I Karmapiatta nascono da un estrazione di bigliettini di carta, in un pomeriggio di diluvio e chitarre distorte. D'ispirazione orientale, il karma in ambito induista è considerato come il significato non-materiale delle azioni; è evidente il gioco di parole con il volgare "calma piatta", il quale suggerisce e svela la morale dei Karmapiatta, vale a dire il pensiero secondo il quale le azioni compiute e tutti gli eventuali buoni propositi hanno significato implicito pressoché nullo, non alzano una foglia, appunto generano una (preesistente) "calma piatta".