Congorock - via Chat, 16-01-2009 Intervista

19/01/2009 di

(Foto di Andrea Zerbini)

Italiani: pizza, mafia ed electro-dance. Brava gente. All'estero la scena italiana fidget, italo disco e dance in generale è rispettatissima, in Italia qualcuno sa che c'è. Congorock rappresenta una delle realtà più 'di culo' di tutta questa esplosione che parte dai Crookers, che a loro volta si rilegherebbero al successo di Benny Benassi o Eiffel 65 e arrivano fino a centinaia di party un po' nerd e un po' rave che invadono Milano. Tutta roba italiana (o milanese?). Ad inizio anno il dj salentino presenta "Exodus", un nuovo Ep per la Fool's Gold con produzione di Bob Rifo (Bloody Beetroots) e un remix dei Jokers of The Scene. Michele Wad vi aiuterà a capire meglio con intervista via chat e remix al seguito.



Come prima cosa spiega un pò alle bellissime lettrici di Rockit, perlomeno alle party harders che si spolmonano durante i dj set, cosa stai facendo da quella parte di Msn.
Sono a Milano nella sede di Pellizzone, faccio le valigie per due giorni in Polonia, resisto agli attacchi di una gatta molesta e ascolto "Repercussions" di Dj Distance.

Adesso spiega ai maschietti sovversivi che cazzo di musica suoni nei tuoi dj set...
Suono qualsiasi cosa abbia i bassi grossi e non vada per il sottile in termini di impatto. Mi piace la Baltimore Club, la techno di Detroit, la dubstep, un po' di classic house, la "roba nuova" italiana, la roba vecchia belga.

Per facilitare la comprensione, e non sembrare due reporter di Al Jazeera, cita due dischi rappresentativi di Baltimore Club?
Un volume qualsiasi di Holletronix su Mad Decent oppure Unruly Club Classics, su Unruly Records. Per chi non la conosce la Baltimore è quel genere con i breaks soul funk anni 60, ma con la cassa elettro enorme che senti sullo stomaco. Trema la terra.

Chiarissimo. Quanto è importante l'ignoranza?
Da intendere come il mio approccio semiserio alla dance music, non tanto in termini di tecnica quanto piuttosto di selezione e di capacità di creare un'atmosfera che sia di party time. Dicevo prima che c'è un momento per qualsiasi cosa nel mio set, da un vecchissimo pezzo di Chicago house a Whigfield ai Bloody Beetroots o Digital Boy o His Majesty Andre. Basta che pompi.

Ti piace pompare eh?
Forever. Se è una festa, che festa sia. Non credo nei sound e situazioni in cui per divertirti davvero devi essere alterato. W la musica massiccia e che basta a sé stessa.

Da quanto tempo pompi col nome di Congorock?
Da due anni!

E prima come lo facevi?
Prima lo facevo in due gruppi indie/hardcore. La Quiete e The Death Of Anna Karina. Adesso ogni tanto ci scappa il pezzo hardcore gabber invece.

Hai mai suonato, nelle parti dei dj set in cui di fisso ci casca il pezzo strano e trash, una canzone di Pappalardo?
Non ancora, ma non mettermi stè pulci nelle orecchie, non si sa mai che non ci scappi un campionamento. Lui si che era un vero urlatore, altro che screamo.

Ovviamente cito lui perchè mi risulta che tuo padre era il suo chitarrista...
Si, mio padre è un ottimo chitarrista r'n'b e c'ha il groove nel polso. Poi invece ha comprato dei synth e delle tastiere per suonare in casa quando sono nato io e poi io ho cominciato praticamente così, trovando le cose per casa. Unico grande rimpianto, il fatto che abbia venduto una M1 Korg ai tempi delle mie scuole medie. Wad mi vendi una M1?

Amico non ci crederai ma da piccolo ne avevo una.
Te l'hanno regalata a Natale insieme alla pista Polistil come a me?

Mai cagata la Polistil. Tu invece?
Gli ultimi regali di Natale che ricordo sono biliardino, pista Polistil e "Street Fighter 2" per Mega Drive. Poi un basso Ibanez credo, ma adesso ha il manico storto e le pile dei pick attivi disciolte nel loro stesso acido da una quindicina d'anni

Che strumenti della musica suoni oggi?
Vado di computer, campionatore Boss e una Roland RD500, giusto per tenermi in forma al piano. Ho perso un po' di allenamento negli anni ma non mi dò per vinto. Da grande voglio essere pianista.

Come te lo spieghi che i nostri genitori alla nostra età erano già grandi, probabilmente sposati, e magari avevano già partorito congorockini vari?
Perchè c'è crisi?

Cioè diamo la colpa all'economia e ciao?
Alla fine è comunque vero, si. C'erano delle condizioni economiche per cui i miei genitori alla mia età avevano già dei progetti di vita, facevano figli e risparmiavano per 30 anni a venire.

A livello di soldi, dicci un po' quanto porta a casa Congorock a fine mese in media così uno riesce a capire proporzionalmente quanto guadagnano Bloody Beetroots e Crookers?
Non posso dirti quanto c'ho in banca ma il mese prossimo vado a Los Angeles a scegliere le piastrelle per la mia nuova casa, affianco a quella dei Justice.

