Caparezza - via email, 10-01-2004 Intervista

14/01/2004 di

Michele Salvemini - in arte Caparezza - è arrivato al suo secondo disco "Le verità supposte". Eccolo ai microfoni virtuali di Rockit.it



ciao, come va?
va bene parlando in modo politicamente corretto... sono esposto adesso... le pinacoteche decideranno..

il tuo nome e' michele salvemini, come e' nato "capa rezza"... cioe', e' solo un soprannome, visti i capelli, o c'e' dell'altro? è un soprannome ecumenico. Una necessità di cambiamento che parte dal nome, come fanno i frati, o se vuoi, come facevano gli indiani... testa riccia è il senso di tutto questo...

ammetto di non essere un amante del rap, conosco il genere poco e male e spesso sono infastidito dall'ascoltarlo, ma capa rezza m'e' piaciuto. la prima impressione positiva l'ho avuta dal video di "il secondo secondo me". il testo della canzone ha avuto la sua parte nell'incuriosirmi... da cosa nasce la tua attenzione verso i giochi di parole?
Eh eh, sono sempre più numerosi quelli che mi dicono che non amano il rap ma ascoltano me.. in genere lo prendo come un complimento. In realtà è vero che c'è una sorta di scelta personale nel mio modo di fare la musica, ma è altresì doveroso ricordare che il gioco di parole non è una prerogativa del rap, ma della poesia, anzi dello scioglilingua. Direi che lo scioglilingua ha la sua parte di influenza nel mio comporre.

sei uno che legge molto? intendo libri... io nel posto nuovo dove lavoro ci vado in treno e ho quindi ripreso a leggere un bel po', consigliami un libro.
Leggo, non moltissimo, ma piuttosto costantemente... Il libro che mi ha più scosso è stato "Stanotte la liberà", sulla vita di Ghandi, ma non mi sento di consigliartelo, ti consiglio invece "La guerra infinita" di Giulietto Chiesa, una delle menti più fervide in fatto di analisi politica e sociale in Italia.

delle parole del tuo disco, quante sono "verita'" e quante sono "supposte"? (cazzo che domanda)
Direi che sono tutte supposizioni, se collocate in quest'epoca dove si è persa l'oggettività. Non so se hai notato che, per esempio, chi criticava l'intervento USA in Afghanistan diveniva irrimediabilmente terrorista. E' come se fossimo per forza attratti da 2 soli poli, sinistra e destra, positivo e negativo, verità e supposizione... E' socialmente imbarazzante, proporrei delle vie trasversali...

dopo aver visto il tuo video ho cercato un po' di mp3 su internet... ne ho scaricati una dozzina, tra primo e secondo disco... il pezzo decisivo per farmi acquistare il disco e' stato "follie preferenziali", come e' nata l'idea di giocare con tutte le metafore sulla guerra?
E' nata dal mio disprezzo totale per l'intervento bellico. Quando si fa comunicazione è importante badare alla forma oltre al contenuto. Il mio modo personale consiste nel non dimenticare che sto facendo musica, e non un comizio, non è mia intenzione "sgureggiare" (fare il guru a sproposito), e quindi cerco dei filtri adatti anche al mio modo di essere. Tutto qui.

sul cd c'e' una nota sul copyright abbastanza "toccante" :) in cui c'e' scritto proprio di non utilizzare internet per distribuire la tua musica. e' una nota che hai voluto mettere tu o l'ha imposta la tua etichetta? se e' stata una tua idea, come vedi il fatto che io ho deciso di comprare il tuo cd e di intervistarti solo dopo essermi scaricato un po' dei tuoi brani?
Non è una nota che ho deciso di inserire io. Per quanto riguarda gli mp3 in rete ben vengano, sono il miglior banco di prova per non acquistare fregature. Io poi, però, da buon feticista, quando amo un disco lo prendo vero.

Visto che ho dichiarato che non sono un fruitore abituale di musica rap, vediamo se riesci a farmi capire un po' di piu' di questo mondo: io di chi fa rap non sopporto l'autocelebrazione, quel preciso mettersi a tutti costi al centro del mondo. qual'e' il problema per il rap? cioe', perche' la gente che fa rap spesso ha cosi' bisogno di autocelebrarsi?
La penso come te. La mia carente autostima mi impedisce di essere considerato un rapper. Comunque credo che oggi tutti , non solo i cantanti, soffrano di sindrome da autocelebrazione... quando nessuno crede in te non ti rimane che essere l'unico sostenitore di te stesso. Francamente però credo di essere portato più all'altruicelebrazione..

Nel libretto del cd, nei testi di "limiti", sulla traccia cd-rom, ci sono molti riferimenti alla cultura dei cartoni animati, dei telefilm, dei simboli degli anni ottanta... ormai in tutte le compagnie di miei coetanei, specie quando ci si conosce poco, si rischia di cadere a fare discorsi sui vecchi cartoni, i vecchi telefilm, i vecchi giocattoli... proprio oggi m'e' capitata una discussione sui vecchi gelati ("ti ricordi lo steccalek? e il luke? ..." "ah, il croccante all'amarena era troppo buono!!"). Cioe', io ho l'impressione che il rincoglionimento alla paolo limiti sia ormai di default per le nostre generazioni. Non ti da' un po' fastidio?
Certo. In effetti è un limite. Il giorno in cui pronuncerò la celebre frase "La mia generazione era migliore", sarò un uomo finito, sarà meglio per me cucirmi la bocca, perché tanto non avrò più nulla da dire. Cmq il croccante all'amarena fa schifo. Molto meglio la pipa con il sorbetto.

come e' un concerto di capa rezza?
Un misto di musica e oggettistica, sul teatrale andante e anche un po' sul cazzaro andato.

ma tu sei sposato?
Convivo con la mia tastiera... abbiamo fatto 2 figli e quest'ultimo ci sta dando un sacco di soddisfazioni...

Commenti (3)

Carica commenti più vecchi
  • ilaria ligorio 31/05/2011 ore 12:16 @leccamela

    Sto organizzando un evento nella mia città, una specie di concerto in onore della giornata dell'arte studentesca. vorrei sapere come posso fare a contattare Caparezza...ho bisogno di aiuto!!! :D

  • federica capparelli 14/11/2011 ore 17:54 @keppocool

    ma io qui posso parlare con caparezza ?

  • Elle Di 14/11/2011 ore 18:15 @elledi

    http://www.facebook.com/#!/pages/Caparezza/262849827085497?sk=info

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


LEGGI ANCHE:

Un pomeriggio al lavoro con Gel: Angeli e Demoni al centro per le dipendenze patologiche