Your Hero - via Mail, 08-10-2008 Intervista

14/10/2008 di

Si è riinfoltita una scena di nuove band - perlopiù formate da giovanissimi - che ha ripreso l'emo anni 90, il punk e l'hardcore. Tra i tantissimi gruppi un nome che spicca c'è, sono i Your Hero. Il loro ultimo "Chronicles Of A Real World" viaggia in bilico tra momenti melodici ed altri più aggressivi, il risultato è sorprendente. Federico Cicciù li ha intervistati.



Raccontateci come e perchè è iniziato tutto, da quando avete iniziato a suonate assieme fino all'uscita di "Chronicles Of A Real World", il vostro primo disco.
La nostra band si è formata nell'estate del 2004 e da allora, dopo la registrazione di due demo, ci siamo impegnati nella composizione e registrazione di un full length autoprodotto con il quale poter attirare l'attenzione di qualche label e poter iniziare a fare tour per farci conoscere. Il periodo di lavorazione del disco è stato molto duro a livello psicologico perché ha impiegato più di un anno di tempo, ed era praticamente un investimento al buio perchè non sapevamo se sarebbe mai stato pubblicato da qualcuno… come suol dirsi: ci abbiamo provato!

Nelle vostre canzoni esiste un forte contrasto tra momenti incazzati di forte impatto e un senso della melodia che strizza l'occhiolino al pop da classifica. La vostra musica è indubbiamente influenzata da un suono che comunemente viene etichettato come emozionale. Vi ritrovate nella categoria o rifiutate quest'accostamento? Quali sono i vostri riferimenti musicali e i gruppi che maggiormente vi hanno influenzato? La prima volta che ho ascoltato le vostre canzoni mi è subito venuta in mente l'ultima svolta nel suono dei californiani AFI…
Beh, si, diciamo che il punto di forza del sound "your hero" è proprio l'accostamento di sonorità che vanno dal rock'n'roll a parti più violente ed urlate, con ritornelli melodici e cantabili che possono catturare anche un ascoltatore medio. L'etichetta emo a nostro avviso non si addice né a noi né a nessuna delle band che oggi vengono catalogate con quel nome perchè l'emo era un genere musicale nato negli anni 80 e finito nei 90… Tutto quello che oggi viene chiamato emo sono soltanto delle evoluzioni stilistiche di quello che una volta era l'emo, misto poi ad hardcore, rock, punk rock e via dicendo. Il risultato che ne viene fuori è un misto di varie sfumature musicali impossibile da etichettare e che magari viene chiamato emo soltanto per via di testi introspettivi o look strani dei musicisti... ma non è emo!

Per quanto riguarda noi nello specifico siamo fortemente influenzati da suoni provenienti da oltreoceano, che cerchiamo di mescolare ad elementi tipici della canzone d'autore e del rock classico.

Perché avete deciso di cantare in inglese e perché avete deciso di chiudere il disco con due pezzi già presenti nell'album ma incisi una seconda volta in italiano?
La scelta di scrivere i testi di base in inglese è data dalla necessità di promuovere la nostra musica anche, e soprattutto, all'estero. I due pezzi che nell'album si presentano in doppia lingua sono praticamente i "singoli" che, secondo il primo progetto discografico che avevamo fatto, dovevano essere promossi da una major ed uscire a livello mainstream. Essendo musicisti italiani, la scrittura di testi in italiano è un qualcosa a cui non ci si può sottrarre se si punta ad uscire un minimo dall'underground, e comunque nessuno di noi ha preconcetti o antipatie verso i testi italiani (purchè abbiano un minimo di spessore). Lo dimostra il fatto che, nonostante alla fine il progetto major per il primo disco sia fallito, abbiamo inserito i due pezzi in italiano nel disco ugualmente.

Un album di debutto che si distingue per una produzione attenta, una registrazione di qualità e un suono curatissimo. "Chronicles Of A Real World" è uscito a da qualche mese in Italia e in questo momento viene distribuito anche nel resto d'Europa e addirittura in Giappone. E' uscito anche il video di "A Kingdom's Tale". Il vostro sembra un 'debutto in società' in grande stile. Siete soddisfatti di come stanno andando le cose o è ancora presto per parlare di risultati?
Dunque, sicuramente tutto il lavoro di promozione, video e varie licenze all'estero è stato pianificato in modo eccellente e ci ha portato una discreta visibilità e notorietà nel giro indipendente. Se vogliamo parlare di risultati direi che per un primo disco non potevamo chiedere altro poiché abbiamo raggiunto quello che volevamo: iniziare a fare tour promozionali in Italia ed all'estero intraprendendo quindi in modo serio e professionale questo tipo di attività.

