Zoopalco dà potere alla parola

Il collettivo bolognese diventa etichetta. Per dare l’impulso definitivo allo spoken word in Italia e celebrare la "poesia che non sta sui libri”. Dagli omaggi a Gil Scott-Heron e Demetrio Stratos all'ep sul sexworking online, ci siamo fatti dire come useranno tutte le parole a loro disposizione

Il collettivo Zoopalco
Il collettivo Zoopalco

In una città culturalmente viva come Bologna Piazza Verdi è un’istituzione, un luogo che tutti conoscono. Affacciata sulle sedi delle facoltà umanistiche, in pieno centro, non c’è da sorprendersi se vi si trovano iniziative, banchetti o palchi. È davanti a quello di Piazza letteraria – evento organizzato da un collettivo universitario della città – che ha luogo l’incontro con Eugenia Galli e Tommaso Giordani di Zoopalco, proprio prima di un loro intervento in programma per la serata.

Non solo un collettivo, non solo un’associazione, Zoopalco è un progetto che si pone come fine la diffusione della poesia, cercando di recuperarne l’anima orale. Grazie all’incontro tra questa e la musica è possibile dare vita a veri e propri spettacoli, concerti, senza che i protagonisti della scena cantino effettivamente. Tutto ciò prende forma in un genere preciso di cui Zoopalco nel 2016 ha deciso di sollevare la bandiera: la spoken word music.

Tommaso ed Eugenia - foto di Martino Fiumi
Tommaso ed Eugenia - foto di Martino Fiumi

“Il collettivo è nato con grande naturalezza, dall’intuizione di un amico comune, Nicolò Gugliuzza, che ha connesso dei fili. Girando per poetry slam, microfoni aperti, è tornato a Bologna e ha pensato che una cosa che aveva visto a Milano, i Tempi diVersi, collettivo di spoken word, potesse funzionare molto bene qui. Ha riunito delle persone che in modi differenti orbitavano intorno alla poesia e le ha fatte incontrare”. A parlare è Tommaso, che regala così l’immagine di un panorama che si espande in tutta Italia, parallelo a quella della musica canonica.

Dall’associazione Mitilanti di La Spezia fino ai già citati milanesi, per scendere fino al sud, dove è lo stesso collettivo di Bologna ad arrivare, grazie alla presenza in provincia di Benevento di Vittorio Zollo, membro di Zoopalco, quella dello spoken word è una realtà radicata anche se ancora poco conosciuta. Molti di questi gruppi sono legati alla Lega Italiana Poetry Slam, che organizza eventi su tutto il suolo nazionale.

È proprio a partire da questa idea di fronte comune con le altre realtà che Eugenia racconta una delle più recenti novità in casa Zoopalco: “La nascita dell’etichetta ZPL vuole essere un momento che non ha come obiettivo quello di pubblicare solo i nostri progetti ma in generale tutti quelli molto interessanti che ci sono in Italia, uscendo da questa nicchia per entrare nel mondo della musica. Ci piacerebbe essere un’etichetta non solo delle cose che facciamo noi ma il megafono di una scena di cui ancora la musica non si sta rendendo conto”.

Un primo tentativo è appena stato fatto. Dopo un anno e mezzo di lavoro, Zoopalco ha rilasciato IMPRE, il primo album di Mezzopalco, che Tommaso, a sua volta uno dei componenti, definisce: “Un gruppo particolare formato da sole voci, una che fa beat-box e due narranti”. Ed è sempre Tommaso a raccontarci come è nato il disco: “L’obiettivo di IMPRE, che sta per imprescindibili, è quello di dire che i padri e le madri della voce non sono da ricercare solo nel genere poesia, ma avendo questa una storia trans-mediale, con i nostri sei brani abbiamo voluto dare una mappa dei poeti imprescindibili, da Eschilo a Gil Scott-Heron, fino a Demetrio Stratos”.

