The Gentlemen's Agreement - via Mail, 20-10-2008 Intervista

01/12/2008 di

Vivono nella periferia di Napoli e non rimpiangono certo la vita di città. Tra di loro si chiamano "contadini" e a sentire l'esordio "Let me be a child" non si può negare che un'anima country sia presente. Sono uno dei gruppi che più ci hanno sorpreso in questo 2008. Maria Murone ha intervistato Raffaele Giglio, cuore e mente pensante dei The Gentlemen's Agreement.



Il vostro si potrebbe definire un progetto agro-rock o nu-country romantico. Insomma chiariamo insieme chi sono i The Gentlemen's Agreement.
Buona giornata a tutti! Innanzitutto i The Gentlemen's Agreement sono 4 bravi contadinotti. Non abbiamo scelto la campagna, ma inevitabilmente è la campagna che ha scelto noi! Proveniamo tutti da Napoli, ma precisamente la zona dei Campi Flegrei. I dintorni di Napoli sono i più meravigliosi del mondo. E noi ci viviamo dentro. Una fantastica esemplificazione di cosa noi realmente suoniamo me la diede un mio caro amico (spacciatore di marijuana e radicato nell'anima del crimine), mi disse che la nostra musica è "Musica Estathè", come la pubblicità della bevanda. E a me, questa definizione, fece ridere parecchio perché nella sua limitatezza aveva espresso un'idea molto precisa. Scherzi a parte, noi amiamo definirci un mix di speed country/ gipsy manouche/ folk-blues. La nostra formazione standard è composta da: Contadino Raffaele Giglio, Contadino Fabio Renzullo, Contadino Ivan Cannata, Contadino Luca Bravaccino. Ma in contesti più grandi ci uniamo alla Little Farm Orchestra, da vedere! Siamo tutti in vestiti campagnoli e c'è una gran bella atmosfera.

La campagna, le spighe, i campanacci: dove nasce questo spirito campagnolo?
Lo spirito campagnolo nasce da un'esigenza, fisica e mentale, di staccare la spina con i ritmi di una città come Napoli. E' molto particolare in tutti i suoi aspetti e noi per forza di cose siamo costretti a viverci. Ma, dopo averla "subita" addosso, con voglia o meno, ci si trova di fronte ad una serie di molteplici risultati: rabbia, voglia di evadere, noncuranza. Ad esempio i Co'sang sono un aspetto di Napoli, hanno un loro modo di reagire a tutto quello che hanno vissuto, e che ancora vivono. E ci sta… La mia reazione è diversa, sono più un sognatore. Allora sai che faccio? Me ne vado a raccogliere le castagne con mio padre, oppure vado ad imparare a fare il formaggio e me lo mangio appena fatto! E poi suono sempre, ma sempre! La musica che ci ha formati è tanta, parte dai vinili rock'n'roll di mio zio. E poi Django Reinhardt, Chet Baker ma anche tutto Armando Trovatoli, Piero Piccioni e Umiliani.

