Descrizione JapanApart

Cosa vogliamo fare?
Esattamente non lo sappiamo.
Produrre musica che ci piace? Produrre musica che piace un poco anche agli altri? Produrre musica e insieme fare arte? Produrre arte tramite la musica? Produrre musica che migliori nettamente il nostro tenore di vita? Produrre musica che consumi lentamente ed inesorabilmente i nostri risparmi? Produrre musica che faccia innamorare i critici? Produrre arte che colpisca al cuore il panorama internazionale?
Esattamente non lo sappiamo.
Mesmerizziamo le nostre ridotte capacità e le portiamo in acconto al nostro progetto. Che deve diventare in breve tempo un progetto impossibile: essendo consapevoli che arrivando primi vuol dire fare gli interessi di qualcuno, arrivando secondi vuol dire fare gli interessi di qualche amico di qualcuno, arrivare terzi vuol dire fare gli interessi di un amico di qualche amico di qualcheduno.
L’importante è essere da qualche parte tra l’inizio e la fine. Essere il puntino indistinguibile. Essere Snoopy che non riesce a fare le flessioni per via del naso. Essere il maratoneta che arriva al traguardo quando tutto è già stato smontato e nessuno gli sa dire dove lo rimonteranno.
Esattamente non lo sappiamo.
Riconducendo le parole al proprio significato vogliamo confrontarci con tutto quello che può essere riassunto con il concetto di comunicazione. L’informazione non ci interessa. La disinformazione è la nostra casa delle vacanze che curiamo amorevolmente. Fondamentalmente noi siamo la nostra immagine sfuocata riflessa sul finestrino sporco di un treno. Chiaramente confusa.
Esattamente non lo sappiamo.
L’importante, almeno per noi in questo momento, è lasciare che le idee non restino solo un bel modo di dire.
La JAPANAPART è stata fondata da membri ufficiali del fenomeno musicale conosciuto come «JUMPINCHERRIES» e non…
In tutta autonomia, senza nessuna pressione politica, essi hanno deciso di reinvestire i loro guadagni in questa nuova esperienza musicale…
Congiungendo il passato remoto e prossimo e passando per la premessa fondamentale dei loro interessi personali…
Abbiamo scelto, come sede, la città più depressa al mondo: La Spezia. L’abbiamo scelta perché è là che siamo nati e, contro tutto e tutti, ed è là che abbiamo scelto di lavorare.
Fondamentalmente siamo in quattro: Andrea, Christian, Jenny e Stefano.
Produciamo quello che ci piace e quello che ci è piaciuto.
Pensiamo che le nostre ‘6’ uscite annuali siano un giusto compromesso.
Tutti si occupano di tutto perché siamo convinti che la specializzazione è una delle orrende piaghe della vita moderna.
L’esempio che ci guida è il lavoro passato e futuro di Giacomo Spazio (VoxPop, Microsolco, Cane Andaluso) che ci ha benedetto un giorno sulla via di Teodosio con un dei suoi piercing da sultano ottomano.

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