Oltre a Mezzopalco esistono anche altre formazioni all’interno del collettivo. Eugenia all’interno dell’etichetta ha un suo progetto, Monosportiva. “Si tratta di poesia e musica elettronica, la voce e i testi sono i miei e invece la musica è di Lorenzo Dal Pan. Stiamo facendo uscire una serie di videoclip che poi formeranno un ep sul tema del sexwork on-line", racconta. "Si toccherà sia quello che riguarda il lavoro sessuale nello specifico, la vita di una camgirl, per esempio, che è il tema di uno dei brani, sia le ossessioni di chi invece sta dall’altra parte dello schermo e guarda. Ma anche questioni che riguardano temi più ampi come l’autodeterminazione e l’identità di genere”.

Mezzopalco - foto stampa
Mezzopalco - foto stampa

Tra settembre e ottobre, invece, uscirà Urla dal confine, terzo disco di Osso sacro, trio composto da Vittorio Zollo e i due fratelli Carlo e Corrado Ciervo. Tommaso offre qualche anticipazione al riguardo: "Insieme hanno scritto un mito originario in una commistione tra musica tradizionale ed elettronica. Una scelta del genere è dovuta al fatto che Vittorio ha una penna e una voce molto legata a quella che è la prima poesia orale. Va ad attingere alla cosmogonia greca, alla mitologia, riportando tutto nella dimensione del paesino contemporaneo, rurale, bigotto, in cui tutti si conoscono, dove non ci sono possibilità”.

È sull’impianto generale della spoken word che verte poi la conversazione. “Tutto ciò che nasce nella comunità hip hop può essere inteso come poesia orale, con un tipo di lettura differente. Tutti i nostri progetti sono vicini al sound di alcuni progetti sperimentali di questo genere”, prosegue Tommaso, mettendo in luce la continuità tra generi musicali a cui si è più abituati e la spoken music. Per quel che riguarda invece il versante letterario Eugenia sostiene: “La poesia, essendo fatta non solo di parole ma anche di voce, di corpo, di ritmo, di musicalità, è qualcosa che deve essere fruito in presenza a tu per tu, poeta e pubblico”. Così un racconto si innesta davanti a chi assiste uno spettacolo, prendendo forma grazie a performer. Un divario incolmabile per la carta, che rimane sempre ancorata ad un altrove distante da chi legge.

Tommaso ed Eugenia in piazza Verdi a Bologna - foto di Martino Fiumi
Tommaso ed Eugenia in piazza Verdi a Bologna - foto di Martino Fiumi

I toni dello Zoopalco però non sono mai solo verbosi e teorici, ma si tingono di concretezza grazie alle iniziative che la parte associativa porta avanti. Prima tra tutte è l’esperienza che propongono alle scuole secondarie. “È un laboratorio che teniamo tutti gli anni e si chiama Metropolitan Poetry Slam. La mattina andiamo a raccontare il progetto in mezzo al bullismo dei ragazzini che appena sentono “poesia” iniziano a tirare palline di carta, però quelli di loro che si interessano partecipano a dei momenti nel pomeriggio”, raccontano. E, tra stupore e gioia, Eugenia aggiunge che quest’anno, grazie a progetti simili di altre associazioni, le ragazze e i ragazzi si sono potuti incontrare per poi fondare un collettivo under 20 che vede i suoi membri sparsi da Milano a Napoli.

Dopo una vittoria di questo tipo l’unico auspicio che Tommaso ed Eugenia si riescono ad augurare è che le prossime produzioni Zoopalco siano quelle dei progetti di questi giovanissimi. Ma per il momento, come sono loro stessi a dire, è meglio pensare alle uscite imminenti. Un’etichetta interamente dedicata, che ha appena pubblicato il primo disco e che ha in programma altre due uscite nei prossimi mesi, una rete di collettivi che a livello nazionale si stringono in un rapporto di collaborazione e l’essere riusciti a trasmettere una tale passione a chi potrà intraprendere questa strada un domani. Ora Zoopalco è contento di raccogliere questi risultati, per il resto c’è ancora tempo.

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L'articolo Zoopalco dà potere alla parola di Martino Fiumi è apparso su Rockit.it il 2022-06-22 11:16:00

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