Un'eco viscerale. Dalle campagne sovietiche ai vicoli immobili dell'Urbe. Il peccato originale. La condanna alla vita. Il tempo. La macchina impietosa consacra il meccanico rituale del vivere mentre parole risuonano in cerchio. Reminiscenze e sogni. Attorno, l'inevitabile. Il suono di IVASHKEVICH prende vita dalle ceneri. Dalle ceneri della tradizione delle antiche nenie popolari, dalle ceneri del postpunk. Prende vita dalle ceneri della darkwave minimale più oscura e radicale degli anni '80. "Joy Division rivisitati da Einsturzende Neubauten occhieggiando ai C.S.I. Tutto nel delirio di Majakovskj" (D.P.)