto e una competenza, qualcuno da affiancarti. Un interesse vero, insomma, non solo la disponibilità di stamparci le copie: quello lo facciamo da noi e poi regaliamo le tracce su internet. E infatti lo stiamo facendo.
M: Se registri le canzoni a casa e te le mixi in due giorni, non vedo il motivo di venderle. E' bello che qualcuno se le senta, le scarichi, ma noi cerchiamo qualcuno che ci aiuti a limare il lavoro al meglio. Finora abbiamo fatto sempre tutto da soli. Il discorso non è major o non major, ma lavorare con qualcuno che abbia competenza nell'ambito pop.

Insomma, qual è 'sta etichetta che vi produrrà?
(Silenzio. Vogliono mantenere il riserbo, o creare attesa? NdA)

Per ora circolano queste tre canzoni. Avete altro materiale?
M: Sì, un po'. Stiamo scrivendo nuovi brani da quando ci siamo ritrovati, il percorso non si è interrotto. E il disco dovrà essere come minimo il più bello che tu abbia mai sentito.

A Radiodue come siete finiti?
M: Siamo piaciuti al direttore artistico, anche grazie alla segnalazione di Repubblica e la bischerata dell'asta. Da lì abbiamo capito che non avevamo torto nel pensare che il nostro tipo di musica dovesse andare su canali diversi dalla musica indipendente, dove stiamo benissimo, ma dove c'è anche una forte autoreferenzialità. Motivo per cui molti si tengono nascosto il proprio gruppo indie, dicendo agli altri "meglio che tu non li senta, questa è roba per chi ne sa". Ecco, noi siamo anche per chi, invece, non ne capisce tanto. Siamo anche per la gente "normale". Per chi vuole ascoltare tranquillamente e in modo spassionato. Ecco, noi siamo perfetti come "supermarket band": musica ideale come sottofondo nei supermercati, in ascensore.

NdA: Gelo di trenta secondi.

P: Bello avere un progetto comune! (Risate, NdA)
I: Non vogliamo essere solo per i nerd, insomma.
M: Ricordi le carte di Magic? Per l'indie a volte è così.

Sì, esempio banale: gli Afterhours a Sanremo che scatena la rivolta dei fan storici.
P: Puoi scrivere senza problemi "I Carpacho puntano a Sanremo 2011".

Altre cose belle che vi sono capitate dopo essere tornati insieme?
M: Siamo innamorati. Tutti. Giusto, o ci sono novità?

Ho ascoltato sul sito qualche versione serissima di vecchi brani. Siete cresciuti davvero. E pure innamorati.
M: No, aspetta. Hai sentito "Tropici per orchestra" e un arrangiamento neomelodico di "Regole per un cervello difettoso". Non siamo così seri.

"Il reale mi dà l'asma" spara un po' contro i giornalisti musicali. Ma c'è anche una frase che parla della "cartolarizzazione della scena fai da te". E' la crisi economica che entra prepontemente nei testi, come a dire: non parliamo di stronzate?
M: No. Volevamo dire: visto che stiamo parlando di stronzate, la smettiamo di usare un tono così severo e fottutamente antipatico per recensirci? Perchè un disco che venderà 30 copie e sarà ascoltato da 50 persone deve essere trattato come nonsisachecosa? Siete troppo buoni.

Alora il monito è "abbassiamo la testa".
M: No, no. Non "abbassiamo". Abbassate.

Ma questa bacchettata al mondo giornalistico viene da una brutta esperienza vostra?
M: Quello che dovevamo dire l'abbiamo detto nella canzone. Abbiamo avuto modo di constatare il modo di ragionare di alcune persone e con tono scherzoso ne abbiamo parlato. Si rifà a dieci anni di vita nell'indie italiano, con uno o due versi che si riferiscono a fatti più recenti. Lo so, più criptico di così non potevo essere. Ma davvero la cosa non si riferisce nello specifico a noi, se ci pensi la canzone è uscita dopo due anni di silenzio.

La stampa musicale è inutile?
M: Non leggo più molto di musica, ma trovo che un errore enorme nelle recensioni della musica italiana è che sono sempre troppo entusiastiche. Anche per noi. "Fuga dei cervelli" è stato definito come un miracolo, un capolavoro... e lo si dice per tante altre cose. Poi quando le ascolti ti rendi conto che valgono poco, e questo non fa bene al circuito.
P: Dare voti alti a prodotti mediocri diventa poco interessante, sai già quello che diranno. Ci si fa le pippe a vicenda, mancano completamente i contenuti.

Come si sta a Londra?
I: Beh, quando torno a Roma dico cavolo, che bella che è... Poi però sono contento di starci, a Londra.
M: A me non importa nulla delle opportunità lavorative, degli eventi. Non esco mai. Ma a Londra tutti si fanno i cazzi loro, non ti guardano nemmeno. E puoi scendere in ciabatte a comprare il latte senza che nessuno dica che sei un gattaro. Una garanzia di anonimato.

