Speedy Peones - via chat, 24-09-2010 Intervista

24/09/2010 di

Li teniamo d'occhio dal 2004, ora è uscito il primo album ufficiale, "Karel Thole", e un ottimo split con concittadini Kelvin. Un gran miscuglio di pop, punk, garage e qualsiasi altro genere, ormai era d'obbligo tirare le fila, capire meglio chi sono gli Speedy Peones e domandargli perchè Padova sforna così tante belle band. Alex Urso si è fatto una lunga chattata notturna con Nicola Stefanato.



Nicola Stefanato: aggiunto!
Alex Urso: ciao Nicola, quando vuoi sono disponibile, tanto sono in solitaria a bere birra in lattina
N: buona la birra in lattina!
A: come stai?
N: molto stanco e in un momento di forte critica. Ma la risposta è BENE
A: forte critica?
N: sto avanzando delle ipotesi volte a dimostrarmi che il lavoro (per come comunemente lo si intende) non è il mezzo di sostentamento migliore, perché sostenta poco e toglie molto tempo
A: si il lavoro è una farsa. Una farsa di sostentamento
N: tu piuttosto, come va?
A: bene grazie. Direi un po' assonnato... sarà la birra in lattina
N: ahah
A: meglio parlare di musica
N: esatto
A: eviterei un discorso troppo formale, che non ho preparato. Piuttosto preferirei togliermi qualche curiosità personale
N: bene!
A: come state messi? cosa fate al momento?
N: stiamo facendo concerti, anche se per impegni trasversali non stiamo provando molto. Dovremmo fare anche un altro piccolo video entro l'estate: sarà di "Wir sind die neue kindheit"
A: domanda di dovere per chi non vi conosce: come e quando nasce il vostro progetto?
N: io e Federico eravamo compagni di liceo, con Marco ed Alessandro invece ci siamo conosciuti dopo. Siamo tutti di Padova e suoniamo dal 2001
A: da quali esperienze venivate individualmente? Ascolti, impostazione musicale, preferenze di gusti, ecc.
N: da quando lo conosco Marco (batteria) ama la sperimentazione. È probabilmente l'ascoltatore più "arty" degli Speedy Peones: dagli Einsturzende Neubauten a Edgar Varese, dai Residents ai Pop Group. Fede (chitarra) è invece la persona con la quale spesso mi trovo più in disappunto in fatto di ascolti. Siamo d'accordo sul rock, ma non sulla sua concezione
A: e qual'è la tua concezione del rock? Domandona...
N: la mia concezione del rock riguarda la modalità più che la forma. Ad esempio ascolto tantissimo Neil Young in questi giorni, e trovo che sia irresistibilmente rock
A: per modalità intendi performance?
N: sì, performance e comunicazione. L'insieme di eventi inconsapevoli (a volte consapevoli) che il musicista genera da sé stesso per far emozionare l'ascoltatore. È una qualità che credo solo in pochi abbiano davvero
A: ho fatto un intero corso universitario sulla musica audio-tattile, ovvero quella musica che non può prescindere dal suo impatto fisico e che proprio si genera sulla base di questo, sull'impulso emotivo, sull'improvvisazione, sulla interazione tra pubblico e artista. Ti sarebbe piaciuto...
N: direi di sì... a te è piaciuto?
A: sì, la sostanza del corso molto, le "performances" del professore meno...
N: ahah
A: vorrei parlare di Padova, che personalmente faccio fatica ad inquadrare. Quali sono le offerte, le possibilità di questa città?
N: Padova mi piace, ma è bizzarra, nel senso: poco divertente. Ad esempio tutto chiude presto la sera. C'è un'indifferenza strana riguardo al divertimento. Però la comunità studentesca mi è sempre sembrata piuttosto viva, anche se non l'ho conosciuta a fondo
A: però ci sono molti gruppi, penso ai Red Worms Farm come ai Jennifer Gentle. Questo mi fa credere che musicalmente sia molto attiva...
N: è vero, ci sono diverse band, ma si suona poco. Intendo dire che la musica che nasce a Padova poi non ha molte occasioni per esprimersi, perché la città in sé manca di situazioni interessanti
A: e come sono i rapporti tra i vari gruppi?
N: i rapporti sono buoni, anche se quello che accomuna le varie band in genere non è la provenienza quanto la tipologia di "circuito" in cui sono inserite. I Red Worms Farm sono un buon esempio in questo: suoneremo assieme a luglio, ma anche se ci conosciamo da tempo, in realtà è la prima volta che condividiamo un palco con loro. Questo per farti capire come, pur suonando da molto entrambi i nostri gruppi, non abbiamo mai avuto occasione di incontrarci prima a Padova A: ci sono locali che meritano?
