Assalti Frontali - via modem, 10-02-2000 Intervista

16/04/2000 di

poche domande via email. poche senza possibilità di replica da parte mia. questo è quanto.



- Quasi banale la domanda ma pressoché dovuta. Assalti Frontali il simbolo, Assalti Frontali portabandiera di un intero mondo. Dell’altro mondo. Quello che sta “dall’altra parte”, senza che si debba necessariamente definire cosa e dove sia “l’altra parte”. Beh. Assalti Frontali che firma carte e passa tra le file di una multinazionale. A parecchi è suonato strano, se non peggio. Cos’è, la BMG si è d’improvviso trovata anche lei da quella parte o Militant A ha attraversato la strada?

Quando potrò affrontare un’intervista senza cominciare da questa domanda? Anzi... senza proprio riceverla? Devo aver fatto qualcosa in un altra vita... comunque non mi sottraggo al mio destino:
Quello che abbiamo fatto un paio d’anni fa firmando con la BMG è prendere atto che il nostro percorso aveva bisogno di cambiare qualcosa nell’impatto comunicativo ormai non avevamo più nessuno dei gruppi con i quali eravamo partiti al nostro fianco. Chi scomparso, chi passato in ordine sparso alle major.

Quella dell’autoproduzione anni ’90 è stata una sfida che una generazione ha lanciato al mercato ma non c’è solo quello non si può ridurre tutto all’autoproduzione. Non potevamo passare la nostra vita a pensare a quello. E poi sempre più soli, e poi dopo dieci anni che battevamo su quel tasto il nostro agire ci sembrava ripetitivo. Esigevamo una sfida, anche con noi stessi, per uscire dal tunnel. Passare a una major, portare Assalti Frontali dentro il mercato con più visibilità, con Banditi, con la "trilogia", questo non vuol dire che è finita l’autoproduzione....

Ci ho scritto un libro sopra questa storia: "Storie di Assalti Frontali" edito da DeriveApprodi

- Scusa il gioco di parole (mi permetto solo perché il monitor filtra ogni imbarazzo), allora si può dire che si passa da Assalti Frontali ad Assalti Laterali ?

Fai tu... sono duemila anni che si studia "l’arte della guerra" di Sun Tzu per capire quale sia il migliore assalto.

- In uno splendido passaggio di un’intervista Grandmaster Flash disse che “ognuno all’interno del movimento deve CONTAGIARE il maggior numero di persone”. Io la trovo una frase particolarmente azzeccata…

Parliamoci chiaro: ognuno all’interno del movimento (quale?) fa il cazzo che gli pare... chi cerca di fare i soldi, chi cerca di rilassarsi dopo il lavoro con gli amici, chi cerca di migliorarsi e migliorare gli altri, chi... bla bla bla. Se lo fa in modo autentico... forse riuscirà a contagiare qualcuno

- Una domanda di una ingenuità spiazzante adesso: una canzone o un disco o un cantante possono cambiare il mondo?

Per quanto mi riguarda ha funzionato: voglio dire, nella mia esperienza da ragazzo ci sono state delle canzoni che mi sono sentito talmente tante volte colpendomi così forte che mi hanno attraversato nel profondo fino a orientarmi nella visione delle cose. Ma addirittura cambiare il mondo....?

- Passiamo a Banditi. Suona molto più hip hop dei precedenti lavori e, secondo me, lo suona anche bene. A parte la decisione definitiva di collaborare con Ice One, hai lavorato parecchio anche sul flow vero e proprio. È stato un lavoro difficile? Hai dovuto confrontarti con una scena tutto sommato estranea a quella a cui prima facevi riferimento, una scena (pregi e difetti a parte) comunque ben delineata. Ne hai sentito in qualche modo il peso?

Ho lavorato molto su Banditi e alcune canzoni penso che girano molto bene, altre di meno... devo crescere ancora molto. Non sento il peso della scena hip-hop sul mio lavoro creativo, conosco i miei limiti, ma so anche che qualsiasi persona intelligente potrà trovare qualcosa per lui dentro Assalti.

- Mi ha incuriosito parecchio “Viaggiatore”. Com’è nato quel battito tribale che la sorregge?

Un giorno a casa di Sebi... c’erano candele accese, incensi, e fumavamo erba...

- Un tema, diciamo così, “ricorrente” per tutto l’album è quello della notte. E’ di notte che si muove il lupo (altra immagine simbolo). E’ di notte che si tendono gli agguati ed è di notte “dove va tutto bene” . Ben 3 titoli poi contengono la parola “notte”. Lo definiresti un disco notturno?

Lo è. La notte con tutti i suoi elementi è una visione di guerra e di pace voluta, non subita. La notte è la conseguenza di scelte fatte controcorrente. E' la confusione e la quiete. La notte è la mancanza di certezze... e scoprire che non ne hai più bisogno.

- Le parole sono ancora affilate. Anzi di più. Perché perdono parecchie retoriche della forma-proclama ed acquistano in immediatezza nella forma-vissuto. Quanto ti rispecchia questo disco? Quanto c‘è effettivamente di tuo qui dentro, tra le tracce di Banditi? Quanto ti senti lupo?

Ora che lo sento a distanza di qualche mese sento quanto cazzo stavo incattivito. Mi piace. Mi ci rispecchio…va bene. Se torno indietro lo rifaccio (meglio)

- (nel tempo dell’attesa) canti “frequentando bassifondi devo dare di +, studiare di+, allenare il mio cervello a stare molto + su”. Sei ancora lì nei bassifondi? E’ avvenuto il famoso riscatto attraverso la musica? Come stanno andando le vendite?

Il disco ha venduto 10.000 copie. Non comprerò una villa nuova, né casa nuova, né macchina nuova. Continuo a vivere nei miei 60 metri quadri a Centocelle e me ne dispiace

- Assalti Frontali live. Ormai sono 10 anni che calchi palchi. Il microfono scotta ancora tra le mani? Emozioni? Energia e motivazioni per continuare a farlo?

Spingere rima dopo rima fuori dalla mia bocca specialmente in a-cappella davanti a centinaia di persone mi fa sentire ancora un Dio. E’ questo che mi volevi chiedere?

- libri consigliati

F. Celine: "Morte a credito".

E. Bunker: "Cane mangia cane"

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