Risultati di tipo economico o di fama non erano certo fra i nostri obiettivi per questo primo disco, quindi, ogni cosa viene a suo tempo… ed è ovvio che per il prossimo disco (già in lavorazione) alzeremo il tiro ed il livello degli obiettivi.

Che il settore musicale sia in crisi è cosa nota. La musica per voi è un lavoro? E se sì, credete che lo sarà per tutta la vita?
Posso affermare senza dubbio che la prendiamo come un lavoro per via del grande impegno giornaliero che ci mettiamo... Purtroppo per un discorso economico non possiamo chiamarlo lavoro perchè ancora non ci permette di vivere, però il primo traguardo è stato raggiunto: siamo in pari con tutte le spese della band (maglie, furgone, ecc). Il nostro scopo, un giorno, è quello di poter rendere la musica una professione a tutti gli effetti, anche perchè se così non fosse purtroppo dovremmo diminuire tutto l'impegno che le dedichiamo e sostituirla con qualcosa che ci permetta realmente di campare. Se le cose dovessero andare bene, il giorno che saremo dei "vecchietti" e non potremo più fare salti mortali sui palchi, ci piacerebbe dedicarci alla produzione artistica di nuovi artisti e anche alla registrazione.

Avete in programma un decina di date in giro per lo stivale. Vi lascio lo spazio per convincere gli utenti di Rockit a venire ad un vostro concerto piuttosto che stare in casa a cazzeggiare davanti al computer.
La voglia di partire c'è ed è tantissima (se fosse per me suoneremmo tutti i giorni della settimana), alla fine lo scopo primario di chi fa musica è l'esibizione live quindi non possiamo chiedere di meglio! Che dire riguardo ai nostri live. ci mettiamo tutto… passione, sudore, fatica e presenza scenica stile mandria impazzita! Un tipo di show che non ha nulla da invidiare alle bands from USA quindi invece di guardare i video degli Underoath su Youtube, venite a vedere i live!

Suonare all'estero, suonare in Italia. Dove è meglio?
Senza dubbio all'estero! E il miglior paese è secondo noi la Germania, ma non solamente a livello di seguito da parte del pubblico per il giro underground, bensì proprio per il tipo di trattamento che viene riservato agli artisti... per il rispetto che viene riconosciuto alla figura dell'artista.

Altri paesi in cui abbiamo avuto il piacere di suonare sono stati quelli dell'est Europa come Lettonia e Lituania, dove la scarsità di eventi e band di questo tipo fa sì che il pubblico sia caldissimo ed interessatissimo alla prima occasione che si presenta!

Conoscete la scena italiana? Di band ce ne sono moltissime e sono tutte formazioni giovanissime, serve una scrematura. Dateci 5 nuovi nomi su cui puntare.
Dunque... questa è una tematica scottante perché dall'avvento di Myspace e altri portali del genere, per definirsi "band" basta registrare un pezzo e fare un profilo carino... Detestiamo tutto questo e tutto ciò che gli ruota attorno, per cui le band che a nostro parere si possono definire tali sono assai poche! Sicuramente i Vanilla Sky dalle indubbie ed elevate qualità compositive, i quali dimostrano giornalmente di essere musicisti a 360 gradi; poi possiamo citare i nostri amici Hopes Die Last anch'essi molto bravi nell'ambito compositivo ed interessati a spaccare sui palchi di tutta Italia ed Europa piuttosto che a farsi le foto e i Myspace nuovi ogni 3 giorni; per farla breve... senza dare spiegazioni su ogni band gli altri nomi di gruppi che sicuramente a nostro parere meritano visto l'impegno costante e l'indiscussa qualità sono gli Airway, gli Electric Diorama e gli A Breach On Heaven.

Commenti (7)

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  • Sandro Giorello 13/11/2008 ore 00:26 @sandro

    Cioè per essere duri e puri devono avere un Myspace brutto. Lo devono fare brutto così la gente noterà che è brutto e proverà a sentire le loro canzoni per capire se il gruppo è del tutto brutto. E dirà che sono belle canzoni e che era inimmaginabile che un gruppo con un Myspace così brutto potesse scrivere canzoni belle.


    (Messaggio editato da sandro il 13/11/2008 00:29:09)

  • federico ciampolini 10/09/2009 ore 17:46 @baptista12

    AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH

  • Dama Rama 29/03/2010 ore 15:28 @damarama

    Si sono sciolti (non nell'acido...non esultate troppo!)

    Dio (forse) esiste

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