N: sicuramente l'Unwound Club, che in tutto questo è un caso singolare: programmazione serissima e posto divertente. Quest'anno ha anche partecipato all'organizzazione di un festival (Hey Sun Festival, NdR): martedì prossimo ci saranno i zZz
A: poi c'è lo Sherwood Festival, è una realtà affermata, forse a volte discutibile, ma è un riferimento forte per la città
N: è vero
A: siete mai passati di lì?
N: non ci abbiamo mai suonato
A: ma nel 2008 avete suonato all'Heineken Contest (il concorso per band emergenti legato all'Heineken Jammin Festival, NdR)
N: sì, è stata una giornata molto divertente, anche se abbiamo perso il set degli Stooges e dopo i Sex Pistols ci hanno rimosso le macchine... avremo fatto 6 km a piedi per riprenderle, spendendo una follia
A: immagino...
A: questa cosa per esempio di voi non me la spiego: avete avuto molte occasioni di visibilità, ma faticate ad ottenere qualche riconoscimento in più. Quali sono le difficoltà che un gruppo piccolo ma con potenziale incontra in Italia prima di affermarsi?
N: a volte credo che non ci sia abbastanza energia per credere nelle cose che ancora non sono conosciute. La gente non si entusiasma facilmente se non hai un nome un minimo affermato. C'è sempre diffidenza. In più ogni band ha una riserva di cose da dire e una di magia da comunicare: entrambe sono destinate ad esaurirsi
A: questo è un punto di vista molto cinico. È vero quello che dici ma penso che la bravura del musicista stia proprio nel trovare nuovi spunti
N: sicuramente, ma non è cosa da tutti. Tuttavia credo che l'energia che si impiega nel trovare altre strade e l'energia che si impiega nel percorrerle con forza prima o poi venga ripagata. Intendo dire che se c'è qualcosa, è difficile che qualcuno non se ne accorga
A: se gran parte delle difficoltà per affermarsi sono legate alla diffidenza del pubblico, qual'è la vostra prerogativa sul pubblico?
N: conquistarne la fiducia. Le persone non si fidano di noi
A: in che senso non si fidano di voi?
N: quando conquisti la fiducia di qualcuno con la tua musica ti si concede il beneficio del dubbio. È difficile convincere le persone, è difficile riceverne entusiasmo in modo incondizionato (a meno che tu non faccia musica con l'unico scopo di conquistarti questa fiducia con espedienti di comodo, cosa che non rientra nelle nostre scelte)
A: siete soddisfatti di "Karel Thole"?
N: si, molto. Tutti noi
A: dopo il precedente "Fast-Listening" (uscito in free download su Marsiglia Records 2008, NdR) mi sarei aspettato un album più garage, più punk e meno pop. Invece: grandi dosi di pop e un bell'affinamento elettronico, cosa che avete accentuato ancora di più nell'ultimo split con i Kelvin
N: i tre brani del 10'' con i Kelvin sono un episodio che ci ha molto divertito. Nascono da una mia esigenza legata al periodo di arricchire gli arrangiamenti senza bugie. Direi soprattutto di lavorare pensando al live
A: sono tre pezzi molto d'effetto
N: le partiture di synth sono arpeggi che vengono controllalti da una drum machine, quindi ci siamo voluti un po' trasformare in quattro automi che seguono le macchine. In quanto a "Karel Thole" invece direi che è un album che nasce dall'incoscienza, dall'urgenza
A: e dalla fantascienza...
N: assolutamente. La fantascienza è un appeal che abbiamo preso in seria considerazione
A: perché questa scelta?
N: per il carattere di libertà. Personalmente adoro i racconti di fantascienza. Mi piace la scelta di narrare una situazione totalmente frutto di fantasia, senza la necessità di spiegare l'antefatto, senza motivare nulla, senza delineare troppo precisamente una situazione, portando in luce le emozioni quando accadono e stabilendone i contorni in modo fantastico e totalmente libero. Trovo tutto questo molto stimolante
A: avete spesso questa idea della macchina del tempo, che è un elemento topico della fantascienza. Cosa vuol dire oggi parlare di "voiture tempo"?
N: domanda impegnativa, in una parola direi che significa velocità
A: "Mafia" è il pezzo forse più rappresentativo del vostro ultimo lavoro. Di cosa parla?
