Lettera d’amore di un cantautore a un live club

Wrongonyou ha realizzato il videoclip del suo nuovo singolo “Solow” al Circolo Magnolia di Milano. Per riaprire, a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione, un luogo importante per tutti chiuso da troppo tempo: “Noi con quei palchi ci lavoriamo, ci viviamo”, è l’urlo dell’artista romano

Wrongonyou durante la live session al Circolo Magnolia
Wrongonyou durante la live session al Circolo Magnolia

Per chi bazzica Milano e dintorni e vive di musica dal vivo e birrette, maggio vuol dire solo una cosa: MI AMI al Circolo Magnolia. Ahimé, il Festival non c’è stato l’anno scorso e per quest'anno dovremmo aspettare settembre (incrociamo le dita!).

Però lì ci sono voluto tornare. A modo mio. Con l’unica cosa che so fare: cantare. Ci sono andato da solo per esibirmi in acustico con il mio ultimo pezzo, Solow. Un gioco di parole che chiude un cerchio: spiega il senso della canzone e il motivo per il quale ho deciso di cantarlo proprio proprio qui, al Magnolia. In un mese, maggio, che di solito trasforma questo posto nel luogo per antonomasia di musica e condivisione, di amore per la vita allo stato brado. Selvaggio come la natura che lo circonda.

Più ci penso più mi rendo conto che, forse, avrei dovuto passarci più tempo al Magnolia. 

video frame placeholder

Ho cantato Solow davanti al palco completamente smontato. È stato devastante vedere quel posto privo di vita. Le pozzanghere, le ragnatele sugli stage esterni e le americane poggiate per terra. Come quando vedi le foto di una megattera o un capodoglio spiaggiati… In fin di vita, tuttavia con la voglia di resistere.

Nell’esatto momento in cui ho buttato giù un accordo, però, è come se tutto si fosse magicamente ricomposto: ed eccomi lì, su quel palco qualche anno fa, a esibirmi tutto paonazzo davanti alla gente di Milano, quella che per noi "de Roma" è un pubblico sempre difficile da conquistare. Ricordo gli applausi, i sorrisi e le corde della chitarra spezzate. Ricordo anche l’ultima volta, al fianco di quei pazzi di Frenetik&Orang3. Bellissimo. 

Sapere che tanti locali hanno chiuso quest’anno mi fa arrabbiare e mi fa rendere conto di quanto allo stato non freghi un cazzo di quelle realtà che provano a sostenersi con le proprie forze. È assurdo che non sia stato fatto nulla in un anno e mezzo, né un sostentamento concreto, né altro. Ma lo volete capì che noi, con quei palchi, ci lavoriamo, ci viviamo?

Wrongonyou durante la live session al Circolo Magnolia
Wrongonyou durante la live session al Circolo Magnolia

Alcuni dei locali dove ho suonato hanno chiuso, non ci suonerò mai più e di conseguenza non andrò più a vederci un concerto… Un mix tra incredulo e incazzato. Per non parlare del Circolo Ohibó, uno dei primi locali ad aver chiuso i battenti a causa della situazione. Ho dei ricordi stupendi anche lì. Sarebbero da censurà, ma sono troppo belli, rido al solo pensiero!

Ma non tutto è perduto e proprio mentre scrivo queste due righe scopro che il Magnolia quest’estate ci sarà. Ferito, forse, ma ci sarà. E io non vedo l’ora di tornarci: a suonare, a incontrare la gente, a beccare Carlo Pastore che condivide il suo super entusiasmo con chiunque, a bere la birra calda. E perché no, mi farò andar bene persino quella.

Non vedo l'ora.

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L'articolo Lettera d’amore di un cantautore a un live club di Wrongonyou (Marco Zitelli) è apparso su Rockit.it il 2021-05-06 12:30:00

Tag: video

COMMENTI (1)

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  • Aber 43 g Rispondi

    Vale sempre la pena leggere quel che scrivi e ascoltare la tua musica. 🆒🐻