Colapesce - Via Chat, 09-09-2010 Intervista

06/09/2010 di

La leggenda di Colapesce, Bon Iver, La Sicilia, insomma in redazione ci saranno quaranta gradi e non si respira. E lui invece può permettersi di stare con i piedi a mollo tutto il tempo. L'intervista di Marcello Farno.



Come e perché nasce un progetto come Colapesce?
Beh, ci penso da un bel po' al progetto in italiano, ma con Albanopower in corso non ho mai avuto molto tempo a disposizione. Come nasce…buh, sai è stato tutto molto naturale, a casa sono cresciuto con Tenco, Ciampi, Battisti, e dunque in un certo senso sentivo il bisogno di misurarmi con la nostra lingua.

E la storia di collegare tutto a questo moniker, Colapesce, che richiama esplicitamente la vicenda omonima, come ti è saltata fuori?
Colapesce è una vecchia leggenda popolare siciliana che risale all'epoca di Federico II. Alcune fonti la fanno addirittura risalire all'antica Grecia, dove si parlava di Colapesce come del padre delle sirene. Esistono circa 30 versioni della leggenda, tra cui quella di Calvino in "Fiabe Italiane". Il tutto salta fuori perché, primo, sono siciliano, secondo, perché la storia di un uomo-pesce che regge il terzo pilastro della Sicilia, logorato dalla lava dell'Etna, per far sì che l'isola non sprofondi nel nulla, mi sembrava, anche a livello simbolico, un'immagine potentissima. Certo, se Cola potesse vedere in che stato è la Sicilia oggi, sono convinto che la lascerebbe sprofondare volentieri. Cito un passo della leggenda (ri)scritta per me dal mio caro amico Angelo Orlando Meloni: "Da allora qualcuno dice che Colapesce tornerà a galla quando sulla terra sarà finita l'ingiustizia; qualcun altro che la corte è ancora là, come spettri in eterna attesa; altri ancora credono che stia lottando con il magma sorreggendo la Sicilia. Ma nessuno ha pensato che forse non leggeremo mai la sua relazione perché Colapesce non vuole più tornare indietro."

E la collaborazione con Angelo come nasce?
Via e-mail, lui era a Roma per presentare il suo ultimo libro "Io non ci volevo venire qui" per Delvecchio Editore, io gli ho fatto la proposta e lui ha accettato al volo.

Un ep pubblicato per "24", collana di 42 Records. Loro hanno seguito il progetto sin dall'inizio o glielo hai proposto tu a lavoro finito?
L'ho proposto io a lavoro finito. A loro è piaciuto quasi subito, anche per il taglio poco italiano che ha la produzione dell'ep.

E infatti si sente molto questa esterofilia sonora. A me ad esempio, soprattutto per il lavoro sulle voci, ricorda molto Bon Iver. Quali sono i nomi che ti hanno influenzato maggiormente?
Grazie mille per l'accostamento a Bon Iver, lo adoro. Insieme a Toti (batterista Albanopower, ndr) in effetti abbiamo lavorato molto sui suoni.
Influenze, beh, Neil Young, in particolare quello di "After The Goldrush", Fleet Foxes, "A Ghost Is Born" dei Wilco, una delle mie band preferite in assoluto, Bon Iver, che hai già citato, Air, Blonde Redhead in alcune soluzioni armoniche. E poi ho ascoltato anche molta musica italiana anni '70-'80, da Leo Ferrè a Battisti, Ciampi, Herbert Pagani, etc. etc. Poi chiaramente ascolto di tutto, stamattina ho comprato "Before Today" di Ariel Pink, ma domani potrei benissimo comprare un disco di Domenico Modugno. Ho in questo senso ascolti molto trasversali.

Per quanto riguarda la voce invece, in alcuni passi mi ricorda tantissimo Battisti, veramente emozionante. Parlando in termini di scrittura, ti senti in un certo senso legato al cantautorato pop di quegli anni?
Si, sono molto legato a quel tipo di ascolti, come ti dicevo, e anche a quel tipo di scrittura. Chiaramente ancora il progetto è giovane e la poetica può sembrare ancora instabile (vedi, mi faccio già le autocritiche) (ride, nda)

Ma questo primo ep è un preludio a qualcos'altro?
Si, sto già lavorando al disco nuovo, ho pronti una ventina di pezzi, ma dentro ne andranno una decina al massimo. Spero di farlo uscire nei primi mesi del 2011.

Sempre per 42 Records?
A dire il vero non abbiamo ancora deciso, ma credo di si…se hanno ancora voglia di supportare/sopportare Lorenzo Urciullo (ride, nda)

Ascoltando il disco comunque si avverte, in tutti i 6 brani, un certo sapore d'estate, storie d'amori e malinconie consumati sdraiati sulla sabbia. Quanto mare c'è in Colapesce?
Molto, sicuramente. Sono cresciuto con i piedi a mollo, quindi inevitabilmente tutto ciò ha influenzato molto la scrittura e le atmosfere del disco. La mattina spesso vado a pescare, già da aprile inizio a frequentare le acque del siracusano, alternando la mia vita da musicista/universitario a quella di vecchio marinaio. Ecco, per esempio avrei preferito fare l'intervista magari all'Idroscalo, durante il MI AMI, ho un pessimo rapporto con msn e affini. Guarda la prossima volta troviamo una via di mezzo e parliamo di persona. Quando esce il disco nuovo ci si trova sul traghetto a Messina a mangiare n'arancino. Alla faccia dei capoccia di Rockit che schiattano di caldo nei loro uffici milanesi (risata collettiva, nda).

