Superpartner - via Mail, 09-08-2008 Intervista

13/10/2008 di

(Foto di Anna Di Prospero)

E' uscito lo scorso week-end "Love Hotel" il nuovo album dei Superpartner. Leccesi come Il Genio, il gruppo di Rosita Garzia e Francesco Lanferdini rappresenta la punta di diamante di una scena del sud Italia tutta dedita alla riscoperta di un certo pop vintage. Stile impeccabile anni '60 e strizzatine d'occhio al twee. L'intervista di Nur Al Habash.



Sul vostro sito, come descrizione del mondo Superpartner scrivete: "colline - prati - cocktails - spiagge dorate - stanze d'albergo - palloncini - tramonti struggenti". Davvero siete così fighi?
Quello descritto sul nostro sito è il mondo in cui vivono i protagonisti delle nostre canzoni, quasi sempre un uomo e una donna. C'è romanticismo, tanta finzione, ma anche tanta realtà. Rosita è molto figa comunque, e ci troviamo tutti d'accordo su questo.

Cosa fa di voi una "pink pop band"?
La voce di Rosita fa il pink, e i maschietti fanno la band. Insieme generiamo pop.

Il vostro nome viene dal primo singolo degli Studiodavoli, e da una scritta letta sull'organo di Gianluca De Rubertis (Studiodavoli, Il Genio, NdR). Questo, al di là del puro caso, è significativo e sintomatico della ricchezza dell'ambiente leccese. Nel giro di qualche chilometro sono nati gruppi validissimi come il vostro, gli Studiodavoli, Il Genio, Populous, e tanti altri. Che cosa offre Lecce alla gente che vuole fare musica?
Sì, il nome me l'ha suggerito Gianluca, quando questo progetto era ancora allo stato embrionale. Era il 2003, volevo formare una band a metà tra i Cardigans e gli Smiths, così contattai i fratelli De Rubertis, (all'epoca nei Valvole Davoli, rinominati poi Studiodavoli), per provare le mie canzoni. Speravo di poter portare avanti il progetto con loro, ma non fu possibile, dunque cercai nuovi collaboratori. Già nel 2000 avevo provato a formare una band di questo tipo, proprio con Rosita, ma il tentativo fallì perchè lei era troppo fidanzata, quindi ci perdemmo di vista. Ci siamo rincontrati nel 2004, in una stazione deserta: solo io, lei e il treno in arrivo. Era destino.

Parlando di Lecce, sicuramente può essere una città abbastanza stimolante per chi fa musica, perchè essendo una piccola provincia si finisce col frequentare gli stessi posti, gli stessi locali, gli stessi concerti, e, inevitabilmente, si finisce col conoscersi tutti, tra gruppi e musicisti. C'è sempre molto fermento e questo non può che essere positivo. Quello che Lecce non offre è un circuito di locali attrezzati in modo adeguato per fare musica dal vivo. Qualche anno fa la situazione era migliore, c'erano più locali in cui suonare, ma c'era anche qualche lira in più in circolazione.

C'è da dire, poi, che nella vostra zona i gruppi che si rifanno all'immaginario 60's o psichedelico sono parecchi. Sapreste azzardare una spiegazione per questa massiccia influenza?
E' una questione legata al paesaggio, abbiamo le spiagge dei Beach Boys! Secondo noi, semplicemente, tra questi gruppi ci sono stati ascolti comuni o molto simili. Poi, il fatto di essere collocati geograficamente nello stesso territorio ha fatto il resto, cioè, ha reso possibile la nascita di amicizie e conoscenze, e quindi di inevitabili influenze.

Come presentereste "Love Hotel" ai vostri ascoltatori?
Lo presenteremmo così: "Signore e signori", ecco a voi (rullo di tamburi) "Love Hotel"! Ok, scherzi a parte. Senza troppi fronzoli, il disco s'intitola "Love Hotel", come gli alberghi ad ore giapponesi. E' un disco abbastanza multiforme, che raccoglie dieci canzoni pop molto diverse tra loro legate da un unico filo conduttore: la malinconia e la melodia.

Il disco verrà distribuito anche in Giappone e in Europa. Avete in programma anche dei tour promozionali fuori dall'Italia?
Stiamo cercando di organizzare un tour sulla Luna, forse anche su Marte, vedremo. Per il momento si spera di suonare molto in Italia, ed è già abbastanza difficile. Fortunatamente a questo sta pensando Organetta, la nostra agenzia.

