Samsara [Emilia Romagna] - (via ICQ), 02-10-2000 Intervista

02/10/2000 di

Approfittando del sempre piu' cybernetico Pero, chitarrista dei Samsara, facciamo due chiacchiere virtuali con la band ferrarese che da tempo la nostra redazione tiene sott'occhio...

Dopo un fragoroso demotape (Nel Cerchio) e un cd spaccatimpani (Microkiller) eccoci di fronte a un nuovo lavoro inizialmente destinato solo agli operatori del settore ma che sarebbe un peccato non far ascoltare a tutti gli amanti del genere



Rockit: Il vostro ultimo promo si è assicurato un bel Primascelta su rockit ma a voi è piaciuto così tanto?

Samsara: In realtà siamo molto soddisfatti del lavoro anche se effettivamente abbiamo lavorato alla registrazione con un approccio diverso dalle precedenti. Lo intendiamo esplicitamente come un promo il che secondo me ha dato un impronta di spontaneità che rende piacevole l'ascolto e spero abbia dato le giuste sensazioni all'ascoltatore. I pezzi in se ci piacciono ma sinceramente bisogna considerare che sono nati da un periodo di transizione sia stilistico che compositivo, il che ha di certo spiazzato chi ci conosceva per "Microkiller".E' una prova soprattutto per noi stessi, per capire ciò che siamo ora rispetto a due anni fa.

Rockit: Il brano "critica fragilità" sembra aver posto le basi per una svolta verso un crossover più melodico e raffinato.

Samsara: Come dicevo è stato come cimentarsi in un campo che ci interessava sondare da tempo ma che solo adesso siamo riusciti ad inquadrare. Dopo questa esperienza credo di poter dire in prima persona che la musica è una questione di intenzione, un qualcosa di molto istintivo, quindi, ogni pezzo deve essere scritto nello stesso momento in cui si vive un'esperienza che regala un certo stato d'animo che ti possa ispirare. In passato sarebbe stato inutile provare a scrivere un pezzo come quello citato perché eravamo troppo arrabbiati per riuscire nell'intento, lo avremmo stravolto.

Rockit: Rispetto al primo demotape "nel cerchio", apparite più rilassati e riflessivi…scelta o naturale evoluzione?

Samsara: Non ci abbiamo mai pensato sopra, credo che sia proprio una questione di età, probabilmente anche di maturità. Voglio però sottolineare che non è che veniamo proprio dal mondo dell'H.C. o del crossover più estremo, forse il discorso della naturale evoluzione si può riassumere come un ritorno allo stato embrionale del gruppo, quello che nessuno ha mai sentito e che oggi suona ai più, un po' strano. Nel percorso che il gruppo ha tracciato negli ultimi anni è stato senz'altro rilevante un periodo che ci ha indotto ad eseguire sonorità e messaggio molto violenti ma non avremmo avuto futuro se ci fossimo arenati in uno stile che a lungo andare ci ha saturati di questa volontà di violenza.

Rockit: In questi anni quanto e in cosa siete migliorati?

Samsara: Oggi prendiamo le cose con più realismo, e questa per me è la cosa migliore rispetto ai primi anni, mi spiego:quando sei giovane ed hai appena cominciato, senti di dover gridare al mondo che esisti anche te e la tua musica ed ogni volta che prendi degli schiaffoni questi non fanno altro che darti una carica ancora maggiore per cercare di ritagliarti il tuo spazio, e per portare avanti tutto con una grande volontà per non chiudere al primo ostacolo. Quando invece, come adesso, hai avuto modo di capire un po' di più l'ambiente, le persone ed anche il pubblico riesci a riflettere ed a capire che l'unica cosa che conta è la passione, la voglia che hai di fare musica. Così accetti meglio anche gli aspetti negativi del rendere pubblico quello che senti di dover fare. Dai il giusto peso ai giudizi nel bene e nel male e credo che questo si rifletta sulla nostra musica, in un certo qual modo la "libera".

Rockit: Nello stereo dei samara passano solo musiche impetuose e violente?

Samsara: Ognuno di noi, inutile dirlo, ha i propri gusti e quindi è abbastanza difficile fare un sondaggio univoco di ciò che ascoltiamo.E' vero che orientativamente i dischi che possediamo sono prevalentemente di musica "impetuosa e violenta" anche perché crediamo che un musicista o affine deve ascoltare il genere, diciamo, di appartenenza a fondo, anche per valutare gli itinerari da percorrere per creare poi la propria musica.Un po' come andare a lezione imparare per poi rielaborare a seconda delle proprie idee. Quello che ascoltiamo nell'intimità di casa nostra è incontrollabile.

Rockit: A quale band vi piacerebbe essere accumunati?

Samsara: Sicuramente Red hot Chili Peppers. Il perché, al di là del genere, è che negli anni hanno saputo cambiare mantenendo alta qualità e personalità nel fare musica anche commerciale.