Dopo "Cow", l'ep del 2007, esce ora un nuovo disco. Raccontacelo…
L'ep "Cow" è stato divertente ma anche importante. Nel senso che grazie a questo ep autoprodotto abbiamo conosciuto meglio noi e dove la nostra musica ci stava portando, ma soprattutto il nostro Mecenate, nonché la nostra casa discografica. Il nuovo disco s'intitola "Let me be a child" e la casa discografica è Materia Principale, verrà distribuito da Family Affair. L'agosto del 2007 è stato molto caldo, ma la sera dalle mie parti scende una bella frescura, ottimo per suonare, poi i vicini non si lamentano. Allora, dopo aver aggiustato il vecchio 4 piste a cassetta di mio padre, ho incominciato a scrivere. Sono partito da un disegno di un grande fiore, fatto di petali grandi e piccoli, senza un ordine logico, alla rinfusa. I petali sono le singole canzoni e il fiore è l'intero disco, ok? Nei petali più grandi ho messo le canzoni con durata maggiore, e nei piccoli tutte le canzoni con durata breve. Ho registrato di tutto, era una bella idea e quindi essendo motivato producevo tanto, anche tante cazzate! Ascoltando poi per bene tutto quello che avevo fatto, notando la miscellanea di generi, l'idea del fiore, il mio modo di scrivere quei testi (ad esempio "Cherry The tightrope walker" è partito da un disegno, anzi da uno scarabocchio) ho visto che tutto era legato a qualcosa di molto infantile... e quindi "Let me be a child". Durante le registrazioni hanno partecipato parecchi musici del sottosuolo napoletano, addirittura abbiamo avuto la fortuna che la banda della Madonna dell'Arco passasse accanto allo studio, e ovviamente abbiamo registrato tutto! Il nostro disco suona pazzo! Con risate isteriche, con tanta gioia e divertimento! Con Cuore e Passione, speriamo possa piacere. Altrimenti torno a seminare i campi e chi si è visto si è visto!

Quanto conta il songwriting? I testi in inglese quanto sono importanti e di che parlano?
E' abbastanza strano il mio rapporto con il songwriting; per quanto riguarda la pronuncia, so che non è male. In passato ho vissuto in Inghilterra per un bel po', non ho un accento inglese puro ma ricordo che molti miei amici inglesi dicevano che sembravo un francese che parla un buon inglese. Amo Dylan e leggo in continuazione un libro enorme con tutti i suoi testi. Non mi preoccupo se alcune mie canzoni non hanno un filo logico ben delineato. Una canzone dura troppo poco per esprimere correttamente un concetto. Molte volte è un sunto frammentario, indecifrabile per molti. Altre volte parto da scarabocchi che disegno, gli do un nome e ci creo una storia fantastica (vedi anche "Mr.Grape", è la storia d'amore tra l'uva Passa e il Muesly, grazie alla Kellogs).

Ogni pezzo del disco ha una propria identità e originalità tali da renderli squisiti e piacevoli. Quali sono gli ingredienti per partorire tanta bellezza? E cosa contraddistingue ogni singolo pezzo?
Prima di tutto ti ringrazio per queste parole, sono molto contento che ti siano piaciute le canzoni. La ricetta credo che stia nel modo in cui sono stato educato alla lettura, alla musica, all'arte in generale. I miei maestri sono stati molti, la mia famiglia prima di tutto, sono anche loro musicisti, o meglio lo sono stati. Ogni mattina mio padre ci sveglia o ci fa capire che è pronto pranzo suonando il pianoforte, e suonando sempre motivetti anni 40 o musica cubana. Altri maestri sono tutti i vinili che ho ricevuto in eredità, ho appreso tutto da loro.

Ogni canzone è contraddistinta da uno strumento in particolare, alcuni hanno come matrice l'ukulele, altri il glockenspiel, altri ancora il banjo; una volta scelto lo strumento si parte con la composizione, delle volte si sa quello che si vuole suonare, altre volte si improvvisa ed escono delle idee, è anche un incontro fortuito! Inoltre la spezia che contraddistingue ogni canzone è anche il testo, anche le parole pretendono un determinato tipo di suono.

Napoli, 'o sole, Gigi D'Alessio, ma c'è anche The Gentlemen's Agreement. C'è fermento musicale dalle vostre parti?
Certo che si! Gigi d'Alessio è più famoso fuori città che a Napoli stesso! Basta vedere i fischi che ha ricevuto al concerto di Pino Daniele l'8 Luglio in Piazza del Plebiscito. Sicuramente non ci sono più le Posse, hanno sfruttato tutto il loro tempo come meglio credevano. Oggi esistono gli Atari, The Collettivo, A Toys Orchestra, Epo, Meg, 24 Grana, Le Loup Garou. Tanti microgruppi ma pochi club decenti. Ci sono parecchi ascoltatori, e ultimamente notiamo con piacere che la gente aumenta ai concerti, non solo ai nostri ma in qualsiasi live. Anche perché qui c'è un buon clima, quindi la gente esce con piacere.

