Vegetable G - via Chat, 22-10-2009 Intervista

26/10/2009 di

(Le illustrazioni sono di Moneyless)

L'astratto, i sogni, la fantasia, l'immaginario. Conoscendoli bene, un album di nome "Calvino" era inevitabile. Una chiacchierata via chat con i tre Vegetable G: ci raccontano di amori infantili, di David Bowie e di come sono stati folgorati dalle "Cosmicomiche" di Italo Calvino. E' stata la scintilla da cui è nato tutto, dicono. L'intervista di Giovanni Continanza.



(La presentazione dell'album e una versione inedita di "Saucerman")

Sono passati due anni da "Genealogy", ma sembra passato un secolo da altre parti. Il risultato di questo tempo è "Calvino", un album spensierato, sognante e allegro. Cosa c'è dietro tutto questo?
Maurizio: fatalità e quindi nulla di premeditato.

Luciano: dietro tutto questo c'è che spensierato e allegro era anche "Genealogy" ma con minore consapevolezza e maturità.

Giorgio: la consapevolezza di doversi riconfermare e crescere. E poi una scintilla che si chiama "Le cosmicomiche" (la raccolta di racconti che Italo Calvino pubblicò nel 1965 su Einaudi, NdR) esattamente come la spettacolare stella cadente avvistata la notte dello scatto per la copertina del disco.

Stelle cadenti, fatalità. Tutto ciò presuppone un momento, un istante, un evento fugace. Sapete raccontare quale può essere stato?
L: questa domanda mi mette un po' in crisi, anche perché ho fame...

M: "Electric show".

G: concordo con Maurizio, quel titolo è molto esplicativo. E' nata immediatamente dopo il brano "Calvino" e quando si è a quota due brani nuovi non ti fermi più a riflettere... ormai sei su di giri.

Una volta scattata la scintilla, è normale...
M: il tour di "Genealogy" è stato lo stimolo per riprendere a costruire un degno successore di quell'album... per chi suona il momento ispirato scaturisce da ogni cosa: una data, una prova...

G: parlo nei panni di chi fondamentalmente scrive i testi e fornisce solitamente un primo input. Avevo il bisogno di affrontare una sfida più alta e Calvino, per delicatezza dei contenuti e responsabilità di "titolo", rappresentava tutto ciò. Oltre ad uno stimolo infinito e "universale" è anche una cosa molto divertente... sì divertente.

Beh senz'altro "Calvino" si presenta come album giocoso, immaginifico ma anche molto disciplinato. Sembra quasi voler canalizzare il concetto di "sogno". Non trovate?
G: un album non lo si trova al supermercato, parte da quello che non c'è e il sogno, come il pensiero, non c'è, non si tocca. Poi, attraverso delle piccole regole quello che è intangibile diventa appena soltanto ascoltabile... a meno che non si tocchino le barbe... e quelle ci sono veramente.

Direi che hai sintetizzato in poche parole la storia della musica. Calvino è un autore letterario estremamente musicale. Nel raccontare le storie, le favole, le parole scorrono con una sonorità stupefacente. Tutto questo quanto ha inciso?
G: di questo me ne sono accorto solo dopo, esattamente quando ho cominciato a immaginare l'album che volevo... e volevamo fosse pop. Calvino è "pop" ossia: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità. Ma tutto questo, ripeto, dopo. Perché la sua lettura, immediatamente, lascia soltanto voglia di essere incorporeo e silenzioso.

L: ho troppa fame, aiuto!

Parlate di pop, parlate di leggerezza. Leggerezza significa anche accessibilità della propria musica a chiunque, anche a chi di indie ha ascoltato poco o nulla.
G: voglio ancora far finta di non sapere cosa significhi "indie" e tutto sommato non lo so veramente, forse ascolto poco e non mi faccio il problema di classificare cosa ascolto. Per me tutto è tutto, o meglio: c'è il gusto (il bello e il brutto) e il cattivo gusto. Il problema è di chi sente e non ascolta. Poi qualsiasi contenitore o contesto può essere interessante.

