64 Slices Of American Cheese - via Mail, 06-10-2008 Intervista

13/10/2008 di

Colonne sonore, un piglio citazionista e un'indiscussa attitudine cazzona. I cesenati 64 Slices Of American Cheese sono una big band e riescono a fare di tutto: temi morriconiani, il noise rock americano o il post-rock scozzese. Uno dei gruppi più interessanti dell'ultimo periodo. Mario Panzieri li ha intervistati.



Allora, si prendano le infinite attese desertiche morriconiane, le accelerazioni epiche di qualche gruppo post-rock scozzese, le melodie dei maestri della composizione pop anni 70 e anche il tiro un po' scanzonato ma corale della sezione fiati dei Jagajazzist (senza dimenticare aperture melodiche quasi da balera): non arriviamo ancora a 64 fette ma è già un buon inizio. Chi siete? Cosa fate? Da dove venite e dove andate.
I 64 Slices Of American Cheese, sono più o meno quello che hai detto tu, anche se non avevamo mai colto prima d'ora alcune affinità con band "post-rock scozzesi", ha quel nonsochè di cultural chic che fa tanto figo in questo periodo; veniamo da Cesena, definita da qualcuno la "California dell'Italia" (pensiero che non condividiamo affatto), suoniamo assieme da qualche anno ormai e proveniamo tutti da precedenti esperienze con altre band locali.

I 64 nascono quasi per caso da una comune passione per i B-Movies anni 70, per la birra e per le colonne sonore in generale, primo su tutti (come giustamente da te rilevato) il buon vecchio Morricone. Difficile riuscire a riassumere in poche parole il nostro stile, dal momento che siamo influenzati un po' da tutto quello che ci circonda: sia che ci piaccia, sia che ci faccia schifo, finisce inevitabilmente per influenzare le nostre composizioni... è più forte di noi.

Adesso diamo un'occhiata ai titoli delle canzoni: "Sapore di Pelo", "Forse In Amore Le Rose", "Testa Di Pennuto", "Fare Circospetto" e così via. Molta autoironia che si esplicita in schegge di famosissimi evergreen con i quali infarcite i vostri pezzi. Come vi vengono certe (ottime) idee? Nasce prima l'uovo o la gallina: si parte dalla citazione musicale oppure quella arriva dopo?
I titoli sono il nostro forte, hai colto nel segno. Siamo una band a cui piace provocare. Non a caso abbiamo deciso di dedicarci prettamente allo strumentale: avevamo paura che i nostri testi potessero offendere il comune senso del pudore. Per quello che riguarda gli evergreen che citiamo nei brani, sono inevitabili e spontanei; come anticipato e come avrai notato tu stesso, sono più che altro citazioni da colonne sonore di film (più o meno belli) che ci hanno segnato nello spirito. A dimostrazione, ancora una volta, che il binomio "sixtyfour & cinema" è un binomio per noi inscindibile.

Colpisce anche la leggerezza con cui riuscite a ridisegnare un genere monolitico come il post-rock, incrociandolo tra l'altro con efficaci trombe western...
E' venuto da sé, non ci abbiamo ragionato più di tanto. Diciamo che l'ossatura dei brani è quasi sempre impostata su costruzioni ritmiche e melodiche molto elementari; l'aspetto che cerchiamo di curare maggiormente è costituito dagli arrangiamenti. Tuttavia, per noi è fondamentale l'interazione tra tutti gli strumenti che suoniamo i quali trovano il loro spazio naturale (senza necessariamente invadere quello altrui) in ogni nostra composizione: pensiamo che sia proprio questa la caratteristica più evidente dei 64… assieme alla nostra avvenenza. Sarebbe tuttavia riduttivo cercare di generalizzare poichè alla fine ogni brano ha una storia a sè. L'unico vero elemento per noi imprescindibile è l'autoironia: non riusciamo a prenderci mai troppo sul serio e questo è il risultato.

Penso che uno dei brani più trascinanti del CD sia "Il Caga", che grazie all'apertura quasi space rock raggiunge una galassia lontana, dalla quale affiora un messaggio di vita via via più intenso fino alla tempesta finale di meteoriti...
A me piace un sacco il titolo di questo brano e mi fa ridere ogni volta che lo sento pronunciare. Per il resto hai già fatto tu una radiografia dettagliata della struttura del pezzo, bella l'immagine della galassia lontana e della vita e dei meteoriti, come t'è venuta? Anche questa la utilizzeremo in tutte le nostre prossime interviste.