Rockit: Una canzone che avreste voluto scrivere voi….

Samsara: Non pensiamo mai a queste cose, sono troppi i pezzi che ci mandano giù di testa… Se ne dicessi uno adesso tra un secondo vorrei cambiare risposta e così via per un'ora.

Rockit: Artisticamente parlando, il panorama musicale indipendente italiano come vi sembra?

Samsara: Si può scindere in due livelli intanto.Il primo è quello dei gruppi già affermati che hanno saputo crearsi il loro pubblico sino ad arrivare ad ottimi livelli. Gli esempi di 99posse, Marlene kunz, subsonica, africa unite mettono in risalto in situazioni musicali tra loro differenti il concetto del gruppo che si impone a furor di popolo, gruppi usciti per lo più dal circuito dei centri sociali che grazie al lavoro ed alla qualità dello stesso ora rappresentano la meta alternativa degli "ascoltatori".Consideriamo che ognuno di loro ha una propria identità consolidata.Il secondo e più basso livello, ben distaccato dal primo per fama, diffusione e vendite, è ricco di nomi che comunque girano in cerca di un contratto di rilievo per uscire dalla massa .A mio avviso in questo livello di alternativo c'è poco, forse perché e ormai luogo comune che se vuoi fare strada devi rifarti(in tutto e per tutto) ai grandi nomi della musica internazionale, sorvolando troppo sull'originalità che per me è alla base di un qualsiasi cosa che sia alternativo.Non basta dire "faccio roba tipo…" questo o quell'altro gruppo,alternativo, per essere considerato tale.

Rockit: Che ne pensate del crash tour e del crash project?

Samsara: Pensiamo che sia importante che esista un'agenzia che lavori per la diffusione di un genere di musica che solitamente nel nostro paese trova tante strade sbarrate. Abbiamo fatto parte in qualche data del crash tour e devo dire che il discorso è portato avanti in maniera molto professionale, quasi impensabile per questo livello e soprattutto da una persona che ci mette tantissimo amore, che merita il massimo rispetto in un ambiente dove spesso incontri solo degli inetti affaristi.

Rockit: Se vi dico "mercato discografico italiano", cosa vi viene in mente? Scendereste a compromessi per un contratto con una major?

Samsara: In Italia il mercato discografico è diviso in due: quello delle Major e quello delle indies. Il primo decide i gusti delle persone medie, facendogli ascoltare ovunque la musica che "deve" vendere, con passaggi radio, programmazione di videoclip, colonne sonore per film e spot pubblicitari senza contare le più grandi manifestazioni live nazionali. Il secondo cerca di lanciare musica di più alta qualità e molto meno facile all'ascolto. I canali di diffusione di questa musica sono molto più scarsi ed il budget delle indies non permette una promozione adeguata, ma spesso il seguito del pubblico dimostra quanto il mercato minore sia oggi arrivato a livelli estremamente alti. Per quanto riguarda il contratto con una Major, so per certo che TUTTI i gruppi underground lo stanno cercando, anche se poi sputano sul nome di Sony, Emi ed Universal perché "devono essere alternativi". Ad essere onesto non vedo cosa ci sia di male nel firmare con un major. Di compromessi ce ne sarebbero pochissimi. Pensi che metterebbero sotto contratto i Samsara per fare musica alla Ramazzotti????

Rockit: I vostri rapporti con la carta stampata?

Samsara: Siamo in ottimi rapporti con tutti anche perché di solito si hanno degli screzi quando un giornalista non riporta come dovrebbe le cose oppure spara merda gratuita su un gruppo. Non ci è mai capitato o comunque cose di poco conto, ed abbiamo trovato spesso ragazzi intelligenti che hanno capito cosa siamo.Persone che alla fine condividono la nostra stessa passione per la musica e cercano di fare qualcosa, nel loro campo, per i piccoli gruppi italiani.

Rockit: Il vostro sito è molto curato, quanto puntate su internet?

Samsara: Ogni attività, lavoro o hobby che sia conta ormai non poco sulla esposizione ad un vasto pubblico tramite la rete. Non è ancora ben chiaro cosa potrà diventare ,una volta che internet sarà in ogni casa, il mercato discografico, ma per adesso è doveroso che un gruppo debba basarsi anche su questo visto e considerato che è veramente difficile e costoso promuoversi da soli. Con un proprio sito, tutto questo e gestibile da gruppi a tutti i livelli.

Rockit: Progetti ,aspettative,speranze…cosa c'è nell'immediato?

Samsara: Speriamo di continuare ad avere soddisfazioni facendo ciò che più ci piace, questo basta. Nell'immediato, credo che continueremo a lavorare fino a fine anno ai pezzi che dovremmo utilizzare per il prossimo lavoro che speriamo esca nella prima metà del 2001. Nel frattempo tanti concerti;per tenersi aggiornati visitate il nostro sito...

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