Dopo una prima uscita ufficiale con l’EP “Small Things” pubblicato da Minuta Records (Svizzera), e la presentazione dei video dei brani “Your Desert” e “Girogirotondo” (Special Guest Andrea Chimenti), nel 2007 esce in Italia il primo album della band Forget About (Seahorse Recordings/Goodfellas) che, accolto con grande entusiasmo dalla critica, consente ai Kiddycar di essere subito inseriti all’interno della rubrica “Scommettiamo su” in Home Page di MTV per la durata straordinaria di due settimane. Ad ottobre dello stesso anno i Kiddycar realizzano il brano “You Save Me From Understanding More” in collaborazione con Paolo Messere dei Blessed Child Opera, pubblicato nella compilation Silber sound of Halloween dalla Silber Records, U.S.A. A novembre 2007, Forget About è licenziato in Giappone dalla Xtal Records di Tokyo. Intanto i videoclip di “Human Logic” e ”Dit de l’amour” entrano a far parte della rosa dei finalisti al P.I.V.I. (Premio Italiano Videoclip Indipendente) di Milano. Radio Rai 1 inserisce i Kiddycar in rotazione nella propria playlist, mentre a dicembre il gruppo è ospite di Village (Radio Rai 1), per un live e un’intervista in diretta. Il 13 dello stesso mese la band presenta, nell’ambito del Performing Media Lab (festival di arti multimediali diretto da Carlo Infante) presso il Teatro di S. Giovanni Valdarno, il videoclip del brano “Human Logic” (già finalista al P.I.V.I.), realizzato da Almasen Artisti Associati (Fernando Maraghini e Maria Erica Pacileo www.almasen.it) e girato a Berlino nel settembre 2007 con il sostegno della “Berlinische Galerie”. Il 24 Dicembre esce l’LP How This Word Resounds (vinile 33 giri in edizione limitata, 500 copie numerate a mano), realizzato dai Kiddycar con l’artista Christian Rainer e pubblicato da Fridge Records, distribuzione Goodfellas (distribuzione digitale Seahorse Recordings). Da Gennaio 2008 Forget About è distribuito anche nella Svizzera francese dalla Phenix Records. Nello stesso mese i Kiddycar con Christian Rainer sono segnalati nella Home Page di MTV e l’LP How This Word Resounds è proposto in ascolto in esclusiva sul portale per una settimana. Inoltre il video di “Dit de l’amour” (brano d’apertura dell'LP) è trasmesso da All-Music. A Febbraio 2008 Radio Rai 1, Radiounomusica, propone i Kiddycar sul player online del sito Eurosonic.net, tra agli artisti che considera il meglio delle sue scelte di musica italiana; Eurosonic è un organismo che fa parte dell'EBU, Unione delle radio pubbliche europee di cui Radio1 è parte attiva. Il 7 Marzo 2008 i Kiddycar sono invitati dalla RAI a tenere un concerto in diretta dall’Auditorium della storica sala A del centro RAI di Via Asiago a Roma per i concerti del Venerdì sera, inaugurando, in quella occasione, una nuova veste del loro live set che prevede l'inserimento un trio di archi (due violini e un violoncello). Ad Aprile i Kiddycar sono invitati dall'Istituto di Cultura Italiana di Bucarest a tenere un concerto nella capitale rumena. Nel frattempo anche il video di “Your Desert” entra in rotazione su All Music. Così come, poco dopo, anche tutti gli altri tre video, mentre quello di “Dit de l'amour” viene espressamente richiesto da MTV. Il video di “Human Logic” viene trasmesso in diretta televisiva su Rai 2 durante la puntata di Scalo 76 del 3 maggio 2008 ed è uno dei tre videoclip a entrare in finale su quattromila partecipanti. Lo stesso videoclip viene nuovamente presentato e trasmesso in diretta televisiva su Rai 2 durante l’ultima puntata di Scalo 76 del 31 Maggio 2008. Ospiti a LA3 TV in diretta, i Kiddycar presentano i video di “Human Logic” e “Dit de l'amour” anche in questo contesto. Sempre “Human Logic”, in una nuova versione, diventa la colonna sonora del video realizzato da Atlantide Audiovisivi, per la regia di Mario Alves Rebehy, in relazione al progetto dello scrittore Paulo Coelho che per il suo libro, “La strega di Portobello”, invita videomakers di tutto il mondo a girare filmati ispirati ai capitoli del suo libro per poi ricavarne un lungometraggio a mosaico. Il video è stato scelto tra migliaia di altri e, oltre a essere entrato a far parte della rosa dei finalisti, viene trasmesso Sabato 9 e domenica 10 agosto 2008 da CNN International, all’interno della trasmissione Spirit of Storytellings, durante l'intervista con lo scrittore brasiliano che, per l'occasione, presenta il suo progetto. Inoltre, per interpretare il ruolo