Slumberwood - via Mail, 20-06-2009 Intervista

22/06/2009 di

"Yawling Night Songs" - lo potete ascoltare per intero qui - è senza dubbio un esordio sconvolgente, sicuramente tra i dischi psichedelici più belli dell 2009. Gli Sluberwood sono una giovanissima band padovana, mischiano musica ambientale, folk apocalittico, post-rock e Kraut con risultati incredibili. Abbiamo chiesto di intervistarli a chi, in tempi non sospetti, ce li aveva consigliati: Federico Federici dei Father Murphy.



Oggi sono tornato a pregare.

E, come non succedeva ormai da molto, ho ritrovato Dio. Mi ha raccontato di avervi incontrato, tempo fa, mentre girava per quel bosco silenzioso che so esservi caro, e di aver scambiato qualche chiacchera con voi. So anche per certo che con voi c'era Marco D. di Silly Boy Ent., non chiedetemi da dove provenga questa mia sicurezza. Beh, tornando a Dio, era davvero entusiasta, ma, non appena ho cercato di approfondire di cosa aveste parlato, è diventato taciturno, come se volesse che quell'incontro rimanesse una cosa tra voi e lui. Quindi, contrariamente a quanto mi aveva dato a pensare, ha cambiato espressione del viso e mi ha incaricato di contattarvi per avere un vostro resoconto dettagliato dell'incontro.

Trovatosi quindi di fronte al mio non capire del tutto cosa in realtà volesse, mi ha quindi, non senza spazientirsi, chiesto di rivolgervi le stesse domande da lui poste e, alla mia obiezione sul fatto che io non fossi a conoscenza di tali quesiti, ha risposto che ovviamente siete voi stessi a conoscerli. Quindi di seguito darò adito alla mia curiosità, voi permettetevi di stravolgere il tutto, in modo tale da farmi fare bella figura, come se appunto conoscessi già le vostre risposte...

"Yawling night songs" disco d'esordio, uno dei migliori usciti negli ultimi (molti) anni, e non solo in Italia. E' necessario per ottenere un determinato risultato passare mesi e mesi a lavorare ad un disco? Che progetto c'è dietro a Slumberwood e "Yawling night songs"?
Non credo sia necessario per tutti, certo è stato necessario per noi. Suoniamo insieme da moltissimo tempo cambiando strumenti e cambiando pelle, trovando poi il giusto equilibrio tra noi quattro, tra gli strumenti elettronici, elettrici e acustici. E' stato un lavoro lungo e - a tratti - difficile, ora però che abbiamo trovato la nostra dimensione è tutto più semplice.

Padova, Silly Boy, per poi scendere giù (geograficamente) fino a A silent place.
Padova, Silly Boy, ci ha donato due persone fondamentali per la crescita degli Slumberwood, che ci hanno permesso di focalizzarci veramente su quello che stava nascendo tra di noi, aiutandoci a non disperdere le idee.

A Silent Place era sicuramente la nostra prima scelta, prima di tutto perché è una delle poche etichette italiane di cui ascoltiamo i dischi, e poi perché si rivolge in maggioranza al mercato estero, che è quello che ci interessa di più.

Di cosa è che avete paura?
Di sbucciarci le ginocchia e di non riuscire a starnutire guardando il sole.

Uno dei vostri pregi è, a mio avviso, che non avete fretta di terminare i pezzi, e che, allo stesso tempo, riuscite a non dilungarvi troppo. Non so cosa mi risponderete alla domanda sulla paura, ma penso che le voci presenti nei vostri pezzi siano, a volte, un esempio fantastico di autoironia, senza però perdersi troppo a non far caso a chi o cosa vi segue da vicino.
In sé i nostri pezzi nascono infiniti (o non finiti). Tendono ad allargarsi a dismisura e in questo senso i mesi di lavoro sono necessari a incanalare i pezzi in un disco. Infanzia, natura, boschi, animalità, istinto: l'autoironia è un automatica conseguenza di tutte queste nostre suggestioni.

Il vostro già ottimo, solido e ben rodato live diventa incredibilmente magnetico e personale anche grazie alle suggestioni video. Come siete riusciti ad inserirle anche nel cd audio?
Il lato più strettamente compositivo/musicale è forse quello che meno ci interessa. Siamo raccontati da alcune immagini. Le nostre canzoni sono composte per immagini o ricordi, e ci stupisce, con molto piacere, che questo si trasmetta anche all'ascoltatore.

E poi sì, perchè è giusto essere curiosi, i vostri riferimenti, e quanto possono essere vicini/influenzati dalle persone con cui state lavorando/avete lavorato.
Ognuno di noi ha le sue forti influenze musicali, e no. Potremmo elencarne varie e disparate, molte delle quali non condividiamo fra di noi. Big Star, Sex Pistols, Simon and Garfunkle, Current 93, Mount Eerie, Velvet Underground, Beach Boys, Brian Jonestown Massacre, King Crimson, Herzog, Sly & Family Stone, Spaceman 3, Legendary Pink Dots, Fellini, Robyn Hitchcock e avanti così.

Se aveste la possibilità di rifare la colonna sonora di un classico horror, italiano o meno, quale film scegliereste?
Se potessimo rifaremmo "Wicker Man" (film del 1973, diretto da Robin Hardy, NdR) ma perderemmo già in partenza perché è una colonna sonora gigantesca!

Tre vostre suggestioni per titoli di altrettanti film horror. E almeno una per un film apocalittico!
Ci viene in mente solo "Travolti da un insolito intestino negli azzurri mari d'agosto".

Chiudo chiedendovi chi preferite, tra i mistici e gli apocalittici.
Apocalittici.

Ce ne sono ancora in giro?
Si, tu.

Pagine: Father Murphy

Commenti (1)

  • alsob 23/06/2009 ore 09:12 @alsob

    discone!

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