Il trionfo dell'indifferenza. Ma non vi sentite mai soli?
P: Per ora no, te lo fai piacere. E poi può succederti anche a Roma.
M: C'è una canzone che si chiama "C.A.R.P.A.C.H.O." che può dare le risposte a ciò che cerchi.

E la crisi?
M: La crisi si sta abbattendo sull'Inghilterra con una violenza che non ho visto nei miei coetanei italiani. Qui l'anno scorso sono andati davvero tutti a casa. Ora vedi coppie di fidanzati, che prima convivevano, costretti a stare in un appartamento con altre 5 o 6 persone. La qualità della vita è più bassa, è crollata e lo vedi dappertutto.
I: Banalmente, esci e scopri che il locale dove stai andando ha appena chiuso. Così come un sacco di negozi.

Insomma, una merda anche lì.
M: Sì. A questo proposito mi sento di lanciare un appello.

Vai.
M: Ai musicisti, quello di scrivere belle canzoni, in un momento in cui non lavora nessuno. Ai giornalisti, di trattare male i gruppi che suonano male, noi compresi. Tanto i dischi non si vendono, i computer ce li abbiamo tutti... via, facciamo canzoni belle. Così da poterci ricordare tra vent'anni la scena musicale del 2010, come facciamo oggi con gli anni 70.

Perchè, non ci sono canzoni belle in giro?
M: Pochissime. Se questa è la fucina che dovrebbe risollevare le sorti dell'industria discografica italiana, stiamo freschi. Cominciamo a dirlo: c'è musica di merda. A partire dal Mei fino alle compilation di Rockit. Così uno ci pensa due volte prima di fare un altro disco.
I: Ma magari, quello che è merda per te...
M: Chiediamoci: quanta musica fate ascoltare ad altri? Io a Londra non faccio ascoltare a nessuno i gruppi italiani nuovi, non ho il coraggio. Ora forse lo farò con gli A Toys Orchestra, l'ho fatto con i Baustelle e pochi altri ancora. Per favore, salviamo la musica italiana.

NdA: Segue un acceso dibattito su parecchi nomi dell'indie nazionale e relativi giudizi, personalissimi e poco rilevanti ai fini dell'intervista.

Vi faccio una domanda finale, tanto abbiamo divagato. Ma della vicenda Morgan che ne pensate?
M: Quella è stata un'intervista voluta e concordata. Mi sembra difficile che una persona famosa come lui possa essersi permesso questa leggerezza, o che nessuno del suo staff o lui stesso abbia chiesto di rileggerla, dai. E' un grande talento sprecato.
P: Per me ha anche il complesso di dover dire sempre qualcosa di intelligente, in televisione è così. Ma rivesti un ruolo in quello spazio e sta a te giocartelo.
I: Come musicista è molto bravo, ma tutti sapevano che quella canzone non sarebbe andata da nessuna parte.

Ah, un'altra domanda ce l'avrei. Per Daniele però, che non c'è. Ma i MiceCars?
M: Stanno tornando anche loro.

Commenti (13)

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  • marcoJB 10/03/2010 ore 18:36 @drinktome

    "il George Martin del caso (il produttore dei Beatles, NdR)"


    grazie dell'informazione, signor ndr, se no nessuno capiva chi era il signor martin...


    ah

    ah

    ah.

  • Giuseppe Galato 10/03/2010 ore 21:27 @ictus

    secondo me lo sanno molte meno persone di quanto si possa pensare...

  • Faustiko Murizzi 11/03/2010 ore 15:31 @faustiko

    Contento che stiano tornando i MICECARS...

  • Matteo Manni 13/03/2010 ore 06:18 @matuk

    ...perche' tutto questo astio ? Nonostante il successo siamo rimasti gli stessi ragazzi umili di sempre: firmiamo autografi col sorriso, andiamo a far la spesa alla bottega di quartiere (si e' vero, con il Carrera) e non siamo diventati vegetariani. Mi rincresce molto, speravo in fondo che la stima che ho sempre nutrito nei tuoi confronti fosse reciproca, o quantomeno benvoluta.

  • Ricxx 20/03/2010 ore 18:29 @riccardocomposto

    E' chiaro che non sei mai andato a sentire i carpacho. ti assicuro, visti un mese fa al mads di roma, e suonano da paura. sono bravi, hanno testi geniali, il cantante è un fottuto genio, e tu stai lì a dire che fanno cagare…beh lo sai che ti dico…ti meriti ramazzotti, tu e tutta la gente come te… ciao


    (Messaggio editato da riccardocomposto il 20/03/2010 18:32:50)

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