minimal wave, new wave, dark, elettronico

KKD story

L’Apple 2E rischiara il buio delle camere di studenti di Alessandro Molinari e Giancarlo Vitali, entrambi diplomati al Fermi di Modena, ritenuto culla della Silicon Valley italiana.
Da quella scuola hanno cominciato a provare gusto negli esperimenti chimico-elettronici e nella musica, fondando gli Ozono Lysis per cimentarsi con le sonorità new wave.

Ma incanalarsi in una tendenza non è sufficiente: vogliono buttarsi in una ricerca più pura e libera. E’ con questo intento che, nel 1981, nascono i KKD.
Il fantomatico hotel dismesso in cui si trovano a provare alcune band della scena underground della bassa modenese ha un genius loci particolare: catalizza creatività, sogni e contaminazioni.

Qui Alessandro Molinari e Giancarlo Vitali decidono di iniziare a collaborare per i KKD con Loris Barbi, cantante degli Ozono Lysis e Guido Molinari, tastierista dei Polaroyd.
Rumori rubati dalla radio e dalla strada, disturbi, interferenze: ogni emissione – catturata, rielaborata, abbinata alla batteria elettronica, al sintetizzatore, - è buona per generare nuove sonorità. La voce registrata e distorta col traduttore vocale Texas, chitarre elettriche manipolate da un korg MS20. Questi e altri esperimenti con vecchi strumenti, usati insieme alle prime strumentazioni elettroniche, crea il sound inconfondibile dei KKD.

Ma loro non si accontentano della musica, spingono la sperimentazione su altri fronti che stimolano la loro curiosità. L’hotel sperduto nella nebbia padana si riempie di attrezzature per sviluppare fotografie, creare grafiche, fare riprese e montaggi video, con la complicità del proprietario dell’hotel - padre di Guido Molinari -, assiduo frequentatore di mercatini domenicali a caccia di ricetrasmettitori, pellicole scadute e altre altri cimeli della tecnica, solo apparentemente inutilizzabili.
Molti artisti gravitano intorno a questo luogo decadente, dove stanze spente cominciano a accendersi di idee e animarsi di produttività.

La fama dei KKD comincia a diffondersi, vengono invitati nei Club dal DJ Red Ronnie, guru della critica musicale italiana anni ’80 e fanno apparizioni-fantasma in “video-concerti”, in cui trasmettono musica e video-grafiche, come una sorta di antesignano VJ-set.
E quando appaiono on stage, lo fanno incollandosi addosso cartoncini colorati o ritagli di gelatina che si trasformano in pellicole su cui proiettare immagini a colori forti o in bianco e nero.

Nonostante il loro carattere schivo ed ermetico, i KKD collaborano con band della new wave italiana, apprezzati dalla Ralph Records, etichetta cult della no wave americana.
I loro brani “And your mind” e “House TV” vengono inseriti nella compilation cult “First Relation” curata da Lisfrank - Fulvio Guidarelli e prodotta dalla Mask.

Oggi i KKD sono stati riscoperti dal popolo della minimal wave come gruppo cult sui social network, mentre i berlinesi Daybed hanno inserito una cover di And Your Mind all’interno del loro ultimo LP edito dalla prestigiosissima etichetta svedese Beläten.

Attualmente i KKD continuano a sperimentare nella composizione musicale e nella video art.