Nel mucchio di band italiane attualmente in circolazione chi, secondo voi, merita essere menzionato?
Sicuramente Zen Circus, Annie Hall, Amy Can Be, Atari, The Collettivo, 24 Grana, Vegetable G, 64 Slice of American Cheese, Athebustop, Bud Spencer Blues Explosion, Lombroso.

I festival: avete partecipato al Neapolis e al Six Days Sonic Madness. Cosa pensate in particolare di queste due diverse ed importanti vetrine? Cosa vi hanno dato dal punto di vista professionale ed anche umano?
Con i ragazzi del SDSM siamo super amici, la cornice paesaggistica di Guardia Sanframondi mi attira ogni anno, e ogni anno me ne vado sazio di vino e di ottimi salami. In più il festival oramai è un must. Per quanto riguarda il Neapolis festival, gli organizzatori sono i ragazzi di Freakout (le stesse persone che curano il nostro booking) e loro hanno portato chiunque qui a Napoli, davvero chiunque: R.E.M, Editors, Iggy Pop, Nick Cave, Air, David Byrne, Digitalism, Soulwax e davvero tanti e tanti altri. Un'ottima organizzazione, e una professionalità di alto livello.

Cosa fate oltre a suonare?
Io faccio il restauratore di mobili antichi, mi sto laureando in storia dell'arte, ma faccio tutto quello che mi porta denaro (cat sitter, promoter, etc… etc…). Fabio Renzullo suona a tempo pieno. Ivan Cannata e Luca Bravaccino fanno i disinfestatori. Per il resto stiamo cercando di plasmare la nostra vita lavorativa accanto alla musica. Prima o poi faremo solo i musici.

Che succede dopo l'uscita del disco?
Saremo in tour perenne, dobbiamo promuovere tanto il nostro primo disco nel miglior modo possibile. Ed è un piacere e un privilegio. Bisogna impegnarsi affinché la gente si ricordi di noi dopo averci visto dal vivo. Ci piacerebbe fare un video e l'idea è in dirittura d'arrivo. Speriamo bene. Poi la strada è sconosciuta, noi l'accoglieremo con un bel sorriso stampato sulle nostre facce. Sorridere e sognare è l'unico modo per andare avanti.

Commenti (19)

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  • marina brandi 02/12/2008 ore 20:00 @merdina

    Sabato saranno ospiti all'Officina 49 di Cesena,
    per un micro live con intervista, tutto in diretta su Frequenze Indipendenti, per chiunque fosse collegato o per chiunque riceve il segnale in Emilia, vi consiglio non mancate a questo appuntamento. Live sono molto bravi, alternano le loro canzoni a vecchi capolavori anni '40, davvero bravi. :?

  • stefano ungarelli 02/12/2008 ore 20:07 @unghia

    Io li conosco, sono molto più grandi di quanto la gente pensi. Pura istintività musicale.
    :?

  • iggy 07/12/2008 ore 02:50 @iggy

    preso cd..
    ..gran bel ciddì ;-)

  • marina brandi 08/12/2008 ore 18:02 @merdina

    Officina 49 sabato?
    Mah...solo 4 ragazzi stanchi, ma pieni di voglia. Io e Deny li abbiamo amati, forza la campagna e grazie per la magnifica musica e per le spillette!!:):):):)

  • Giovanni Continanza 21/12/2008 ore 20:56 @nickwire

    Strana la vita...... Vedere un ragazzo con cui si è cresciuti diventare artista conosciuto...

    Un sito dove beccare le opere di Roberto non c'è, c'è però il suo Myspace: www.myspace.com/robertoamoroso

    Comunque live sono davvero bravi (appurato anche io a Caserta), e sono persone spettacolari.

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