Eh si e poi…
Ho visto il loro dvd e ho pensato che non è giusto che loro ce l'hanno e io no, quindi ho preso questa decisione. Se mi fai suonare al prossimo MI AMI forse potrò permettermi anche la piscina!

L'anno scorso c'eri al MI AMI, ad un anno di distanza cosa ti ritrovi in più?
Nel frattempo, scherzi a parte, ho messo delle radici solide oltreoceano, in California dove c'è tantissima attenzione nei confronti di quello che accade in Italia in ambito di nuova dance music et similia. Sono stato in tour con MSTRKRFT per questo motivo, fatto un paio di remix (Romanthony, Rex The Dog, Djedjotronic) e realizzato di voler andare a vivere in un posto caldo 365 giorni all'anno. Quanto prima.

Ti capita quando suoni all'estero di spiegare cosa sta succedendo in Italia, o a Milano, a livello di scena electro-dance?
Milano è bella, ma fa freddo.

Cazzo c'entra…
Brutto, freddo. Mi impigrisce.

Milano?
Non esco, al massimo vado al Sottomarino Giallo.

Si, ma non hai capito la domanda.
Che domanda difficile.

Dai puoi farcela…
Quando dico Milano tutti mi chiedono di shopping o se conosco loro amici che fanno lo IED o la Domus, e la risposta è quasi sempre no. Altri chiedono se a Milano c'è la corrida tipo "Italia, Spagna, siamo lì dai". All'estero in ambito di dance, Benny Benassi è il nome italiano più conosciuto, ho trovato il suo nuovo cd fresco d'uscita, quest'estate, in 4 colonne riservate a lui del Virgin megastore di Times Square. Se mi chiedono, sfoggio la mia foto con lui.

Presenta un po', preferibilmente in puro e odioso stile ufficio stampa, il nuovo Ep.
Fool's Gold, Etichetta di Brooklyn di A-Trak e Nick Catchdubs. Cose strane in copertina, produzione di Bob Rifo dei Bloody Beetroots. 3 pezzi per i massicci + un remix dei Jokers of The Scene.

Tutte produzioni home edition?
Si, pre-produzione in casa mia qui in Pellizzone, poi arrangiamento e mixaggio da Bobbie a Bassano del Grappa, in tavernetta. Spumettin, spritz e baccalà alla vicentina.

Do it yourself totale...
Si. In passato l'uso di questo termine proprio su queste pagine ha scatenato un putiferio, così ne approfitto per prendere la mia posizione a riguardo. Per quanto riguarda l'esperienza DIY coi gruppi in passato ha significato crescita e condivisione di esperienze innanzitutto dal punto di vista umano prima ancora che musicale. Quello che faccio adesso è farina del mio sacco e gestito da persone di cui mi fido alla cieca, così come in passato in territori diversi (punk hc, in soldoni), quello che è cambiato è che vivo della mia musica e considero quell'esperienza come qualcosa che mi ha insegnato ad approcciarmi alle persone con rispetto e capendo tutto "a pelle".

Una mia amica chiede se hai intenzione di creare un business con la maglietta Rocco Rampino, perchè la comprerebbe...
Il marchio Rocco Rampino in realtà è di proprietà di His Majesty Andre, non so come vuole muoversi a riguardo, ma mi sembra di aver capito che ha dei ganci per piazzarle in Porta Ticinese a Milano.

Cioè una persona si è appropriata del tuo nome e ci ha fatto un marchio?
La maglietta esiste già, io ho dato il mio beneplacito ad Andre per realizzarla, poi sta tutto al suo buonsenso nel gestire la cosa e darmi il mio dovuto. Andre, so che stai leggendo, se mi ripaghi in loop campionati va bene uguale.

Tu forse sei l'ultimo dei dj, in quest'ultima electro-dance explosion, a potersi inserire nella prima ondata, per questioni di bravura o di culo. Che idea hai di tutta quella serie di dj che si stacca come le caccole dal naso in inverno...
Come dj e produttore mi considero molto curioso nei confronti di qualsiasi newcomer. Per differenziare il mio suono per me è fondamentale andare a pescare tra le cose di cui nessuno si è accorto prima, poi ovviamente mi ritengo in grado di saper distinguere tra un talento e un wagon jumper.

Conosci il pezzo "Rockit" di Herbie Hancock? Facciamo un pezzo insieme. Io faccio metà mente e tu l'altra metà e il braccio. Remix violentissimo. "Rockit rmx" di Congorock feat. Wad. Si fa?
Si può provare. Fammi tornare da Parigi e proviamo.

Commenti (5)

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  • cristiana santella 21/01/2009 ore 14:50 @miranta

    piastrelle, caffè e croccantini per il gatto.
    ciao.

  • Andrea 21/01/2009 ore 23:27 @wiple

    Ciao,
    sono il direttore artistico di WIPLE (www.wiple.it).
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  • alex urso 22/01/2009 ore 16:01 @alexurso

    bellaintervista.

  • Nur Al Habash 24/01/2009 ore 13:11 @nur

    Si può dire quel che si vuole, ma Wad sa fare le interviste :)

  • Michele Wad Caporosso 24/01/2009 ore 13:39 @aiemwadaiem

    e, interviste a parte, cos'è che si direbbe...?:D

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