Quintorigo, il loro stile in un'intervista via email Intervista

13/09/2000 di

20' ca. al telefono con Valentino Bianchi, sassofonista del quartetto romagnolo, possono bastare per scambiare due chiacchiere a proposito dell'uscita di "Grigio"...



Rockit: La vostra cifra stilistica non è rimasta del tutto invariata rispetto al lavoro d'esordio?

Quintorigo: Beh... abbiamo mantenuto lo stesso attegiamento mentale ed artistico rispetto a prima, ma alla fine ci rendiamo conto anche noi di aver realizzato un album più maturo ed organico, nonostante la varietà di generi musicali in cui ci siamo imbattuti, sinonimo di una ricerca sonora che ci accompagna dagli inizi.

Aggiungi poi che l'intensa attività live seguita al primo disco è stata l'esperienza che più ci ha fatto maturare.

Rockit: L'album "Rospo" vi ha portato solo 'gloria' o anche risultati tangibili?

Quintorigo: Come accennavo prima, il risultato più tangibile è stato proprio quello del numero di concerti fatti l'anno scorso: 70 date in cui abbiamo incontrato parecchia gente e durante le quali abbiamo anche notato la nascita spontanea di uno 'zoccolo duro' di fans.

Certo non abbiamo mai sognato di vendere milioni di copie, ma è già soddisfacente sapere che con un album sul mercato si possa fare un discreto numero di concerti...

Rockit: Vi sareste mai aspettati che un giorno una major si interessasse al vostro progetto?

Quintorigo: In effetti questa è stata una rivelazione, anche perché noi ci siamo sempre visti come un gruppo da 'etichetta indipendente'. Quando ci è stata fatta la proposta abbiamo colto al volo l'occasione, soprattutto perché siamo riusciti a salvaguardare la nostra identità artistica senza particolari pressioni - pensa che nessun discografico ha messo piede in studio per 'controllare' il lavoro.

Godere poi dei mezzi di una major (promozione e distribuzione soprattutto) in questi termini, è una vera fortuna!

Rockit: E' stato duro concepire "Grigio", vista la solita menata sulle difficoltà che si incontrano quando bisogna realizzare il secondo album?

Quintorigo: Sarei bugiardo se ti dicessi che non è stato duro, sia per le aspettative che per il fattore 'temporale'; infatti, quando abbiamo inciso "Rospo", si trattava di riassumere cinque anni di lavoro, mentre sul nuovo ellepì abbiamo iniziato a lavorarci solo da inizio anno.

Certo è vero che ciò ha contribuito alla nostra crescita dal punto di vista della professionalità, ma siamo soddisfatti lo stesso dei risultati conseguiti.

Rockit: I produttori artistici sono sempre Mauro Pilato e Max Monti...

Quintorigo: Sì, sono rimasti invariati e a loro va grande merito nell'aver creduto in noi fin dall'inizio. Se pensi, poi, che a volte i produttori fanno partorire dei veri e propri 'mostri' ai gruppi con cui lavorano, noi ci riteniamo doppiamente fortunati!!!

In più Max ci ha seguito in tutte le date della tournée scorsa, ricoprendo, alla fine, anche il ruolo di manager, autista e tante altre cose...

Rockit: Il brano "Grigio" nasce pensando ad "Azzurro" di Conte?

Quintorigo: (risate) E' una canzone con una citazione straniante e la stessa atmosfera è tipicamente 'contiana': un brano a metà strada tra l'old-fashion e l'ironico. Pensa che volevamo invitare i due superstiti del glorioso Quartetto Cetra a fare i cori nel pezzo, ma non è stato possibile averli fra noi...

Rockit: Più in generale come vi ponete nei confronti delle liriche? Sembra ci sia una ricerca a priori - vedi il caso di "Egonomia" e "Malatosano"...

Quintorigo: Beh... John è molto bravo a 'giocare' con le parole, a trovare dei termini che non si riducano al solo significato ma che abbiano anche un significante specifico. E' un po' il suo modo, e di riflesso di tutta la band, di vedere le contraddizioni presenti nella nostra società, senza però strumentalizzare, anzi cercando di sdrammatizzare le situazioni.

Rockit: In questo disco mi è sembrato che alla voce di John sia stato dato più spazio rispetto a prima. E' solo una mia impressione o anche in sede di mixaggio avete lavorato in modo particolare?

Quintorigo: Sì, è vero: le voci hanno avuto un trattamento particolare, in modo tale da rispettare le frequenze e le timbriche precise che avevamo in mente, soprattutto John. Certo anche tutto il resto è stato curato a dovere, al punto che ci sono quelle piccole differenze che all'ascoltatore medio magari sfuggiranno, ma sulle quali noi ci siamo concentrati lo stesso, grazie anche all'aiuto di tecnici che sapevano cosa volevamo.

Rockit: Non può, alla lunga, diventare una forzatura inserire una cover come traccia nei vostri album, pur avendo finora azzeccato le 2 mosse?

Quintorigo: Ti dirò la verità: a livello di cover noi siamo comunque vincolati a certe scelte, perché comunque non basta prendere una canzone 'rock', rifarla a modo nostro e pensare che il gioco sia fatto! "Highway star" era una di quelle che ci riusciva meglio e l'abbiamo inserita 'a grande richiesta', siccome fa parte da tempo del nostro repertorio live...

Rockit: I critici vi hanno collocato, senza troppi dubbi, nella cosiddetta 'scena rock alternativa'. Tu cosa mi dici a riguardo?

Quintorigo: Innanzitutto è meglio precisare che la matrice rock all'interno dei Quintorigo è molto forte, indi per cui non ci sono problemi di sorta. Poi ci hanno invitato a suonare in manifestazioni con un cartellone che prevedeva artisti che si identificano prettamente in questa scena - Tavagnasco rock e la festa del 1° Maggio a Roma per farti alcuni esempi...

Il riscontro, anche da parte del pubblico che era lì per altre formazioni, è stato ottimo! D'altronde penso che un rockettaro faccia poca fatica ad entrare nel nostro mondo, visto il modo in cui proponiamo la nostra musica...

Rockit: Che rapporto avete con la 'rete'?

Quintorigo: Al momento direi pessimo, sia per mancanza di tempo che per la voglia - anche se devo ammettere che la rete è diventata uno strumento fondamentale per il mondo dell'informazione e la comunicazione in generale.

Tra l'altro con l'uscita del nostro disco dovrebbe esordire on-line il nostro sito (www.quintorigo.net), in cui attiveremo le classiche sezioni e iniziative varie (vedi chat, bacheche virtuali, etc.), che ci permetteranno di interagire con i nostri fans più di quanto successo finora.

Rockit: Adesso state preparando la tournée?

Quintorigo: Sì. Comincerà il 27 ottobre per proseguire per circa due mesi; si svolgerà nei club, a differenza delle date già previste per il 2001, dove ci esibiremo nei teatri, dimensione che non ci dispiace affatto, soprattutto per la resa acustica.

Anche in questo caso invitiamo tutti a seguire i nostri passi attraverso il sito, che terremo aggiornato il più possibile.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Il nuovo singolo dei Måneskin è l'ultimo dei loro problemi