New Candys - via Mail, 29-08-2010 Intervista

01/10/2010 di

Era da tempo che un gruppo non si guadagnava il Primascelta con solo un ep, è accaduto con i New candys. In quattro, 23 anni di media. Rock psichedelico della migliore specie. Fausto Murizzi li ha intervistati.



Segnalando il vostro nome in giro agli addetti ai lavori, uno di questi mi ha risposto scrivendo: "Se fossero anche ventenni sarebbero una scoperta pazzesca!". Tanto per parafrasare gli Stones... anche il tempo é dalla vostra parte?
Speriamo di sì, siamo quattro ragazzi più o meno coetanei, l'età media del gruppo è di 23 anni...

In sede di recensione scrivevo che, se aveste avuto un budget congruo, di certo l'ep ne avrebbe guadagnato ulteriormente in qualità. Siete della stessa opinione o pensate che non ci sia molto tempo da passare in studio una volta trovata la canzone?
Autoproducendoci avevamo a disposizione un budget limitato, relativo alle nostre tasche; con maggiori disponibilità economiche anche secondo noi il disco ne avrebbe tratto vantaggio, anche se in realtà la nostra idea iniziale era di preparare una demo che rispecchiasse il nostro sound dal vivo, non di registrare un vero e proprio lavoro di studio. Sicuramente con un budget maggiore ci saremmo presi più tempo, senza necessariamente "obbligarci" a registrare in presa diretta, come è successo in questo caso… 

Ritengo che, a parte casi eclatanti, i testi in musica contino relativamente poco per far funzionare un brano. Voi come vi orientate in questo senso, che peso gli date?
Siamo dell'idea che prima deve arrivare la musica, compreso il suono delle parole, e poi il loro significato. Con il testo cerchiamo di raccontare ed evocare delle immagini che associamo al brano; ci piace anche giocare creando dei contrasti, ad esempio cantando qualcosa di cupo in una canzone dai suoni allegri. 

L'ho scritto più  e più volte che moltissimi lavori avrebbero goduto di giudizi migliori se solo gli artisti avessero optato per il formato dell'ep piuttosto che per quello classico dell'album. C'é un ragionamento a priori dietro la vostra scelta oppure avete considerato che i pezzi validi per ora fossero solo cinque - e non era quindi il caso di pubblicare riempitivi?
Questi cinque brani erano quelli che ci convincevano di più, quindi abbiamo optato per un ep. Come indichi tu, non volevamo aggiungere riempitivi che non ci soddisfacessero allo stesso modo. Se entrassimo in studio oggi probabilmente ne registreremmo degli altri ancora. 

Anche il fatto di finire a registrare nello studio di uno dei due Mojomatics é legato alla casualità oppure entrano in gioco fattori come le affinità elettive e, non da meno, la collocazione geografica?
Uscivamo da un'esperienza in studio che non ci aveva soddisfatto e, guardandoci intorno, l'Outside Inside ci è sembrato lo studio più giusto per ottenere ciò che cercavamo: il nostro suono dal vivo. Per nostra fortuna era anche vicino a casa. Ci affascinava anche il fatto di registrare in analogico e con Matt (Matteo Bordin, già nei Mojomatics e co-proprietario dello studio insieme a Emanuele Baratto, NdR) abbiamo subito trovato l'intesa perché è davvero molto bravo. 

Siete alla ricerca di un'etichetta che pubblichi il vostro prossimo lavoro: su quali aspetti non potreste mai transigere nell'affidare le vostre canzoni a una persona inizialmente "estranea" al vostro nucleo?
Non vorremmo venissero riviste le melodie, perchè se proponiamo un pezzo significa che melodicamente lo reputiamo a posto; per quanto riguarda invece la struttura e l'arrangiamento siamo sicuramente più aperti a nuove idee. In ogni caso, se il fine della lavorazione di un brano è quello di renderlo più "bello" senza cambiamenti drastici e senza guardare alla commerciabilità, siamo i primi ad accettare il compromesso. 

Indicatemi il nome (e il relativo perché) di due produttori artistici, uno del presente e uno del passato, con il quale vi sarebbe piaciuto collaborare...
Del presente - e rimanendo in Italia - sicuramente Marco Fasolo. Non conosciamo molto i suoi lavori da produttore artistico al di fuori dei Jennifer Gentle, ma "Valende" e "The midnight room" ci piacciono molto. Del passato, anche se ancora attivo, John Cale, per l'approccio sperimentale che lo contraddistingue.  

Sfatiamo un mito: nonostante il vostro sound richiami l'epopea del vinile e nonostante l'ep sia stato registrato senza l'utilizzo di alcun computer, il vostro consumo di musica avviene anche e soprattutto in digitale, modalità verso cui non nutrite particolari rancori?
Nessun rancore. Il digitale permette di raggiungere facilmente e rapidamente la gente, cosa che in passato sarebbe avvenuta con mille difficoltà. Crediamo infatti che la cosa più importante sia far arrivare la tua musica a più persone possibili. 

Su YouTube avete caricato un video superartigianale di "Surf little surfer" pescando qua e là alcune scene dal film "Sin city". Vi riconoscete in quel tipo di immaginario cinematografico e ne traete anche spunto magari?
Quel video era stato fatto per gioco. Avevamo visto che la canzone si poteva adattare allo stile del film, ma presto ne uscirà uno "ufficiale" girato assieme ad un nostro amico, dove abbiamo rivisitato l'ambiente della Factory di Andy Warhol. L'immaginario di quella New York è quello che ci dà più spunti, unito ad elementi più classici con riferimenti al dandismo di fine ottocento.

Commenti (5)

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  • Made In PoP 04/10/2010 ore 22:52 @madeinpop

    atteggiatevi meno, siete già dei poser :)

  • T.U.P. Studio 06/10/2010 ore 22:06 @tupstudio

    suona fico assai!

  • francesca valentino 06/10/2010 ore 22:25 @france01

    la vostra musica mi piace! :)

  • ETHIENNE 07/10/2010 ore 13:12 @ethienne

    ;) grandi new candys

  • Ing- Castoro 08/10/2010 ore 13:52 @ingcastoro

    Grandi Fioi!

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