Heike Has The Giggles - via Chat, 13-05-2009 Intervista

18/05/2009 di

Non fanno 70 anni in tre, ma spingono un rock potente, sicuro e funkeggiante, l'ideale per ballare e scatenarsi sotto al palco Pertini. Li abbiamo beccati tra una prova in saletta e l'altra, e ci hanno raccontato del Canada, di scarpe da ginnastica anti-ragazze e di Laura Pausini. Di Nur Al Habash.



Ho letto in giro che avete suonato recentemente alla Toronto Music Week, e l'anno scorso al celebre Sziget. Siete giovani e non avete ancora nemmeno un disco fuori, come cavolo avete fatto a salire su quei palchi?
Diciamo che una cosa ha tirato l'altra. Allo Sziget ci siamo finiti grazie ad un concorso che abbiamo vinto, quello di Italia Wave (lo stesso motivo per cui abbiamo suonato anche al festival a Livorno, sul main stage). Allo Sziget abbiamo suonato su uno di quei 100 palchi secondari, mentre al Canadian Music Week ci siamo finiti grazie alla nostra agenzia di booking, però alla fine è stato proprio il festival a sceglierci. La nostra agenzia ha semplicemente inviato una sorta di presentazione dei propri artisti (come poi hanno fatto tante altre agenzie) e hanno scelto noi. Probabilmente è stata una scelta voluta quella di scegliere proprio un gruppo che non ha ancora fuori nulla, infatti al festival c'erano tanti altri gruppi, soprattutto canadesi, che erano nella nostra stessa situazione... In ogni caso, è stato sicuramente molto emozionante, soprattutto è stato interessante metterci alla prova, relazionarci con un pubblico diverso da quello a cui siamo "abituati". Insomma, cantare davanti a persone che l'inglese lo parlano (noi cantiamo in inglese) e ricevere comunque feedback positivi è bello, o comunque ci ha incoraggiato.

Dopo queste esperienze, pensate di preferire i grandi palchi a quelli più piccoli dei club?
Sicuramente preferiamo i piccoli club, perché danno la possibilità di essere fisicamente più vicini al pubblico, una cosa che ci piace moltissimo... poi alle volte non vuol dire nulla: può capitare di suonare anche su palchi grandi e di sentire che il pubblico comunque ti segue.

Leggo che durante questa settimana canadese avete fatto comprare a Cecca una felpa di American Apparel e un paio di Vans, dando finalmente l'addio alle sue Diadora antinfortunistiche (R.I.P.). Ma come cacchio sono le Diadora antinfortunistiche?
Ahahahah... ti cerchiamo una foto? Diciamo che non fanno cuccare...

Parliamo di musica: all'attivo due demo, "Next, please" e "How To Giggle". Ora è quasi pronto il disco d'esordio "Sh!". Innanzitutto, non vi sembra un po' anacronistico intitolare sh! un disco che presumo sia molto rumoroso?
In quasi tutte le canzoni, nella titletrack in particolare, viene toccato il tema dell'incomunicabilità; se si seguono i titoli delle canzoni esce fuori un dialogo tra due persone che in realtà non si parlano perché si fanno domande e si danno risposte senza senso (sul modello dei dialoghi del teatro dell'assurdo - ovviamente senza avere alcuna pretesa di imitarli o altro). Esempio (è una strofa del brano): A: "What's the weather like?" B: "I like you."
"Sh!" da un lato è un'esortazione a tacere piuttosto che parlare senza comunicare niente, a tacere piuttosto che giudicare cose che non conosciamo... poi, sì, la nostra musica è rumorosa, ma a volte si è rumorosi (si suona, si parla, ...) proprio perché il silenzio spaventa.

Ora vi chiedo di darvi degli auto-giudizi: che progressi avete fatto secondo voi, arrivati a questo primo album?
In primo luogo l'abbiamo registrato tutto interamente dal vivo, voce compresa, quindi ci sentiamo sicuramente più sicuri sul fronte live. Prima di registrarlo abbiamo passato 5 mesi in sala prove per riguardare tutti gli arrangiamenti... il tutto aggiunto ad una (forse) nostra crescita personale ci ha portato ad avere un approccio più serio. Comunque ci sentiamo molto soddisfatti del risultato, proprio perché l'idea di registrarlo tutto interamente dal vivo dà, almeno secondo noi, quel qualcosa in più (il mood live) ...soprattutto per un genere come il nostro.

Ho letto che per Emanuela è iniziato tutto con le Spice Girls e che poi, a 12 anni, ha imparato a suonare la chitarra grazie a Red Hot Chili Peppers e Rage Against The Machine. Allora diciamolo: una certa generazione (la nostra) è orgogliosamente cresicuta col pop più commerciale che ci possa essere, e non se ne vergogna. Che influenza ha avuto secondo voi nei gusti e nella percezione musicale di quelli della nostra generazione?
Sicuramente il pop, quel pop, ha influito molto. Non ci vedo niente di male in una canzone orecchiabile, anzi, anche se secondo me molti si vergognano di avere un' "anima pop" ...o comunque negano d'averla.

In un'intervista avete detto: "Gli Heike Has The Giggles sono nati quando, più o meno in terza media, io e Guido, dopo essere stati fidanzati per un paio d'anni, abbiamo deciso di lasciarci e di mettere su un gruppo". Quindi la decisione è tra amore e musica?
No, non bisogna scegliere: si suona per amore!!! Non ci è ancora capitato di stare fuori mesi e mesi in tour, quindi per ora non ci sono grossi problemi!

C'è chi nella voce di Emanuela ha riconosciuto un tributo a certo rock femminile alla PJ Harvey. A chi ti ispiri, in realtà?
PJ Harvey è sicuramente una delle mie artiste preferite, ma mi imbarazza soltanto che si associ ciò che faccio a lei. Rimane una delle mia artiste preferite e stop. Quando scrivo non mi è mai capitato, per fortuna, di dire "oh, oggi faccio una cosa così". Per gli arrangiamenti invece avere determinati ascolti ti aiuta a capire dove andare a mettere le mani, ma non ci ispiriamo a nulla in modo diretto.

E invece, c'è un gruppo o un artista che vi piace e che accomuna tutti e tre?
In realtà non proprio. Cioè, ci siamo passati tutti da quel rock anni 90 di quando avevamo 12 anni. Però al momento non c'è niente in particolare che ci accomuni. Guido ha degli ascolti più punk, hardcore. Matteo è indirizzato verso cose come il funky, ecc. E io sono rimasta agli anni 90.

Dulcis in fundo: tutti tirano in ballo questa storia che siete originari di Solarolo, città natale di Laura Pausini. L'avete mai beccata in paese in cassa all'alimentari o cose del genere? Avete mai tentato un approccio? Sapete qualche gossip scemo? Vi giochereste tutto facendo un duetto con lei e schizzando al n. 1 di TRL?
Ormai non la si vede più, però una decina di anni fà ci è capitato di vederla in giro per il paese a braccetto con la nonna. Comunque è una persona molto alla mano. Il super gossip è che era la babysitter di una nostra amica! Per il duetto, be', Laura, chiamaci!

Commenti (1)

  • Veronica O 18/05/2009 ore 17:22 @vstarlight

    Bravi e simpatici :)

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