BSBE - via Mail, 18-07-2009 Intervista

19/07/2009 di

(Foto di Ilaria Magliocchetti)

In due, pronti a incendiare Roma e, se necessario, l'Italia intera. I Bud Spencer Blues Explosion sono tra le "coppie" più riuscite e ben amalgamate della nostra musica (e ultimamente in ambito marciume blues'n'roll i progetti chitarra-batteria sono sempre meno una novità). E' uscito il loro primo album e l'abbiamo applaudito convinti. Mancava solo l'intervista, ci ha pensato Mario Panzeri.



Roma: Adriano suona la chitarra e ama il blues (e anche il grunge, il punk, eccetera). Un giorno incontra Cesare che picchia sui tamburi: vanno a qualche concerto dei Black Keys, poi qualcuno gli suggerisce il nome del secolo. Incidono un demo tutto sballato, poi un sorprendente disco d'esordio.
L'idea dei Bud è nata dalla semplice necessità di sfogarsi suonando qualsiasi cosa ci venisse in mente (uno dei motivi per cui trovate i Chemical Brothers nelle nostre scalette). Inizialmente provavamo di nascosto alle 9 di mattina in una saletta di un gruppo hardcore a Capannelle, piena periferia romana. Avevamo la prima data ma non avevamo un vero e proprio repertorio, da lì abbiamo iniziato a improvvisare e al momento è ancora il 40% del nostro live.

Poi succede che a forza di improvvisare i Bud trovano spazio sull'ingombrante palco del Primo Maggio 2009 dove con un breve set coinvolgono gli impazienti fan di Vasco (e d'improvviso tutti parlano di Bud).
L'idea di poter suonare in due sul palco del "Concertone" con la nostra musica scarna era troppo allettante. Così abbiamo deciso di partecipare al concorso "Primo Maggio Tutto l'Anno" caricando i nostri pezzi sul loro sito. Dopo una serie di selezioni live e on line siamo riusciti a realizzare il nostro sogno e abbiamo anche avuto la fortuna di essere stati ampiamente apprezzati.

Come vi è saltato in mente di rifare "Hey Boy Hey Girl" dei Chemical Brothers in chiave rock? E quali cover ci aspettano per il futuro?
Daft Punk direi... In realtà le cover hanno sempre stimolato la ricerca del nostro sound. "Hey Boy Hey Girl" è nata per caso da un riff di chitarra e ci siamo accorti, dopo averla suonata un po' di volte live, che era un pezzo particolarmente coinvolgente. Da lì l'idea di registrarla per il nostro disco d'esordio.

Un esordio non solo carico di buonissime vibrazioni blues ma forte anche di delicate ballate acustiche, perse da qualche parte tra il moderno folk americano e una grammatica pop tutta all'italiana. Un po' Elliot Smith e un po' Alex Britti insomma...
Due riferimenti molto importanti: Elliott Smith sotto l'aspetto del songwriting e Alex Britti per la tecnica chitarristica. In effetti è vero che nel disco convivono queste due realtà, una più elettrica e una più romantica.

Recentemente siete stati in tour per gli Stati Uniti. Ci fate un bilancio sincero del viaggio?

E' stata una bellissima esperienza, soprattutto considerando che la musica che ci ha sempre influenzato proviene da lì. Abbiamo suonato a New York e Seattle confrontandoci con band di altissimo livello seppure emergenti. Sicuramente torneremo a suonare in America con un tour californiano.

Milano chiude, i locali dove si suona muoiono e la gente finalmente ha un motivo valido per starsene a casa ad annoiarsi: come sta di salute Mamma Roma?
La scena romana sta crescendo. Non è solo quella dei cantautori, ma sta dando spazio a generi che erano sempre rimasti nell'underground come hip hop, noise, garage... Questo processo è agevolato sicuramente da un considerevole numero di locali live che danno la possibilità alla musica originale di emergere a differenza del passato quando si prediligevano le cover band. Di pari passo è cambiata anche l'attenzione della gente nei confronti della musica originale.

Gruppi da segnalare? Che vi piace del panorama in blues italiano?
Ci piacciono i romani Masoko e Dispositivoperilanciobliquodiunasferetta. Sinceramente non abbiamo molti riferimenti nel blues italiano poiché la nostra musica e i nostri ascolti si rifanno soprattutto al blues del Delta, mentre in Italia va per la maggiore il sound di Chicago.

Dal vivo è bello vedervi improvvisare: in futuro mi piacerebbe sentirvi sperimentare di più anche in studio, aprire il vostro suono ad altre contaminazioni, perché mi sembra proprio che abbiate le qualità giuste per farlo: che dite?
Grazie mille per la fiducia. Appena troviamo una nuova sala prove tutta nostra potremo dedicarci persino a studi classici... Diciamo solo che non vediamo l'ora di partire in tour da settembre e registrare il nostro prossimo disco.

Commenti (1)

  • Dama Rama 25/03/2010 ore 12:50 @damarama

    Finalmente un gruppo ROCK con le palle anche in Italia :)

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