di Atena, la strega di Portobello, viene scelta la cantante/attrice Valentina Cidda, voce dei Kiddycar. “Girogirotondo” (bonus track di Forget About feat. Andrea Chimenti) è stato utilizzato per il documentario di Davide Barletti Diario di Uno Scuro (www.cinemaitaliano.info/diariodiunoscuro). Recentemente i Kiddycar hanno firmato un remix per la band Ceca Miou Miou (www.myspace.com/mioumiou) per il brano “Sublime” incluso nell’album di remix “Électronique” uscito nella Repubblica Ceca a dicembre 2008 e in Giappone a Gennaio 2009. Hanno partecipato al progetto, insieme ai Kiddycar, B.Fleischmann, Montag, Aus, Lullatone, FilFla, Sawako, Moskitoo, Balún e altri. Nel 2009 i Kiddycar firmano un contratto con Rai Trade per la pubblicazione del nuovo album “Sunlit Silente” in uscita a settembre. La BBC d Bristol (Uk) contatta i Kiddycar e presenta il 4 Aprile 2009 il brano “Trust” all'interno della trasmissione “Introducing”, parlando della band come una delle nuove realtà Europee da seguire con maggior attenzione. DISCOGRAFIA (EP): Small Things - Minuta Records (Switzerland) (AAVV): "Minuta: Online classics 2001" - Minuta Records (Switzerland) (CD): Forget about - Seahorse Recordings (Italy) (AAVV): "Silber sounds of Halloween" - Silber Records (U.S.A.) (CD): "Forget About" - (Japanese release) Xtal Records (Japan) (LP): "How this word resounds" - Fridge Records (Italy) (CD): "Sunlit silence" - Rai Trade - Edel (Italy) HANNO DETTO DEI KIDDYCAR Su “FORGET ABOUT” Kiddycar è lo sguardo del fanciullo che si posa sulla musica. È l'atteggiamento scanzonato e innocente di quattro musicisti italiani che da una cultura varia, eterogenea e poliedrica sintetizzano un suono nuovo, suadente e delicato, elettronico e acustico al tempo stesso. È un progetto che guarda alla sperimentazione, all'avanguardia e alla musica classica, nel sottile equilibrio delle esperienze di quattro anime colte e curiose. – MTV (Che ha dedicato loro per due settimane la rubrica “Scommettiamo Su”) A mollo tra la Kazu Machino della generazione di Misery is a Butterfly, Beth Gibbons dei Portishead di Dummy e Louise Rhodes dei Lamb. Ma la voce di Valentina Cidda non ha nulla da temere rispetto ai pezzi da novanta di cui sopra. – RUMORE (ottobre 2007) Basterebbe il romanticismo ben orchestrato di “Time” per convincere anche gli scettici sulla bontà della proposta musicale dei Kiddycar. Un suono personale che sa prendere in ugual misura dalla malinconia artica dei Mum, dalla canzone d'autore straziante di Maximilian Hecker e dal pop senza tempo di Serge Gainsbourg. - ROCKERILLA (Ottobre 2007) L’elettronica è amministrata con cura, mai semplice sostegno per gli arrangiamenti e mai puramente colore strumentale, la scrittura pop intriga e si rende accattivante, sfociando talvolta nella canzone d’autore. ...un bel disco, ben suonato e ben prodotto. E soprattutto ben scritto - IL MUCCHIO Le parti acustiche si abbinano con eleganza a quelle elettroniche creando un sound che se da una parte è caratterizzato dagli spigolosi toni tipici dell'elettronica, dall'altro viene smussato dalla delicatezza acustica che dona all'album atmosfere dolci e sussurrate, sempre cariche di drammaticità e di un intensità emotiva che difficilmente si affievolisce durante l'ascolto. ROCKLINE Innegabile l’abilità che si esprime attraverso molti livelli e molte strategie a tratti riconoscibili del pop anglosassone degli ultimi dieci anni, ma che si libera da qualsiasi definizione superficiale, grazie ad un notevole potere di sintesi e ad un’attitudine di tipo orchestrale davvero molto rara. INDIE-EYE E' neve sporca quella che cade copiosa nota dopo nota, ovattando e (de)stabilizzando i nostri (in)sicuri approdi dell'anima. E' il bianco e nero della vita, è la consapevolezza nel comprendere che la Human Logic "...is wrong...". – ROCKSHOCK ...