L: per me non è facile rispondere alle domande perché ci vedo sempre 300 possibili risposte... tuttavia proverò a dire semplicemente cos'è, a mio avviso, il pop: è la musica più difficile da concepire perché rappresenta il bisogno di comunicare e ovviamente ti senti anche costretto a permettere a tutti di capire quello che stai dicendo. Calvino, forse, sta qui.

M: "indie" è una parola inventata e non indica un genere quindi non si capisce cosa voglia dire aldilà di indipendente, come atteggiamento e azione. Io non ascolto musica pop o forse non so di ascoltarla. Semplicemente, suono.

Direi che è una posizione condivisibilissima. Una cosa che mi ha colpito di "Calvino" è la sensazione evocativa suscitata da "Space Forms", qualcosa di molto lontano dal revival kitsch anni 90 che vedo tutti i giorni. Ci sono ricordi snocciolati con vera sincerità, non trovate?
L: "Space forms" è così evocativa perché per scriverla è bastato semplicemente affidarci al nostro inconscio... andando a ripescare kg e kg di 80s in corpo.

M: si ma io amo i Led Zeppelin!

G: la spontaneità è il segreto. Io ho vissuto i momenti cruciali della mia vita proprio negli 80 ...l'infanzia e la preadolescenza. Come faccio a non evocarli con tanta naturalezza? E' come se non ricordassi i momenti di prima masturbazione o di tenerezza materna. Naturale, no?

Certo, solo che non posso capirti, la mia carta d'identità segna 1985. Comunque: infanzia e Calvino. Si chiude il cerchio no?
G: bè, io direi "l'orbita ellittica".

M: io 1981!

Un altro ricordo 80s è "Labyrinth", il film di Jim Henson dove recita Dawid Bowie, ed è innegabile che il Duca Bianco sia anche presente nella vostra musica. Cosa preferite del suo "essere artista"?
M: il suo "occhio".

G: luminoso come le stelle, brillante come una supernova... il suono, il timbro vocale, l'apparire e l'essere. Che dire, tutto. Davvero tutto. Non ha mai sbagliato perché non "fa"...ci "è".

Bowie sapeva anticipare il futuro cogliendo i segnali del presente, da qui il suo occhio. Fate finta di essere Bowie - lo so, non è facile - cosa intuite del futuro dalle schegge del presente?
L: siamo italiani.

M: siamo italiani.

G: siamo italiani.

Ora ve la siete chiamata. A quando un vostro disco in italiano? Un uccellino mi ha detto che è in cantiere...
L: eh?

M: io non so niente, io amo i Led Zeppelin e gli uccellini.

G: ben detto! O forse, no.

Dove saranno i Vegetable G nel prossimo futuro?
L: nello stesso punto... tra 200milioni d'anni.

M: spero vicini alla serenità.

G: come Ulisse... dolcemente a casa o per sempre sul fondale. Penso al gusto del "Big bang" (qualsiasi sapore abbia).

Commenti (5)

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  • fabriziolascimmia 27/10/2009 ore 11:37 @fabriziolascimmia

    super belli i disegni!

  • two left shoes 27/10/2009 ore 14:02 @twoleftshoes

    un inchino :) nico2left

  • Ernesto cozza 02/11/2009 ore 12:43 @temporale19

    Bowie sapeva anticipare il futuro cogliendo i segnali del presente, da qui il suo occhio. Fate finta di essere Bowie - lo so, non è facile - cosa intuite del futuro dalle schegge del presente?
    L: siamo italiani.
    M: siamo italiani.
    G: siamo italiani.


    ???...tutto questo patriottismo, questo non voler fa finta di essere... e poi cantate in inglese

    ...c'è qualcosa che non quadra:(

  • Vegetable G 06/11/2009 ore 02:14 @vegetableg

    Hai ragione, perfettamente ragione! Non è chiaro. Noi però lo capiamo ma solo perché sappiamo...mica per chissà quale dote, ci mancherebbe. Una logica c'è se...Calvino è "una scheggia del presente". Non è facile ma neanche impossibile. Questione di "presagi" :) Quadra? E comunque grazie per il commento interessante. Notte. G

  • Giovanni Continanza 10/11/2009 ore 13:48 @nickwire

    Quadrerà, quadrerà.....

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