Comunque, ritornando alla poetica del disco, in "Fiori di lana" canti di "un hard disk pieno di poesie" che "non vale nulla se non ci sei tu". A mio parere è una delle frasi letteralmente più figlie di questi anni zero. Cosa resta dell'amore declinato in lingua digitale?
In effetti è una delle frasi migliori dell'ep. Mi interrogo periodicamente su come si possa essere romantici oggi, nei miei testi faccio spesso degli "innesti" letterari fra elementi hi-tech e stati d'animo, e qui l'hard disk diventa il simbolo di una generazione, un contenitore enorme pieno di contenuti e paradossalmente vuoto, se gli stessi non vanno condivisi nel modo giusto ("I-pod e sole far sorridere delle ragazze in calore" in "La guerra fredda" ne è un altro esempio). In una nuova canzone parlo di un pescatore ingenuo incagliato nella "rete",non da pesca, ma dei social network, dove s'innamora di una ragazza che non conoscerà mai. Un bel giorno lei lo lascia scrivendogli una mail: "...la società si sgretola, ma non lo vedi? l'alta marea ci sta portando via" e lui per la disperazione ... tà tà tà tà! Non vi svelo il finale così vi comprate il disco nuovo (ride, nda). Cosa resta dell'amore declinato in lingua digitale?. "Resta un giorno che fugge nel mattino" (cit. Piero Ciampi).

"Resistere etc.": una generazione che si nasconde dietro danze di pensieri e balli con quelle tre idee che le appartengono. Non si vince e non si perde mai, se non si gioca. Chi è che oggi vuole ancora lottare contro mostri più grandi di sè?
"Resistere" è una parola forte, però accanto ad "etc." perde quasi del tutto il suo valore semantico. E' dedicata alla mia ex ragazza e chiude definitivamente una fase della mia vita. La musica a volte ti fa risparmiare i soldi dell'analista (a volte no). Adesso sia io che lei viviamo momenti migliori, eravamo semplicemente diversi ma per capirlo ci abbiamo impiegato 3 anni. Mi capita ancora di lottare con mostri più grandi di me, ma adesso quando sono stanco mi alzo e mi stappo una birra, cerco di affrontare gli scogli con una certa leggerezza calviniana. Ci tengo a sottolineare che "Resistere etc." è anche un piccolo omaggio ai Wilco (loro hanno scritto la splendida "Jesus etc.").

Prima mi parlavi di Toti che ha collaborato al disco, ma ho letto che ci sono anche altri Albanopower coinvolti. Ti hanno supportato molto?
Si, hanno suonato praticamente tutti gli altri Albanopower. Ci amiamo, ci cerchiamo come vecchi amanti, siamo una vera e propria famiglia. Per il live gireremo in trio, io, Toti e Giuseppe. Toti è poi anche l'ingegnere del suono e il proprietario del Vertigo Studio, la nostra tana, dove abbiamo registrato l'ep.

A proposito, permettimi un piccolo excursus, sul versante Albanopower come state messi? A quando roba nuova?
Siamo messi benissimo, finiremo il tour di "Maria's Day" il 22 agosto, dopo quasi 60 date, che per un gruppo che vive nel Nord Africa non sono per niente male. A settembre uscirà poi la follia "Albanopumpkins", in cui ho coinvolto quasi 50 musicisti, nomi come Waines, The Second Grace, Casador, Feldmann e tantissimi altri. Si tratta del rifacimento del mastodontico "Mellon Collie & The Infinite Sadness" degli Smashing Pumpkins, 28 brani. Sempre a settembre poi iniziamo con le registrazioni del nuovo disco, che sarà molto diverso dal primo, ma non ti anticipo niente, solo che ci sarà più Africa.

Ok ok, qui vi aspettiamo al varco. Ma ritornando al discorso che facevi prima, che se Cola potesse vedere in che stato è la Sicilia oggi la lascerebbe sprofondare, tu come la vivi oggi la tua terra?
La vivo serenamente male. La amo e la odio. Storie di sud, storie di confine…una parte di me ogni tanto vola verso nord, ogni tanto però prende il diretto per Tunisi. La situazione politica (eviterò di politicizzare) è allo sfascio. La scorsa settimana una mia collega di università è stata colpita per sbaglio da un proiettile indirizzato a un'altra persona, un regolamento di conti mafiosi. Ma per fortuna adesso sta meglio. Queste sono le volte in cui vorrei scappare. Però sai, la Sicilia è pure una terra meravigliosa. Credo sia come una bella ragazza stronza, sai che ti farà soffrire però daresti un rene per passare un'altra notte abbracciato ai suoi fianchi. Ecco, la Sicilia è una bella ragazza stronza.

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