I vostri primi lavori erano il punto d'incontro tra i Cardigans e gli Stereolab; arrivati al primo album invece si fa molto più massiccia la matrice pop/twee, che forse si addice meglio al vostro spirito. Avete cambiato la direzione dei vostri ascolti durante gli anni o si è trattato piuttosto di un mutamento naturale delle dinamiche di composizione del gruppo?
In realtà un mutamento non c'è stato, e non c'è stata mai una direzione precisa da seguire: si è partiti dall'idea di base di fare un gruppo dalle sonorità che ricordassero i Cardigans, ma le canzoni sono sempre nate in modo molto naturale, istintivo.

Avete partecipato ad un mucchio di concorsi per band emergenti: le selezioni per Arezzo Wave, Heineken Jammin festival contest - solo per citare i più famosi. Perchè avete deciso di prendere quella strada per autopromuovervi? Col senno di poi, è servito?
Abbiamo deciso di partecipare ai concorsi perchè durante questi anni è stato l'unico modo per suonare lontano dalla Puglia e confrontarci con un pubblico nuovo, per entrare in contatto con gli addetti ai lavori, ma anche per metterci alla prova. E infatti quella dell'Heineken Jammin' Festival Contest è stata una prova decisiva: dopo quel concerto il gruppo si sfasciò e bisognò ricostruire tutto daccapo! Resta il fatto che i concorsi, se prestigiosi, possono essere un'ottima vetrina per i gruppi emergenti, soprattutto se danno la possibilità di suonare davanti ad un pubblico numeroso. A noi è servito molto, col passare del tempo, nonostante le disavventure e gli incidenti di percorso, il nome ha iniziato a circolare e abbiamo avuto molti contatti.

Nel corso degli anni avete avuto una formazione talmente mutevole che sul vostro sito c'è addirittura una sezione "cronologia line-up". Siete partiti in due, è cambiata una cantante, siete arrivati ad essere in sei. Vi ha fatto bene l'avere avuto sempre gente nuova a collaborare con voi?
Ci ha fatto malissimo, abbiamo perso un sacco di tempo! E' stato un continuo provare gli stessi brani per permettere ai nuovi arrivati di suonare dal vivo. Per noi suonare dal vivo è di fondamentale importanza, anche per una questione economica, ci siamo sempre finanziati con i soldi guadagnati ai concerti e smettere di suonare non ci avrebbe permesso di sostenere tutte quelle spese che permettono ad una band di concretizzare qualcosa. La nuova formazione è ormai solida, abbiamo raggiunto equilibrio e stabilità, e anche Gianpaolo (il nuovo bassista), con noi da qualche mese, si è integrato perfettamente.

Recentemente avete partecipato alla compilation di tributo ai Diaframma, "Il Dono" con il brano "L'odore delle rose". Raccontateci un po' come è andata...
Federico Fiumani è stato l'uomo che mi ha rovinato la vita con versi come distruggi il futuro se non ti appartiene. Ho passato l'adolescenza ascoltando i dischi dei Diaframma, uno dei miei gruppi italiani preferiti. Formai anche una cover band, i Viva Fiumani, con la quale ci esibimmo una sola volta, sotto la pioggia, per giunta. Lo scorso dicembre Federico, grazie ad un amico in comune, è venuto a visitare la nostra sala prove in occasione di un suo concerto a Squinzano. Ci siamo conosciuti, abbiamo chiacchierato un po', e gli ho dato i nostri cd-r. Dopo qualche giorno ho ricevuto una sua telefonata: Pronto Francesco? Ciao sono Federico Fiumani. Io mi ero svegliato da poco, ho pensato subito ad uno scherzo di qualche amico, e stavo per dire: Si, ed io sono Paul McCartney, ma l'ho lasciato continuare ed era proprio la sua inconfondibile voce! Si è complimentato con noi per le nostre canzoni e ci ha proposto di partecipare al tributo ai Diaframma. Naturalmente abbiamo accettato subito, è stato un grandissimo onore.

Federico poi ci ha preso molto a cuore, ci ha dato delle dritte e dei consigli preziosi durante e dopo le registrazioni del disco, ci ha seguito e aiutato tantissimo, anche economicamente. Non smetteremo mai di ringraziarlo.

Chiudiamo con la classica domanda patriottica. Chi si sta distinguendo oggi nella scena italiana e con cui vorreste collaborare?
Il Genio, per una questione di affetto.

Commenti (3)

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  • Giulio Pons 14/10/2008 ore 13:42 @pons

    bella musica... molto easy, accattivante e rilassata.

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