Egle Sommacal - via Mail, 04-07-2009 Intervista

06/07/2009 di

È uno dei musicisti più ispirati in circolazione. Ha segnato il suono della canzone italiana con i Massimo Volume. Ha collaborato con Ulan Bator e tanti altri progetti. Ha inciso due dischi da solista, così diversi da quanto avevamo ascoltato dalle sue band eppure così riconoscibile per stile, gusto, mentalità. "Tanto Non Arriva", uscito per Unhip, è un disco dalle atmosfere oscure e jazzate. Un gran lavoro per un grande artista che risponde al nome di Egle Sommacal.



"Tanto Non Arriva". Come interpretare questo titolo?
Non vorrei suggerire un significato univoco. Di solito attribuendo un titolo ad un brano musicale cerco di lasciare aperte le interpretazioni, così che le esperienze di chi ascolta vi si possano riconoscere. Diciamo che mi sembra che ognuno di noi è come stesse aspettando qualcosa che non arriva, o forse ha dimenticato quello che stava aspettando, non si ricorda più che cosa era…

Due brani sono intitolati alla ricerca di un lavoro. Che cosa vuol dire suonare, oggi, in Italia, con la crisi economica nelle tasche e la crisi di creatività nella musica?
Vuol dire suonare di meno e a meno soldi… La musica è considerata un bene "secondario" e in fondo anch'io penso prima a riempire il frigo e pagare le bollette che comprarmi un disco o andare ad un concerto, ci sta… Meno chiara è la crisi di creatività, sulla quale concordo. I fattori sono molti, e richiederebbero una discussione a parte, magari inserita nel contesto di crisi culturale generale che questi anni stanno soffrendo.

Le recensioni di "Tanto Non Arriva" sono state quasi tutte molto positive. Qualcuno però ha scritto che il disco è troppo tecnica e poco cuore. Qual è la tua opinione a riguardo?
Mah… alcuni hanno anche parlato di tecnica incerta… Ognuno fa il suo lavoro, non è il mio quello di recensire la musica, tantomeno la mia. Non ambisco al plauso universale. Se a qualcuno gli è parso così ci sarà qualcosa che non lo avrà convinto o coinvolto, non mi fa piacere e non era ovviamente mia intenzione ma succede…

Sei passato da un'atmosfera acustica del primo lavoro solista a un'atmosfera sorprendentemente jazzata per il nuovo disco. Praticamente dal calore del legno della chitarra acustica al freddo della chitarra elettrica. Da che cosa è dovuta questa scelta?
Nessuna predeterminazione. Avevo dei brani composti per chitarra elettrica, inizialmente pensati per solista, poi per dare varietà al progetto ho pensato di arrangiarne un paio con i fiati, il risultato mi è però così piaciuto che, grazie alla disponibilità dei miei nuovi compagni, ho deciso di arrangiare quasi tutto il disco così. I suoni dei fiati portano con sé inevitabilmente un riferimento al jazz, che comunque ha sempre avuto un ampio spazio nei miei ascolti e nei miei studi. Sono consapevole dell'atmosfera più fredda (pensa che ad un certo punto stavo per intitolare il disco "ho freddo"…brutto eh!...) che era anche un modo per fuggire al "bucolico" che qualcuno aveva avvertito nel disco precedente e che ovviamente mi aveva fatto incazzare.

Il cambiamento è anche negli arrangiamenti, che sono più elaborati. Nelle tue nuove composizioni quanto è importante il dettaglio nel disegno complessivo della composizione?
Mi piacerebbe fare della musica dove ogni parte ha la stessa importanza, in fondo la buona musica è così ed in fondo tutti miriamo a questo obbiettivo… ovviamente non è così nel mio disco, come nella maggior parte dei dischi. Per rispondere alla domanda direi che vorrei fosse molto importante.

Che cosa vuol dire per la musica italiana il ritorno sulle scene dei Massimo Volume? Quale eredità hanno lasciato alle nuove band da un punto di vista di poetica e di suono?
Visto che non siamo più morti non parlerei di eredità… ora siamo più interessati a continuare il percorso interrotto piuttosto che calcolare la nostra influenza sulla scena italiana. Penso che il significato del nostro ritorno dipenderà da quello che riusciremo a fare, indipendentemente dal fatto che piaccia o no.

A un anno dal ritorno live che prospettive discografiche ci sono per i Massimo Volume?
Uscirà a breve il live registrato a Bologna durante la serata all'Estragon. Stiamo lavorando su un nuovo disco, ci piacerebbe poterlo far uscire all'inizio del prossimo anno… vediamo.

C'è un rischio amarcord durante i vostri nuovi concerti? Se sì, come sfuggire a questo effetto?
Lo temevamo… ma non è così cambiata la musica da renderci dei dinosauri, insomma dai! Ci sono gruppi ben più vecchi del nostro ancora in giro… comunque non penso che tingerci i capelli possa risolvere eventualmente qualcosa.

C'è un pubblico giovane che viene a vedervi live o finora avete visto solo i vostri fan della prima ora?
C'è più gente ai nostri concerti adesso che prima proprio perché ai vecchi fan che non ci hanno abbandonato si sono aggiunte persone troppo giovani per avere assistito ad un nostro concerto prima della separazione.

Qual è l'approccio mentale che hai per i vari progetti di cui fai parte? Quale richiede maggiore rigore compositivo e interpretativo? Quale invece ti lascia maggiore libertà espressiva?
Cerco di assumere ogni impegno con la stessa serietà, non ho pregiudizi rispetto al valore di alcune musiche rispetto ad altre. Detto questo è però ovvio che il mio ruolo cambia a seconda dei progetti di cui sono partecipe. Aggiungiamo che non mi sento un bravo improvvisatore e che tendenzialmente dal vivo o in studio cerco di muovermi su terreni a me sicuri, la maggiore libertà espressiva me la concedo quando suono da solo a casa mia…

Gli Afterhours a Sanremo. Che cosa ne pensi?
Hanno fatto bene!! Anche se la canzone non era proprio la loro più bella. Questo accanimento contro Sanremo poi non lo capisco… sicuramente ha fatto più danni alla musica MTV.

Cos'è la nuova musica italiana per Egle Sommacal? Cosa ti piace di più? Cosa di meno? Qualche nome da segnalare?
Nonostante siano passate molte mode e molti stili credo che il genere cantautoriale sia quello che raccoglie più favori. Per il pubblico italiano, anche quello rock o indie, la parola ha il primato sulla musica… per fortuna che Mimì scrive dei bei testi… Mi piace che un ragazzo di 16 anni decida di passare il suo tempo libero in una sala prove e spenda tutti i suoi risparmi per comprarsi una chitarra piuttosto che sperare di entrare nel grande fratello, benvenuto!

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Com'è "Ossigeno", il nuovo programma di Manuel Agnelli