“Forget About” è la sintesi stilistica di un gruppo fortemente coeso, sicuro, che respira e restituisce classe cristallina. – KRONIC Il loro spirito è pop, ma il loro pregio è quello di riuscire a non banalizzarlo mai. Il tratto comune che unisce e regge lo scorrere dei brani è la voce della Cidda, anzi il suo cantato: una voce delicata, novembrina, impreziosita da una lieve velatura che non la rende del tutto limpida e che emerge nei brani più sussurrati come “Can i have your desert please?” ma soprattutto “Ame et peau”, sensuale e riflessiva perla esistenzialista del disco. – MESCALINA Colonna sonora ufficiale dell’autunno che si avvicina… - SENTIREASCOLTARE Forget About è un’opera prima consistente e moderna ..i Kiddycar sono una band da ascoltare e Forget About un lavoro che con garbo e intelligenza si guadagna un posto in prima file tra le nuove produzioni. – MUSICBOOM Le soluzioni che la band adotta per gli arrangiamenti delle proprie ballate, vagamente inquietanti e deviate, li avvicinano spesso a realtà della musica continentale quali Múm, B. Fleischmann (così come a tutto il versante più sconsolato e cupo della Morr Music), ed, a tratti, al trip hop più umorale. – ONDAROCK La musica che esce fuori da questo Forget About è l’intima colonna sonora di un sogno metropolitano sepolto di petali bagnati di rugiada, è il tuo sguardo fuori dal finestrino, mentre cerchi di convincerti che il mondo un po’ ti somiglia, prima di rassegnarti che non lo fa quasi mai. La voce di Valentina è sempre dimessa, magicamente soffusa, monocorde, un ultimo soffio ad appannarsi sul vetro che ci separa dal mondo…- LOSTHIGHWAYS Fiori che tappezzano tunnel. Viaggi su automobili a pedali, colorando di leggerezza, e piccoli dettagli a dare senso a un'esistenza altrimenti assurda. Acustica ed elettronica insieme e sottovoce. Con l'avanzare microfilmico di rarefatte basi lunari. E' tanto discreto se si ascolta sbadatamente quanto intimo ed osmotico se si abbassano le barriere e si allungano gli sguardi. – ROCKIT HANNO DETTO DEI KIDDYCAR: Su “HOW THIS WORD RESOUNDS” Ogni traccia dipinge un paesaggio e racconta una storia, senza mai alzare la voce o graffiare la tela, alternando momenti di buio a squarci di luce, tenerezza e gioia a inquietudine. Ottimo come l’esordio di “Forget About”, conferma i giudizi critici raccolti, lascia ben sperare per le prossime uscite di questa band. MUSIC BOOM Le voci di Christian Rainer e Valentina Cidda brigano intriganti complementarità, proprio come l'impasto di chitarre e tastierine, ottoni e pianoforte, elettroniche fugaci e percussioni frugali. Cinguettii e cigolii tra chitarre che ruggiscono una solitudine rugginosa, come provenissero dal cuore dell'ultimo romantico sulla faccia della terra. Un piccolo, grande disco. – SENTIRE ASCOLTARE Il regalo di Natale di un artista internazionale e degli aretini Kiddycar che ancora una volta si distinguono per sensibilità e scelte musicali, dopo la bella prova di "Forget About" per quella misurata alchimia di passioni soffuse che in ogni traccia di "How This Word Resound" affiora. Un disco indie pop importante? Direi meglio, diventa importante per chi l'ascolta, perchè il piano portante, la voce calda e rauca di Rainer, quella dolce e bambina di Valentina Cidda passano per osmosi dal disco all'ascoltatore, come un odore sul cuscino di chi non dorme più con te, ma è come se fosse sempre presente. ROCKIT Due modi d’intendere l’arte musicale che si scambiano esperienze e punti di vista, fondendosi in maniera rimarchevole in quello che sarà uno dei primi titoli dell’anno d’annotare sulla lista dei migliori: il gioiellino How This Word Resounds. Canzoni avvolte da un soffice rivestimento di vellutata sapienza, che vivono su incantevoli duetti – in francese e in inglese - capaci d’esprimere gioia (Birthday Song), fatalismo (Elsewhere) e incredibile intimità (Le temps de noircir). ROCKSHOCK Ombre sul muro, di dolcezze proiettate in prospettiva da una candela accesa mentre ricerco il suo tepore. E’ il chiaroscuro dello stupore, in mattine di chiasso e nebbia, quella della solita disillusione, di un amore che lentamente sbiadisce e quasi muore in parole e gesti che si assomigliano. Note, sospiri, sussurri e lacrime leggere, sorrisi e tiepidi desideri raccontati con eleganza, compostezza e dolcezza è quanto fruisco da questo How this Word Resounds. L’incontro tra questi due universi sonori affini, quello nostalgico, agrodolce, impressionista e lagunare dei Kiddycar e quello autunnale, crepuscolare e cameristico del poliedrico Christian Rainer, dà vita ad un lavoro dalle tinte calde e avvolgenti, seppur soffusissime come la luce fioca di una lampara d’inverno ed a metà tra sogno e malinconia, tra timore e disincanto. Solo otto brani a fare da confine a questo gioiello di ispirazione e arrangiamento, conteso tra pop e piccoli inserti elettronici, tra oscuro intimismo cantautorale e melodismo da chansonniers e che rimane tra i lavori più intimi e emozionanti della passata stagione. LOSTHIGWAYS