"Sapore Di Pelo", l'unico pezzo cantato del CD, ha invece un piglio più crooneristico che cela un bello scherzetto nel finale... Come è nata la canzone?
Speravo mi facessi questa domanda. Devi sapere che il nostro sassofonista/tastierista/clarinettista/trombettista Paolo (già membro degli Amycanbe) è soprannominato Pelo (ma anche in altri modi che non sta bene citare in questo contesto). Il solo di sax di questo brano, parte proprio dalle note di "Sapore di sale" del maestro Gino Paoli; fatta questa breve premessa, direi che l'equazione è semplice ed il risultato inevitabile... "Sapore di Pelo". Questo è l'unico pezzo cantato del disco e sta, per cosi dire, per i fatti suoi. Avevamo bisogno di qualcosa che sdrammatizzasse un po' e che facesse prendere il respiro: diciamo che durante i live questo è il brano durante il quale lo spettatore può andare a prendere da bere al bancone o fumarsi una sigaretta.

"Il Funerale Del Signor Perozzi" ricorda le atmosfere popolari di un film in bianco e nero girato sotto il sole della Sicilia, una commedia all'italiana magari per la regia di Pietro Germi... Chi era Perozzi?
Quello è stato uno dei primi brani che abbiamo composto. Fin da subito ci ha fatto pensare ad una scena dal film "Amici Miei", drammatica per contenuto ma grottesca e divertente per come eseguita/rappresentata. Ci siamo immaginati un tizio notevolmente sovrappeso, ben vestito e affannato, magari con ancora il tovagliolo legato attorno al collo, macchiato d'unto ed il boccone in bocca, che cade scendendo una scala e che tale caduta sia per lui fatale. Come fai a non ridere quando vedi un tizio cadere dalle scale? Se poi è ciccione fa ancora più ridere.

L'attività live: riuscite a suonare spesso nelle vostre zone? Mi sembra di capire che ci sia un bel gruppo di amici impegnato in svariati progetti molto curati. Insomma, parlami di Cesena...
Cesena è un bel posto, si mangia e si beve bene, il clima è mite, e c'è anche abbastanza legna! Direi che questi elementi hanno contribuito a far nascere una scena musicale molto florida ed interessante; e lo dico pensando a band come Aidoru, Amycanbe, Do not Cry for the Country Boy, Granturismo e tante altre (sono rigorosamente in ordine alfabetico onde evitare ritorsioni). Non pensiamo di peccare di presunzione dicendo che dalle nostre parti c'è molta "intelligenza" in ambito musicale: siamo vicini alla riviera romagnola, la patria del piano bar e tutto farebbe pensare ad un'inesistente cultura musicale. Tutt'altro! Sarà perchè l'unica discoteca a Cesena, fin dai primi anni 80, ha tenuto a battesimo generazioni e generazioni di ragazzi propinando solo rock e solo di qualità; sarà perchè gli stessi DJ's nella nostra zona (pensiamo a gente come Luigi Bertaccini o Toffolomuzik) non si sono mai piegati sotto la morsa dei locali commerciali, intendendo la figura del "music selector" come una sorta di educatore. Pensiamo a locali come Officina49 di Cesena o Bronson di Ravenna, insomma, siamo nati e cresciuti in un paradiso musicale e l'amicizia ha fatto il resto.

Tutti i membri delle altre band sopra citate, infatti, sono nostri amici: ci si incontra tra il pubblico ai vari concerti in giro per l'Italia, nei locali alla sera, a volte pure nello stesso letto a condividere il grembo della stessa fanciulla: insomma, si condividono esperienze insomma e si "creano" nuove realtà. Per farti un esempio: quando Elliott Smith venne a suonare in Italia (era il 2000 o il 2001), a Firenze, il pubblico era composto pressoché da soli cesenati.

A quando una bella colonna sonora per qualche corto o lungometraggio? Ne avete già fatte? Vi interesserebbe l'ipotesi?
Ci piacerebbe, ma purtroppo non ne abbiamo avuto ancora l'occasione. Pensiamo che quella delle colonne sonore potrebbe essere la giusta dimensione per una band come la nostra, che compone musica rock pur avendo in testa il cinema. Ti dico solo che uno dei brani del nostro prossimo album si intitolerà "Terminator"

Commenti (5)

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  • enver 13/10/2008 ore 14:53 @enver

    siete belli.
    dentro, però

  • seymour 15/10/2008 ore 09:04 @seymour

    confermo: "lassandè valà.."

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