N: di un pittore colluso: le persone vanno alla sua galleria senza sapere che diventeranno suoi clienti, o meglio che dovranno diventarlo. E così o comprano o vengono assassinati: "you've gotta see it, want it!"
A: figo, anche se immaginavo tutt'altro
N: e cosa?
A: pensavo ad una canzone sui luoghi comuni italiani o cose del genere
N: ok
A: sai, più per il titolo...
N: beh in realtà i cliché italici c'entrano un po'
A: cioè?
N: nei testi degli Speedy Peones tutto accade in fretta. In questo caso i cliché italiani stanno nella frase: "you better know italiano...sai?". Ma come nella maggior parte dei nostri testi, è tutto abbastanza concitato e oscuro, vago e complicato (come a volte accade nella fantascienza)
A: i vostri testi mischiano, soprattutto in "Fast-Listening", inglese e francese. Perché questo gioco linguistico?
N: è funzionale. Dopo aver iniziato con l'italiano mi sono accorto che non ero in grado di portare avanti in modo credibile la stesura nella lingua madre. Così per non rifugiarmi nell'inglese da bar, ho preferito dare una componente più colorita con parole di altre lingue. È diventato un gioco che ci ha divertito
A: musicalmente avete un suono che sorpassa i 90. Qual'è la vostra idea musicale sugli anni 90?
N: è un decennio di tesori e di sogni. Personalmente ritengo di non averne mai attinto abbastanza e rimango molto ignorante. Marco, però è un grande ascoltatore dei 90
A: mentre tu preferisci 70 ed 80...
N: dovendo tracciare una media sì, anche se mi piacerebbe molto dirti che preferisco il nuovo
A: siete con Shyrec ma l'inizio è stato per Marsiglia Records. Quanto è stata importante la collaborazione con una bella etichetta come quella genovese?
N: È stato significativo conoscere Matteo Casari. Ci siamo incontrati ad un concerto dei suoi Blown Paper Bags. Da lì si è mostrato disponibile alla collaborazione di "Fast-Listening". È stata molto stimolante per noi l'idea che una persona di tutt'altra zona si facesse viva per sostenerci
A: "Fast-Listening" è un album tutto in free-download. Credete nella possibilità di un discorso musicale/discografico alternativo?
N: credo di sì. Tuttavia non condivido appieno con le modalità di ascolto attuali. Credo che sia giusto che più persone possibili possano ascoltare musica, e in questo il download è cosa preziosa. Ma la modalità che sottintende il download è fugace
A: e il vinile?
N: le solite considerazioni: il vinile richiede del tempo ma ti ripaga con un ascolto ricco di armoniche e calore. Quando ascolti un vinile devi alzarti, scostare la puntina, girare il disco o cambiarlo. Nel frattempo contempli l'artwork in dimensioni generose. Tutto questo col download non avviene
A: si, da questo punto di vista il vinile dà alla musica la giusta attenziona che merita. Il fatto di girare il disco, già di per sé è un prendersi cura della musica
N: esatto
A: ma trovo il vinile una cosa indipendente dagli sviluppi della musica attuale
N: sono d'accordo
A: anzi, totalmente contraria. Il vinile penso sia solo un capriccio attuale, una momentanea moda passatista, ma la storia farà comunque il suo corso
N: probabilmente per i più è così. C'è chi ha sempre ascoltato vinili perchè li reputa una forma di ascolto migliore, e c'è chi lo scopre ora, come una moda passatista
A: su di voi dicono: garage-rock, trash-pop, post-punk. Quale etichetta preferite?
N: direi nessuna. Non essere etichettabili è lusinghiero per un gruppo, indica quantomeno originalità, per cui per certi versi è piacevole vedere che nelle locandine sotto il nostro nome fanno comparsa i generi più disparati. Nel nostro caso sicuramente c'è del punk, del pop, del garage, un pò di becero rock ignorante e via dicendo. A domanda secca tendiamo a rispondere "rock'n'roll", che è una definizione sufficientemente vaga per essere veritiera
A: Siamo reduci da un ottimo MI AMI. Conosci il festival?
N: certo. Mi è sempre sembrato una bella occasione. Mi farebbe piacere se crescesse ancora e ancora. Come sono stati i concerti quest'anno?
A: una bomba! Penso davvero che se ci si accorgesse di realtà come queste si potrebbero davvero aspettare giorni un pochino migliori
N: se non ci fosse diffidenza in giro, se non fossimo un popolo fatto di retaggi culturali difficili da cambiare, e se ci fosse un po' di quella fiducia in più che dicevamo sopra, sarebbe bello
A: aiuterebbe molto.

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