La Blanche Alchimie - via Mail, 27-08-2009 Intervista

31/08/2009 di

Uno dei dischi usciti prima dell'estate ma che non avevamo ancora approfondito. L'esordio dei Le Blanche Alchimie è un lavoro elegante, capace di mettere insieme molte sfumature, lingue, mondi immaginari. Un concept - non voluto - sull'Amore, scelta difficile? Loro dicono di no. L'intervista di Shadia El Tabch.



Ascoltando il vostro album mi è parso abbastanza curioso il fatto che, pur essendo un duo, abbiate basato praticamente ogni traccia su un tessuto sonoro molto complesso. Le ragioni di questa scelta?
Sì, in effetti alcune canzoni sono ricche di suoni e arrangiamenti, e noi siamo un duo... sembra strano. Nella fase di registrazione del disco sentivamo la necessità di aggiungere più pathos per esaltare alcune parti, creare tensione e differenziare le canzoni, come se ognuna avesse vita propria, una sua storia e un intreccio sonoro unico. In realtà nei live sentiamo meno quest' esigenza, ci viene più facile esprimere a pieno l'emozione che vogliamo comunicare anche con una base sonora semplice e immediata.

Ditemi qualcosa sull'utilizzo degli archi in questo disco
Alcuni brani sono stati pensati con delle parti di violoncello. Si mescola perfettamente con la voce e crea delle armonie interessanti. Ha un suono che rimanda ad atmosfere romantiche che si addicono al mood dei pezzi. Poi abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un grande Maestro, Marco Decimo, che ci ha regalato il suo tocco raffinato. È uno strumento eccezionale che sentiamo molto vicino, e averlo anche live sarà il prossimo passo…

E dell'influenza di una certa forma canzone alla francese...
Non parlerei di vera e propria influenza musicale, più un'affinità emotiva: siamo vicini a quel tipo di romanticismo viscerale. Ciò non toglie che nel brano "Little Island Girl" ci sia un influenza gainsbourghiana nell'approccio vocale e nell'arrangiamento.

Ardita anche la decisione di cantare in ben tre lingue diverse... E' un tentativo di arrivare più facilmente all'estero?
Non è stata una decisione premeditata. Ogni lingua ha un suo fascino, una sua peculiarità e un suo potere evocativo. L'inglese è quella predominante sia per esterofilia (ci sentiamo più vicini a band inglesi o d'oltreoceano), sia perchè si possono esprimere concetti complessi con poche e belle parole. L'italiano secondo noi ha un carattere più crudo e poetico e in "Contaminazione Bianca" esalta alla perfezione il tema del brano. Il francese ci ha aiutato per il suo carattere più ammiccante e fluido che cercavamo in "Little Island": una perfetta ciliegina sulla torta. Non disdegniamo affatto l'italiano: probabilmente nel prossimo lavoro sarà più presente.

Come sempre accade ai nuovi gruppi, molte sono le etichette che vi hanno addossato, tra le tante: "psych pop" o "neo sinfonismo". Vi ci ritrovate?
Non ci definiremmo in nessun modo, ci piace l'idea che ogni ascoltatore possa dare alla nostra musica il nome che meglio crede. "Psych pop" è la definizione che ci ha dato un promoter inglese nel comunicato del nostro concerto a Manchester, e ci siamo riconosciuti abbastanza. È molto difficile trovare una parola che ti descriva a pieno, specialmente se si cerca di fare qualcosa di originale.

Come è andata a Manchester?
Suonare a Manchester è stato fantastico. "In the city" è un evento gigante che dura tre giorni, durante i quali decine di band si esibiscono in tutti locali della città. E' stata la prima occasione per misurarci con un realtà internazionale e la cosa bella è stata quella di sentire partecipazione da parte del pubblico e grande interesse dagli addetti ai lavori. Diciamo che il pubblico inglese non è tanto abituato a band italiane indie che cantano nella loro lingua, quindi era molto incuriosito di capire che succede qui in Italia. Il pubblico italiano a volte è diffidente se non ti conosce, ha bisogno di avere la conferma che il gruppo vale vedendo passare il suo video su Mtv. Per fortuna non tutti la pensano così: abbiamo già dei fans meravigliosi.

Altre esperienze significative?
Forse suonare con i Marta sui Tubi all'Alcatraz è stata l'emozione più grande che abbiamo avuto fin ora. Senza escludere il MI AMI l'anno scorso, quando ancora eravamo batuffoli di cotone, e il concerto all'Hiroshima di Torino con gli Offlaga Disco Pax.

Cosa vi preme esca dall'ascolto dell'album, prima di tutto?
Ci piacerebbe riuscire a trasportare chi ascolta nei mondi che abbiamo immaginato scrivendo il disco. Mondi reali in cui pero' la fantasia non ha freno, colorando la nostra, a volte opaca, vita di tutti i i giorni. Le nostre ispirazioni più grandi vengono dal cinema, quindi pensiamo che le nostre canzoni possano plasmare immagini e storie. Come se ascoltare il disco fosse come guardare un film.

Il disco è un concept sull'amore, cosa solo apparente semplice, il rischio di essere scontati è alto. Perchè una scelta così difficile?
Non è stata una scelta difficile. Ci siamo accorti che l'album era un concept solo alla fine, rileggendo i testi e riascoltando i brani. Si parla dell'Amore in generale, il nostro è più un disco su come esso può manifestarsi: a volte è odio, paura, a volte tenerezza, passione, morbosità, idillio... L'abbiamo fatto oggi, ma avremmo potuto farlo in qualsiasi momento, ogni canzone affronta un aspetto diverso di questo sentimento pazzesco che non può che accomunare tutti gli esseri viventi... come può essere un argomento banale?

Chi scrive i testi?
Jessica ha scritto le parole di tutti i brani del disco tranne "Lullaby", scritta da me, Federico. I testi nascono a volte da un idea visiva che viene poi raccontata a parole. Altre volte è la musica ad ispirare e il testo nasce su di essa intrecciandosi e fondendosi come uno strumento musicale. Ci sono storie e ci sono racconti di sensazioni provate sulla pelle, troppo forti per non essere raccontate.

C'è nel disco la Canzone a cui siete più legati?
"Sacred Alchemy", è il primo brano che abbiamo scritto che ci ha avvicinato all'idea di fare un disco. Se non fosse stato per questo pezzo forse non avremmo mai iniziato. È stata anche la prima valvola che ci ha fatto pensare di mettere la parola alchimia nel nome...

Quali sono i vostri progetti per l'immediato futuro?
L'immediato futuro prevede un tour promozionale di circa 14 date in giro per l'Italia, showcase alla Feltrinelli (a Milano l'11 Settembre e a Roma il 28), interviste in radio, la partecipazione al Milano Film Festival e la realizzazione del video del secondo singolo. E presto cominceremo a pensare al prossimo disco...

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